

Tre genovesi raccolgono fondi per la Croce Rossa: «Maglietta e “action figure” per sensibilizzare sui vaccini»
Riccardo, Chiara e Valentina, attivi nel mondo dell’arte e del design, hanno realizzato una grafica speciale e delle magliette da indossare in occasione del vaccino, per poi veicolare anche sui social il messaggio attraverso un selfie con l’hashtag #adultoevaccinato. Il primo a raccogliere l’invito è stato Matteo Bassetti
“Adulto e vaccinato”. Dall’idea di tre genovesi è nato un progetto a scopo benefico di sensibilizzazione sull’importanza del vaccino contro il covid, unico strumento di protezione e contrasto all’attuale emergenza sanitaria. I tre protagonisti del progetto, Riccardo, Chiara e Valentina, attivi nel mondo dell’arte e del design, hanno realizzato una grafica speciale e delle magliette da indossare in occasione del vaccino, per poi veicolare anche sui social il messaggio attraverso un selfie con l’hashtag #adultoevaccinato. Il primo a raccogliere l’invito è stato Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, che ha postato sui social una foto con la maglia realizzata dai tre genovesi e ha invitato i genovesi a fare altrettanto per sostenere il progetto.
Il ricavato dalla vendita delle magliette sarà infatti devoluto interamente alla Croce Rossa per il suo impegno nel fronteggiare il virus e tutte le emergenze in Italia. Insieme alle magliette ci sarà anche una “action figure” realizzata da Riccardo, scultore e scenografo di professione, che rappresenta il coronavirus intrappolato all’interno di una campana di vetro. Un’immagine che vuole essere di buon auspicio qualcosa a cui guardare per quando questa terribile situazione sarà finalmente storia, come un trofeo a ricordarci cosa abbiamo fatto perché finisse.
Riccardo Rossi, uno dei tre ragazzi coinvolti nel progetto, racconta a Genova Today: «Tutto è nato quasi per caso in una delle ultime giornate in cui era ancora permesso un aperitivo con gli amici, parlando delle polemiche sui social relative ai vaccini ci siamo detti “c’è stato chiesto di fare una cosa e ora in tanti si lamentano, ma siamo tutti “adulti e vaccinati!”. Da quella frase è nata l’idea di realizzare qualcosa che potesse sensibilizzare i cittadini sull’importanza del vaccino e così, dato che siamo tre professionisti del settore creativo, le due ragazze hanno creato la grafica poi stampata sulle magliette mentre io ho pensato alla piccola scultura che avevo realizzato a casa durante il primo lockdown. Due oggetti da mettere in vendita per raccogliere fondi per la Croce Rossa».
«Non pensavamo di avere tutto questo successo – aggiunge Riccardo – ma alla Regione è piaciuta moltissimo l’idea e dopo la condivisione di Bassetti sulla propria pagina Facebook abbiamo ricevuto davvero moltissime richieste, alle quali forse non eravano ancora preparati. Ci stiamo attrezzando per la vendita online e stiamo anche prendendo accordi con alcune farmacie, l’idea è anche quella di trovare altri punti vendita fisici per coloro che non hanno dimestichezza con il web. A breve metteremo sui nostri canali social, Facebook e Instagram tutte le coordinate per acquistare le magliette, che attualmente sono disponibili nella farmacia Pescetto di via Balbi. Abbiamo ricevuto davvero tante richieste, anche da fuori Liguria».
«L’idea – conclude Riccardo – è quella di utilizzare i tanto vituperati social per veicolare un messaggio positivo attraverso le persone comuni, la cosiddetta “maggioranza silenziosa” che evita le polemiche e vuole solo poter fare il vaccino per uscire da questo lungo periodo di emergenza sanitaria. Visto che molte persone hanno voluto condividere, come momento di liberazione, un selfie scattato durante il vaccino, speriamo che in tanti lo possano fare indossando la nostra maglietta per poi condividerla su Facebook o Instagram in modo che la raccolta fondi per la Croce Rossa possa ottenere un risultato importante».
