{"id":1114,"date":"2020-07-06T07:05:32","date_gmt":"2020-07-06T07:05:32","guid":{"rendered":"https:\/\/asproposito.it\/?p=1114"},"modified":"2025-02-04T20:34:57","modified_gmt":"2025-02-04T20:34:57","slug":"immuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/2020\/07\/06\/immuni\/","title":{"rendered":"Immuni"},"content":{"rendered":"\n<!--more-->\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"540\" src=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/immuni.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-1115\" srcset=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/immuni.webp 960w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/immuni-300x169.webp 300w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/immuni-768x432.webp 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">App Immuni<\/h1>\n\n\n\n<p>Immuni \u00e8 l\u2019app&nbsp;per limitare la diffusione del virus Covid-19.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimo aggiornamento<\/p>\n\n\n\n<p>06-07-2020<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 scaricabile in tutta Italia l\u2019app Immuni, disponibile gratuitamente negli store di Apple e Google e sviluppata nel rispetto della normativa italiana e di quella europea sulla tutela della privacy.<\/p>\n\n\n\n<p>Dotarsi dell\u2019app permetter\u00e0 di risalire ai contatti che possono aver esposto una persona al rischio di contagio.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le informazioni utili sono disponibili sul sito&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.immuni.italia.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">immuni.italia.it<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Immuni, passaggio di consegne da Bending Spoons a Sogei e PagoPA<\/h1>\n\n\n\n<p>La app&nbsp;<strong>Immuni<\/strong>&nbsp;diventa ufficialmente \u201cadulta\u201d:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.corrierecomunicazioni.it\/digital-economy\/immuni-operativa-fino-allo-fine-del-2021-record-di-download\/\"><strong>dopo dieci mesi di lavoro, progettazione e sviluppo, il team di Bending Spoons ha completato il passaggio di consegne relativo al progetto, che si trasferisce ora nelle mani dei professionisti di Sogei e pagoPA<\/strong><\/a>. Saranno questi utimi, d\u2019ora in poi, ad occuparsi della manutenzione e degli sviluppi futuri di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.corrierecomunicazioni.it\/digital-economy\/covid-19-risalgono-i-contagi-conte-scaricare-app-immuni-e-imperativo-morale\/\"><strong>Immuni<\/strong><\/a>, sotto la supervisione del&nbsp;<strong>Commissario Straordinario per l\u2019emergenza, del Ministero della Salute e del Ministro dell\u2019Innovazione<\/strong>. Il passaggio era previsto dal contratto senza alcun onere per l\u2019Amministrazione siglato da&nbsp;<strong>Bending Spoons<\/strong>, societ\u00e0 nata a&nbsp;<strong>Copenaghen<\/strong>&nbsp;e oggi&nbsp;<strong>tra i primi iOS app developer<\/strong>&nbsp;del mondo.<br>Fra le prime novit\u00e0 previste in questa nuova fase, vi sar\u00e0 l\u2019integrazione di&nbsp;<strong>Immuni<\/strong>con le&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.corrierecomunicazioni.it\/digital-economy\/contact-tracing-leuropa-lancia-il-roaming-delle-app\/\">altre app europee di contact tracing<\/a>&nbsp;nel contesto del&nbsp;<strong>protocollo di interoperabilit\u00e0 delineato dalla Commissione Europea<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Protezione dei dati e tracciamento: Italia fra i pochi Paesi con una legge specifica<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel contesto&nbsp;<strong>Ue<\/strong>, grazie al lavoro di&nbsp;<strong>Bending Spoons<\/strong>&nbsp;e dei suoi partner, l\u2019<strong>Italia<\/strong>&nbsp;\u00e8 stata tra i primissimi Paesi a beneficiare del tracciamento digitale. Ma i meriti del Belpaese non si esauriscono qui. Secondo il rapporto&nbsp;<strong>\u2018Soluzioni digitali per combattere il Covid-19\u2019<\/strong>, che analizza gli effetti sul diritto alla privacy e alla protezione dei dati delle varie soluzioni tecnologiche (tra cui le app per tracciare i contatti, droni, scanner per la temperatura) utilizzate dai 55 Stati che hanno ratificato la Convenzione sulla protezione delle persone al trattamento automatizzato di dati a carattere personale, conosciuta anche come convenzione 108, per combattere la pandemia, con<strong>&nbsp;Immuni<\/strong>&nbsp;l\u2019Italia ha \u201c<strong>rispettato molti dei principi sanciti dalla convenzione per la protezione dei dati del Consiglio d\u2019Europa<\/strong>\u201c. In particolare, risulta tra i pochissimi Paesi, insieme a&nbsp;<strong>Norvegia<\/strong>,&nbsp;<strong>Belgio<\/strong>,&nbsp;<strong>Francia<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Finlandia<\/strong>, ad aver \u201c<strong>preparato una legge specifica e ad aver fatto i necessari passi preliminari per limitare l\u2019impatto di questo strumento sui diritti fondamentali<\/strong>\u201c.<\/p>\n\n\n\n<p>eguide<\/p>\n\n\n\n<p>Modello 231: guida pratica per l&#8217;implementazione nell&#8217;Ambito ESG<\/p>\n\n\n\n<p>Modello 231: guida pratica per l&#8217;implementazione nell&#8217;Ambito ESG<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Contract Management<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Privacy\/Compliance<\/p>\n\n\n\n<p>Nel complesso la valutazione dell\u2019Italia per quanto concerne l\u2019app&nbsp;<strong>Immuni<\/strong>&nbsp;\u00e8 positiva:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.corrierecomunicazioni.it\/digital-economy\/coronavirus-con-lapp-immuni-identificati-4-focolai-a-quota-5-milioni-i-download\/\">i dati raccolti in modo completamente anonimo mostrano che l\u2019app ha gi\u00e0 contribuito a fermare decine di focolai<\/a>, avvertendo in modo riservato e anonimo persone che, a causa di un contatto a rischio, erano state contagiate dal virus. In ogni caso, a&nbsp;<strong>Strasburgo<\/strong>&nbsp;si osserva che \u201c<strong>non \u00e8 chiaro come le autorit\u00e0 stiano ottenendo dati dall\u2019applicazione, che si basa su un sistema che salva le informazioni sui cellulari, per monitorare l\u2019evoluzione della pandemia<\/strong>&nbsp;e per migliorare l\u2019accuratezza del modello utilizzato da Immuni per stabilire se un contatto \u00e8 sufficientemente rischioso da dover inviare una notifica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bending Spoons: \u201cNoi mossi da spirito di solidariet\u00e0, ora speriamo in una maggior diffusione della app\u201d<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Immuni<\/strong>&nbsp;\u00e8 frutto di un progetto corposo e importante, che ha ricevuto apprezzamenti da numerosi esperti di diritto, di sicurezza, di tecnologia e di design digitale, e che ha passato lo scrutinio del&nbsp;<strong>Massachusetts Institute of Technology<\/strong>. Merito anche della scelta di&nbsp;<strong>Bending Spoons<\/strong>&nbsp;di mettere la sua esperienza a disposizione dell\u2019<strong>Italia<\/strong>&nbsp;in modo completamente gratuito,&nbsp;<strong>\u201cmossa esclusivamente \u2013 spiega la stessa societ\u00e0 \u2013 da spirito di solidariet\u00e0 in un periodo cos\u00ec drammatico\u201d<\/strong>. \u201cSiamo orgogliosi del lavoro fatto e della fiducia che otto milioni di italiani hanno gi\u00e0 riposto in&nbsp;<strong>Immuni<\/strong>&nbsp;\u2013 conclude&nbsp;<strong>Bending Spoons<\/strong>-. Speriamo che sempre pi\u00f9 italiani installeranno l\u2019app, contribuendo ad accrescerne l\u2019efficacia ogni giorno di pi\u00f9\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Immuni: disponibile il codice sorgente delle app iOS e Android<\/h1>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/assets.innovazione.gov.it\/1609838589-app-status.jpg?w=700&amp;h=1000&amp;fit=max&amp;auto=compress\" alt=\"Immagine che mostra la schermata iniziale dell'app Immuni\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>La diffusione del Coronavirus si contrasta anche utilizzando le nuove tecnologie. Frutto della collaborazione tra Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio, Ministero della Salute e Commissario straordinario per l\u2019emergenza Covid-19, l\u2019app ha lo scopo di migliorare efficienza e velocit\u00e0 nell\u2019individuare soggetti che hanno avuto contatti con persone risultate positive agli esami di laboratorio. Il nuovo sistema potr\u00e0 contribuire anche all\u2019individuazione di eventuali nuovi focolai. Tutto questo nel rispetto della privacy e della sicurezza individuale e nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutte le informazioni sul progetto open source e per partecipare alla community degli sviluppatori che stanno testando la app e contribuendo con miglioramenti e correzioni, consulta la scheda del&nbsp;<a href=\"https:\/\/developers.italia.it\/it\/software\/pcm-immuni-app-immuni\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">progetto Immuni<\/a>&nbsp;su Developers Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono liberamente consultabili sia il&nbsp;<a href=\"https:\/\/github.com\/immuni-app\/immuni\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">codice sorgente<\/a>, che la&nbsp;<a href=\"https:\/\/github.com\/immuni-app\/immuni-documentation\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">documentazione tecnica<\/a>&nbsp;della app.<\/p>\n\n\n\n<p>Il codice aperto \u00e8 un bene comune del nostro Paese, della community degli sviluppatori italiani e internazionali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"397\" src=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/coronavirus-protezione-dati-1024x397.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1119\" srcset=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/coronavirus-protezione-dati-1024x397.jpg 1024w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/coronavirus-protezione-dati-300x116.jpg 300w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/coronavirus-protezione-dati-768x298.jpg 768w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/coronavirus-protezione-dati-1536x596.jpg 1536w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/coronavirus-protezione-dati-2048x795.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Abstarct virus strain model of MERS-Cov or middle East respiratory syndrome coronavirus and Novel coronavirus 2019-nCoV with text on blue background. Virus Pandemic Protection Concept S<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">App &#8220;Immuni&#8221;: via libera del Garante privacy<\/h1>\n\n\n\n<p><strong>App &#8220;Immuni&#8221;: via libera del Garante privacy<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Garante per la protezione dei dati personali&nbsp;<a href=\"safari-reader:\/\/www.garanteprivacy.it\/garante\/doc.jsp?ID=9356568\">ha autorizzato<\/a>&nbsp;il Ministero della salute ad avviare il trattamento relativo al Sistema di allerta Covid-19 (app \u201cImmuni\u201d). Sulla base della valutazione d\u2019impatto trasmessa dal Ministero, il trattamento di dati personali effettuato nell\u2019ambito del Sistema pu\u00f2 essere considerato proporzionato, essendo state previste misure volte a garantire in misura sufficiente il rispetto dei diritti e le libert\u00e0 degli interessati, che attenuano i rischi che potrebbero derivare da trattamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Tenuto conto della complessit\u00e0 del sistema di allerta e del numero dei soggetti potenzialmente coinvolti, il Garante ha comunque ritenuto di dare una serie di misure volte a rafforzare la sicurezza dei dati delle persone che scaricheranno la app. Tali misure potranno essere adottate nell\u2019ambito della sperimentazione del Sistema, cos\u00ec da garantire che nella fase di attuazione ogni residua criticit\u00e0 sia risolta.