L’immunità diventa social: da Genova campagna di beneficenza con magliette e statuine
L’iniziativa di tre giovani artisti genovesi si chiama “Adulto e vaccinato”. E il prof Bassetti indossa la t-shirt su Instagram: “Aspetto tanti selfie”
05 Aprile 2021 alle 20:19
Genova – Per ora, la campagna vaccinale sembra non riguardare affatto i più giovani. A parte i pochi che hanno ricevuto il vaccino anti Covid perché parte delle categorie prioritarie (forze dell’ordine, sanitari, personale scolastico) per tutti gli altri il vaccino è un miraggio. Ma non è vero che non ci sia interesse, verso l’andamento delle vaccinazioni.
Tanto che c’è chi si è inventato una campagna di “merchandising” del vaccino. A scopo di beneficenza. Per rendere la vaccinazione anche un gesto più “social”, da condividere e da rendere pubblico per spingere quante più persone a immunizzarsi contro il Covid. Questo è lo spirito della campagna “Adulto e vaccinato” che tre giovani artisti e creativi genovesi hanno voluto lanciare in questi giorni, con un account Instagram e su Facebook.
In pratica l’idea è di mettere in vendita magliette a tema vaccino, con un logo che rappresenta il virus messo ko e il cerotto sulla manica. Non solo: si possono acquistare anche statuette che riproducono il virus da mettere sotto una campana di vetro, «vuole essere un buon auspicio, qualcosa a cui guardare per quando questa terribile situazione sarà finalmente storia, come un trofeo di caccia, per ricordarci cosa abbiamo fatto perché finisse», spiegano gli ideatori.
La campagna su Instagram
«Lo slogan “adulto e vaccinato” si rifà a un modo di dire che ci siamo sentiti ripetere sin da piccoli quando era il momento di assumersi le proprie responsabilità», spiegano Valentina, Riccardo e Chiara, i tre genovesi ideatori del progetto. «Siamo tre professionisti del settore creativo, grafici, scenografi, illustratori, che la pandemia ha colpito durissimo come altri. Se contro la crisi economica possiamo fare ben poco, contro l’epidemia abbiamo capito che ora c’è la possibilità di mettersi in gioco, con un gesto semplice ma importantissimo come il vaccino, di diventare “adulti e vaccinati”, insomma».
Ma in attesa che le punture diventino una realtà anche per chi ha meno di 40 anni, «vogliamo dare il nostro contributo facendo passare un concetto delicato in un momento importante: vaccinarsi è un atto di responsabilità».
Per ora chi fosse interessato a contribuire con la maglietta o il virus-statuetta può contattarli direttamente dalle pagine dei social network ma l’obiettivo è portare la campagna anche nei luoghi di vaccinazione. Alcune farmacie hanno già aderito. «Abbiamo pensato alla maglietta proprio ispirati all’onda dei selfie fatti dopo il vaccino: foto scattate da persone che come noi sentono il bisogno che il loro gesto e il significato che ha inizi a circolare anche per smuovere gli indecisi».
Lo scopo concreto, poi, è quello di sostenere chi è impegnato in prima linea nell’emergenza. «Abbiamo scelto di devolvere tutto il guadagno alla Croce rossa, abbiamo contattato la sede genovese». Intanto, la loro maglietta è stata postata su Instagram con un messaggio di incoraggiamento dal direttore della Clinica di Malattie infettive del San Martino, Matteo Bassetti: «Aspetto tantissime foto – ha scritto – è un messaggio che comunica leggerezza a chi si sente oppresso, ma è anche importante per chi tentenna».
Il professore si era fatto notare anche per un’altra t-shirt a tema, con la scritta «Io mi vaccino». Una maglietta che, rivela il professore, è stata realizzata dal figlio tredicenne: «Ha trasformato la camera in un laboratorio, c’è un odore di candeggina… Si è messo a fare queste magliette e ha anche creato una pagina, si chiama Par-t-shirt».
Un bello spirito imprenditoriale, «Sì, le fa per i suoi compagni di scuola. Poi ho visto che ne aveva fatto una con scritto “Io mi vaccino” e gli ho detto “questa devi darmela!”, ma l’aveva fatta di sua iniziativa».
Una volta indossata e messa sui social, ha avuto un boom di consensi. Segno che l’idea del vaccino piace anche ai più giovani, sebbene per il momento possano solo sognarlo su una maglietta.