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, l\u2019Autorit\u00e0 ha chiesto che gli utenti siano informati adeguatamente in ordine al funzionamento dell\u2019algoritmo di calcolo utilizzato per la valutazione del rischio di esposizione al contagio. E dovranno essere portati a conoscenza del fatto che il sistema potrebbe generare notifiche di esposizione che non sempre riflettono un\u2019effettiva condizione di rischio. Gli utenti dovranno avere inoltre la possibilit\u00e0 di disattivare temporaneamente l\u2019app attraverso una funzione facilmente accessibile nella schermata principale.<\/p>\n\n\n\n<p>I dati raccolti attraverso il sistema di allerta non potranno essere trattati per finalit\u00e0 non previste dalla norma che istituisce l\u2019app.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovr\u00e0 anche essere garantita la trasparenza del trattamento a fini statistico-epidemiologici dei dati raccolti e individuate modalit\u00e0 adeguate a proteggerli, evitando ogni forma di riassociazione a soggetti identificabili e adottando idonee misure di sicurezza e tecniche di anonimizzazione. Dovranno essere introdotte misure volte ad assicurare il tracciamento delle operazioni compiute dagli amministratori di sistema sui sistemi operativi, sulla rete e sulle basi dati.<\/p>\n\n\n\n<p>La conservazione degli indirizzi Ip dei cellulari dovr\u00e0 essere commisurata ai tempi strettamente necessari per il rilevamento di anomalie e di attacchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovranno essere adottate misure tecniche e organizzative per mitigare i rischi derivanti da falsi positivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Particolare attenzione dovr\u00e0 essere dedicata all\u2019informativa e al messaggio di allerta, tenendo altres\u00ec conto del fatto che \u00e8 previsto l\u2019uso del Sistema anche da parte di minori ultra quattordicenni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Garante ha sottolineato infine che il trattamento di dati personali raccolti attraverso la app, da parte di soggetti non autorizzati, pu\u00f2 determinare un trattamento di dati personali illecito, eventualmente anche sotto il profilo penale.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Roma, 1 giugno 2020<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>_______________________________<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Green light to the \u2018immuni\u2019 contact tracing app by the italian sa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>The Italian SA (Garante per la protezione dei dati personali) has authorised the Italian Ministry of Health to commence the processing related to the COVID-19 alert system via the \u2018Immuni\u2019 app. Based on the impact assessment provided by the Ministry, the processing of personal data within the framework of that system can be considered to be proportionate since measures have been put in place to adequately safeguard the rights and freedoms of data subjects by mitigating the risks possibly resulting from the processing.<\/p>\n\n\n\n<p>Taking account of the complexity of the alert system and the number of individuals potentially involved, the Garante considered it necessary anyhow to set out several measures in order to enhance security of the data related to the individuals downloading the app. Those measures will be implemented as part of the testing phase of the system so as to ensure that any residual criticalities are coped with prior to the full deployment phase.<\/p>\n\n\n\n<p>More specifically, the Garante requested users to be informed adequately about operation of the algorithm used to assess the exposure risk; users will have to be also made aware that the system might generate exposure alerts that do not entail in all cases an actual risk situation. Users will have to be enabled to temporarily deactivate the app through an easily accessible function on the home page.<\/p>\n\n\n\n<p>The data collected via the alert system may not be used for purposes other than those specified in the legislation regulating the app.<\/p>\n\n\n\n<p>Transparency of the data processing for statistical and epidemiological purposes will have to be ensured and appropriate safeguards for that processing will have to be laid down; to that end, any matching with identifiable individuals will have to be prevented and adequate security measures and anonymisation techniques must be in place. Any processing operations performed by system administrators on operating systems, the network and databases will have to be logged.<\/p>\n\n\n\n<p>The IP addresses of mobile phones will have to be stored for a period commensurate to what is strictly necessary to detect malfunctioning or attacks.<\/p>\n\n\n\n<p>Technical and organisational measures will have to be implemented to mitigate the risks related to false positives.<\/p>\n\n\n\n<p>Special care will have to be taken in drafting the information notices and alert messages, given that the system may also be used by minors aged above 14 years.<\/p>\n\n\n\n<p>Finally, the Garante has emphasized that processing by unauthorised entities of the personal data collected via the app may entail a criminal offence.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Rome, 1 June 2020<\/em><\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Covid, addio all\u2019app Immuni: stop dal 31 dicembre<\/h1>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/img.corrierecomunicazioni.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/immuni.jpg\" alt=\"immuni\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Addio all\u2019app Immuni. Dal 31 dicembre sar\u00e0 dismessa la Piattaforma unica nazionale per la gestione del Sistema di allerta Covid-19 e la relativa applicazione, lanciata nel giugno del 2020 per allertare le persone entrate in contatto stretto con altre risultate positive al coronavirus pandemico. Lo comunica il ministero della Salute, precisando che dalla stessa data \u201cverr\u00e0 interrotto ogni trattamento di dati personali effettuato\u201d dal dicastero \u201cai sensi dell\u2019articolo 6 del decreto legge 30 aprile 2020, n. 28, convertito con modificazioni dalla legge 25 giugno 2020, n. 70\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Stop negli store online<\/h2>\n\n\n\n<p>La App Immuni, dunque, non sar\u00e0 pi\u00f9 disponibile negli store delle applicazioni mobile (Apple, Google, Huawei). E sugli smartphone dei cittadini che l\u2019hanno installata \u2013 precisa il ministero \u2013 non funzioner\u00e0 pi\u00f9 per attivare e ricevere le notifiche di allerta di eventuale contatto stretto con altri utenti dell\u2019applicazione per le finalit\u00e0 del contact tracing digitale. L\u2019App Immuni, infine, non sar\u00e0 pi\u00f9 utilizzabile per acquisire le certificazioni verdi Covid-19 (i cosiddetti Green pass), ma solo per conservare quelle gi\u00e0 acquisite. Sar\u00e0 possibile recuperarle con gli altri strumenti online disponibili: App Io, Fascicolo sanitario elettronico oppure direttamente sul sito www.dgc.gov.it.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"414\" height=\"414\" data-id=\"1126\" src=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/132596440_200731778390355_6683889982928511382_n.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1126\" srcset=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/132596440_200731778390355_6683889982928511382_n.png 414w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/132596440_200731778390355_6683889982928511382_n-300x300.png 300w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/132596440_200731778390355_6683889982928511382_n-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 414px) 100vw, 414px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"720\" data-id=\"1122\" src=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/119081855_350812436287538_6194686382748625749_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1122\" srcset=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/119081855_350812436287538_6194686382748625749_n.jpg 720w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/119081855_350812436287538_6194686382748625749_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/119081855_350812436287538_6194686382748625749_n-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"414\" height=\"414\" data-id=\"1123\" src=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/118386185_145045610625639_769630336647629984_n.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1123\" srcset=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/118386185_145045610625639_769630336647629984_n.png 414w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/118386185_145045610625639_769630336647629984_n-300x300.png 300w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/118386185_145045610625639_769630336647629984_n-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 414px) 100vw, 414px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"414\" height=\"414\" data-id=\"1131\" src=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/117908950_143759944087539_247803091798224885_n.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1131\" srcset=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/117908950_143759944087539_247803091798224885_n.png 414w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/117908950_143759944087539_247803091798224885_n-300x300.png 300w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/117908950_143759944087539_247803091798224885_n-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 414px) 100vw, 414px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"414\" height=\"414\" data-id=\"1130\" src=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/277163092_494417235688473_5770835124909292247_n.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1130\" srcset=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/277163092_494417235688473_5770835124909292247_n.png 414w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/277163092_494417235688473_5770835124909292247_n-300x300.png 300w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/277163092_494417235688473_5770835124909292247_n-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 414px) 100vw, 414px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"414\" height=\"414\" data-id=\"1133\" src=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/202253689_315236190273246_3453278859214817991_n.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1133\" srcset=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/202253689_315236190273246_3453278859214817991_n.png 414w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/202253689_315236190273246_3453278859214817991_n-300x300.png 300w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/202253689_315236190273246_3453278859214817991_n-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 414px) 100vw, 414px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"720\" data-id=\"1124\" src=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/194278856_201579325207950_669495259525728658_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1124\" srcset=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/194278856_201579325207950_669495259525728658_n.jpg 720w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/194278856_201579325207950_669495259525728658_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/194278856_201579325207950_669495259525728658_n-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"414\" height=\"414\" data-id=\"1132\" src=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/177470820_279357763861089_4575201836815915500_n.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1132\" srcset=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/177470820_279357763861089_4575201836815915500_n.png 414w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/177470820_279357763861089_4575201836815915500_n-300x300.png 300w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/177470820_279357763861089_4575201836815915500_n-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 414px) 100vw, 414px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"414\" height=\"414\" data-id=\"1128\" src=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/171564528_270384551425077_2063897306491688336_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1128\" srcset=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/171564528_270384551425077_2063897306491688336_n.jpg 414w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/171564528_270384551425077_2063897306491688336_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/171564528_270384551425077_2063897306491688336_n-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 414px) 100vw, 414px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"414\" height=\"414\" data-id=\"1125\" src=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/129444423_185954143201452_6351611762873747627_n-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1125\" srcset=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/129444423_185954143201452_6351611762873747627_n-2.jpg 414w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/129444423_185954143201452_6351611762873747627_n-2-300x300.jpg 300w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/129444423_185954143201452_6351611762873747627_n-2-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 414px) 100vw, 414px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"414\" height=\"414\" data-id=\"1127\" src=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/122442587_165218241941709_2987246898171504165_n.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1127\" srcset=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/122442587_165218241941709_2987246898171504165_n.png 414w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/122442587_165218241941709_2987246898171504165_n-300x300.png 300w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/122442587_165218241941709_2987246898171504165_n-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 414px) 100vw, 414px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"716\" height=\"403\" data-id=\"1129\" src=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/118309060_664947814123515_3470070535791232285_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1129\" srcset=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/118309060_664947814123515_3470070535791232285_n.jpg 716w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/118309060_664947814123515_3470070535791232285_n-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 716px) 100vw, 716px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Chi ha ucciso l&#8217;app Immuni e perch\u00e9<\/h1>\n\n\n\n<p>10 Giugno 2021 alle 16:31<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2021\/06\/04\/190401384-b928dbc4-259b-46ef-8e69-fdc3473e743a.jpg\" alt=\"Chi ha ucciso l'app Immuni e perch\u00e9\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>La storia di Immuni \u00e8 perfetta per riassumere in un&#8217;unica vicenda alcuni degli errori pi\u00f9 gravi commessi dal nostro Paese nel gestire l&#8217;epidemia dell&#8217;ultimo anno e mezzo. Il fallimento dell&#8217;applicazione di contact tracing, lanciata esattamente un anno fa, poggia infatti su una serie di problemi che periodicamente hanno limitato la risposta italiana all&#8217;emergenza. Finendo per tarpare le ali di uno strumento all&#8217;avanguardia, che avrebbe potuto dare il suo contributo nella lotta al coronavirus.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro Paese \u00e8 stato il primo a dotarsi di un&#8217;applicazione per il tracciamento digitale dei contatti &#8211; la migliore mai uscita dalla nostra pubblica amministrazione &#8211; ma ad oggi \u00e8 tra gli ultimi in Europa per i risultati ottenuti. Immuni era, ed \u00e8, solo un tassello in un sistema di salute pubblica che non ha mai creduto fino in fondo nelle potenzialit\u00e0 del tracciamento, con il Ministero della Salute e le regioni impegnate a litigare su chi dovesse prevalere nella gestione della sanit\u00e0, dimenticandosi che senza il caricamento dei codici l&#8217;applicazione sarebbe rimasta silenziosa. E, dati alla mano, cos\u00ec \u00e8 stato, con la politicizzazione e la strumentalizzazione che hanno prevalso sulla necessit\u00e0 di creare un clima di fiducia intorno ai cittadini e all&#8217;applicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Per ricostruire tutti i passi falsi fatti da Immuni, ma anche quelli di successo, abbiamo parlato con alcuni dei protagonisti principali di questa storia, dalla ex ministra per l&#8217;Innovazione digitale e la Transizione digitale Paola Pisano ad esperti e scienziati, dai membri della task force che hanno valutato oltre trecento candidati per il contact tracing digitale a chi lavora nel sistema sanitario locale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il quadro che emerge parla da solo: avevamo un nuovo strumento tecnologico a disposizione nella catena di risposta all&#8217;emergenza e con il passare dei mesi ci siamo accorti che quello che non stava in piedi era la componente non digitale, quella fatta di carta, di telefonate, dei test e delle regole non chiare, per esempio sull&#8217;isolamento e le quarantene. La storia di Immuni \u00e8 perfetta anche per un altro scopo: ricordarci quali errori non possiamo pi\u00f9 ripetere quando arriver\u00e0 la prossima pandemia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parte I. Qual \u00e8 stato l&#8217;impatto di Immuni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La prima domanda a cui rispondere \u00e8 se Immuni sia servita a qualcosa oppure no nel contrastare l&#8217;epidemia di coronavirus in Italia. Per avere una stima precisa sarebbe necessaria una ricerca scientifica, ma ad oggi non ce ne sono ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma da altri Paesi abbiamo qualche indicazione che una app per il tracciamento pu\u00f2 avere un impatto significativo nella gestione della pandemia. Per esempio il 12 maggio 2021 su Nature \u00e8 stata pubblicata uno studio &#8211; realizzato, tra gli altri, dal ricercatore dell&#8217;universit\u00e0 di Oxford Luca Ferretti &#8211; dove si stima che la NHS Covid-19 App, ossia l&#8217;equivalente britannica di Immuni,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-021-03606-z\">ha permesso<\/a>&nbsp;di evitare tra i 300 mila e i 600 mila contagi tra settembre e dicembre 2020. Sono stime da prendere con un certo margine di incertezza, ma forniscono alcune delle prime prove epidemiologiche a sostegno dell&#8217;efficacia delle app di tracciamento digitale dei contatti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ad oggi calcoli simili per l&#8217;Italia non esistono. Ma i numeri a disposizione suggeriscono che il contributo di Immuni sia stato praticamente nullo per limitare i contagi. &#8220;Con un calcolo spannometrico, possiamo dire che l&#8217;impatto di Immuni sia stato tra le dieci e le cento volte inferiore a quello della app inglese&#8221;, ha spiegato a&nbsp;<em>Italian.tech<\/em>&nbsp;Luca Ferretti, che ha contribuito alla progettazione della app britannica. Dati alla mano, le statistiche di Immuni parlano da sole.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I dati su Immuni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Partiamo dai numeri noti, che come vedremo tra poco sono molto parziali. Le statistiche pubblicamente consultabili sono pubblicate sia in formato open data su&nbsp;<a href=\"https:\/\/github.com\/immuni-app\/immuni-dashboard-data\">Github<\/a>&nbsp;&#8211; una delle piattaforme di condivisione pi\u00f9 utilizzate dagli sviluppatori di tutto il mondo &#8211; sia sul&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.immuni.italia.it\/dashboard.html\">sito ufficiale<\/a>&nbsp;del progetto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In quanti hanno scaricato Immuni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Al 27 maggio Immuni&nbsp;<a href=\"https:\/\/github.com\/immuni-app\/immuni-dashboard-data\/blob\/master\/dati\/andamento-download.csv\">\u00e8 stata scaricata<\/a>&nbsp;poco meno di 10,5 milioni di volte, dunque da quasi un italiano su sei e da circa il 20 per cento della popolazione con un&#8217;et\u00e0 superiore ai 14 anni, il limite anagrafico per poter utilizzare la app. \u00c8 un buon risultato? La risposta \u00e8: dipende, ma si poteva &#8211; e si doveva &#8211; fare sicuramente di meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Immuni&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.salute.gov.it\/portale\/nuovocoronavirus\/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=dalministero&amp;id=4852\">\u00e8 diventata disponibile per lo scaricamento<\/a>&nbsp;a partire dal 1\u00b0 giugno 2020. L&#8217;app \u00e8 entrata in funzione l&#8217;8 giugno in quattro regioni (Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia) in via sperimentale, e poi su scala nazionale il 15 giugno. Immuni ha raggiunto in sei mesi i 10 milioni di download, un traguardo&nbsp;<a href=\"https:\/\/io.italia.it\/dashboard\/\">superato<\/a>&nbsp;dalla app Io &#8211; utilizzata per misure come il cashback e il bonus vacanze &#8211; dopo nove mesi dal lancio di maggio 2020 (oggi la app Io conta oltre 11,3 milioni di download). Dunque non si pu\u00f2 dire che Immuni, sebbene sia stata scaricata solo da una parte ristretta della popolazione, abbia registrato numeri particolarmente bassi, se paragonata ad altre applicazioni promosse dal governo.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un confronto con i dati di altri Paesi europei la prestazione di Immuni esce per\u00f2 parecchio ridimensionata. La app britannica &#8211; attiva in Inghilterra e Galles, che insieme hanno una popolazione di circa 59 milioni di persone, simile a quella dell&#8217;Italia &#8211;&nbsp;<a href=\"https:\/\/stats.app.covid19.nhs.uk\/#app-downloads\">ha superato<\/a>&nbsp;i 24 milioni di download, nonostante&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.gov.uk\/government\/news\/nhs-covid-19-app-launches-across-england-and-wales\">sia stata lanciata<\/a>qualche mese dopo Immuni, a settembre 2020.<\/p>\n\n\n\n<p>In Germania la Corona Warn-App,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.dw.com\/en\/germany-launches-best-coronavirus-tracing-app\/a-53825213\">disponibile<\/a>&nbsp;da met\u00e0 giugno 2020,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.coronawarn.app\/assets\/documents\/2021-05-20-cwa-daten-fakten.pdf\">\u00e8 stata scaricata<\/a>&nbsp;quasi 28 milioni di volte, un numero pari a circa un terzo della popolazione tedesca. Abbiamo per\u00f2 fatto un po&#8217; meglio della Spagna, dove&nbsp;<a href=\"https:\/\/radarcovid.gob.es\/estadisticas\/descargas-radar\">Radar Covid<\/a>&nbsp;\u00e8 stata scaricata dal 18 per cento della popolazione. Tousanticovid in Francia ha invece registrato finora oltre 17 milioni di download (i dati si possono consultare direttamente dentro la app), circa il 25 per cento della popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Grafico 1: L&#8217;andamento dei download totali e di quelli giornalieri di Immuni &#8211; Fonte: Immuni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ormai quasi nessuno scarica pi\u00f9 Immuni. L&#8217;andamento giornaliero dei download nazionali di Immuni &#8211; gli unici disponibili in formato open &#8211; \u00e8 tutt&#8217;altro che incoraggiante, come mostra il Grafico 1. Da marzo in poi i download di Immuni sono stabilmente sotto i 2 mila al giorno, mentre la soglia dei 10 mila download giornalieri \u00e8 stata raggiunta l&#8217;ultima volta a inizio novembre, nel pieno della seconda ondata. L&#8217;ultimo picco \u00e8 stato raggiunto il 10 ottobre 2020, con circa 241 mila download, mentre il record si \u00e8 toccato il 2 giugno, con circa 660 mila download.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi dati nascondono poi un&#8217;ampia differenza tra le regioni. L&#8217;andamento dei download giornalieri non \u00e8 disponibile a livello regionale, ma ogni tanto sul sito di Immuni viene aggiornato un grafico che mostra in quali regioni \u00e8 stata scaricata di pi\u00f9 la app e in quali meno. I dati pi\u00f9 recenti&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.immuni.italia.it\/dashboard.html\">risalgono<\/a>&nbsp;al 15 marzo scorso, quando Immuni era stata scaricata da oltre il 25 per cento della popolazione in Emilia-Romagna (prima in classifica) e dal 14 per cento circa in Campania (ultima in classifica) (Grafico 2).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2021\/06\/04\/164444221-459b8524-3edb-4162-83bb-431f22acabe6.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Quanti hanno segnalato la loro positivit\u00e0&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il principio alla base di Immuni &#8211; e pi\u00f9 in generale del tracciamento digitale dei contatti &#8211; \u00e8 che chi scopre di aver preso il virus pu\u00f2 avvisare, nella piena tutela della privacy, tutte le persone con cui ha avuto un contatto a rischio. Queste possono cos\u00ec autoisolarsi ed evitare, se a loro volta contagiati, di portare in giro l&#8217;infezione. Come vedremo, per\u00f2, questa idea \u00e8 tanto semplice concepire, quanto complessa da mettere in pratica.<\/p>\n\n\n\n<p>Al 27 maggio quasi 19 mila persone&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.immuni.italia.it\/dashboard.html\">hanno segnalato<\/a>&nbsp;la loro positivit\u00e0 tramite Immuni. Per avere un ordine di grandezza, basti pensare che da quando \u00e8 stata lanciata la app su scala nazionale i contagi diagnosticati in Italia sono stati quasi 4 milioni. Tra questi, meno dello 0,5 per cento ha dunque segnalato la propria positivit\u00e0 tramite Immuni: una goccia nel mare (anche se va ricordato che non tutti i positivi avevano Immuni o uno smartphone compatibile su cui poterlo scaricare). Il picco delle segnalazioni giornaliere \u00e8 stato toccato il 18 novembre, con appena 197 positivit\u00e0 segnalate con la app. I casi diagnosticati quel giorno&nbsp;<a href=\"https:\/\/github.com\/pcm-dpc\/COVID-19\/blob\/master\/schede-riepilogative\/regioni\/dpc-covid19-ita-scheda-regioni-20201118.pdf\">erano stati oltre 34 mila<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>In Germania le segnalazioni&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.coronawarn.app\/assets\/documents\/2021-05-20-cwa-daten-fakten.pdf#page=2\">sono state oltre 465 mila<\/a>, in Inghilterra e Galles&nbsp;<a href=\"https:\/\/stats.app.covid19.nhs.uk\/\">quasi 940 mila<\/a>, in Spagna&nbsp;<a href=\"https:\/\/radarcovid.gob.es\/estadisticas\/descargas-radar\">oltre 63 mila<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Anche in questo caso, le regioni sono andate in ordine sparso. Dal grafico 3, che mostra le positivit\u00e0 inviate quotidianamente per singole regioni, \u00e8 evidente l&#8217;ampia differenza tra le diverse aree del nostro Paese.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tra le regioni pi\u00f9 attive ci sono la Lombardia, l&#8217;Emilia-Romagna e la Toscana, mentre in alcune regioni, come Calabria e Molise, Immuni \u00e8 stata pressoch\u00e9 sempre silente. Negli open data molte regioni registrano per lunghi periodi spesso un &#8220;-1&#8221; come dato di positivit\u00e0 segnalate. Non \u00e8 un errore: semplicemente, per ragioni di privacy,&nbsp;<a href=\"https:\/\/github.com\/immuni-app\/immuni-dashboard-data\/blob\/master\/format-regional-trend.md\">si \u00e8 scelto<\/a>&nbsp;di indicare con &#8220;-1&#8221; tutte quelle volte che il dato delle positivit\u00e0 segnalate \u00e8 stato inferiore o uguale a 5.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quanti hanno ricevuto la notifica di contatto a rischio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La diversit\u00e0 tra le regioni \u00e8 evidente anche nei dati relativi alle notifiche ricevute per avere avuto un potenziale contatto a rischio con un positivo. Al 27 maggio oltre 98.500 persone&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.immuni.italia.it\/dashboard.html\">hanno ricevuto<\/a>&nbsp;sul loro smartphone la notifica di Immuni che li avvisava di aver avuto un contatto di questo tipo, ossia di aver trascorso pi\u00f9 di 15 minuti di tempo, a una distanza inferiore di 2 metri, con qualcuno che ha poi segnalato la propria positivit\u00e0 con la app.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2021\/06\/04\/164028292-78b5854a-4151-4455-b60b-9ada14a1a7b5.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Grafico 4. Le notifiche inviate da Immuni ai soggetti potenzialmente a rischio &#8211; Fonte: Immuni<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Salvo poche eccezioni &#8211; come Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Toscana &#8211; le notifiche inviate sono state pochissime. E quasi tutte concentrate durante la seconda ondata, tra fine ottobre e novembre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 le notifiche ricevute tramite Immuni sono state di pi\u00f9, perch\u00e9 &#8211;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.immuni.italia.it\/dashboard.html\">spiega<\/a>&nbsp;il sito di Immuni &#8211; la rilevazione delle notifiche \u00e8 parziale: &#8220;Sono infatti rilevate tutte le notifiche per i dispositivi iOS&#8221; e &#8220;solamente un terzo di quelle inviate da Android che hanno a disposizione la tecnologia necessaria per rilevarle in modo sicuro&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>In ogni caso i numeri di Immuni sono particolarmente bassi, se si confrontano ancora una volta con il Regno Unito. In Inghilterra e Galles, infatti, la NHS Covid-19 App&nbsp;<a href=\"https:\/\/stats.app.covid19.nhs.uk\/\">ha inviato<\/a>&nbsp;ad oggi oltre 1,9 milioni di alert (quasi venti volte i numeri italiani). In Francia quasi 200 mila il doppio che in Italia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In generale, a fine ottobre ogni positivo faceva partire con Immuni in media oltre 30 notifiche, numero che poi si \u00e8 drasticamente ridotto sotto le cinque notifiche nella seconda met\u00e0 di novembre (Grafico 5).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come mai questo calo drastico del rapporto tra positivi e notifiche? Una prima ipotesi \u00e8 che tra ottobre e novembre le restrizioni del sistema a colori delle regioni abbiano notevolmente ridotto il numero di contatti a rischio, come mostra l&#8217;appiattimento della crescita del numero complessivo di notifiche inviate rispetto a quello delle segnalazioni di positivit\u00e0. Un&#8217;altra spiegazione, che potrebbe coesistere, \u00e8 che ci siano stati problemi tecnici sulle notifiche (ci torneremo meglio pi\u00f9 avanti). Inoltre, una ragione pi\u00f9 plausibile \u00e8 che sempre meno persone abbiano utilizzato per davvero la app.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Numero cumulativo di notifiche inviate e di positivit\u00e0 segnalate &#8211; Fonte: Immuni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lo scarso impatto di Immuni nelle segnalazioni \u00e8 stato trattato in parte anche da una ricerca uscita in preprint a maggio e realizzata, tra gli altri, da due ricercatori della Fondazione Bruno Kessler (Fbk), che da mesi assiste il Ministero della Salute e l&#8217;Istituto superiore di sanit\u00e0 (Iss) per l&#8217;analisi dei dati dell&#8217;epidemia. Lo studio, basato sulle risposte di 43 mila persone a un questionario,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.medrxiv.org\/content\/10.1101\/2021.05.11.21256876v1.full.pdf#page=18\">ha mostrato<\/a>che durante la seconda ondata in Italia solo l&#8217;1 per cento degli intervistati che avevano avuto un contatto stretto con un positivo lo avevano scoperto tramite Immuni. Anche qui una percentuale davvero bassa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricapitolando: abbiamo i dati di quante persone hanno scaricato Immuni (circa un italiano su cinque con pi\u00f9 di 14 anni); di quanti hanno segnalato la loro positivit\u00e0 (circa 19 mila persone, lo 0,5 per cento dei positivi diagnosticati in Italia nell&#8217;ultimo anno); e, pi\u00f9 o meno, di quanti hanno ricevuto la notifica di un contatto a rischio (meno di 100 mila persone).<\/p>\n\n\n\n<p>Queste statistiche restano comunque parecchio parziali e non ne abbiamo a disposizione altre che aiuterebbero a farsi un&#8217;idea complessiva pi\u00f9 precisa dell&#8217;impatto di Immuni. &#8220;La realt\u00e0 dei numeri di Immuni \u00e8 probabilmente pi\u00f9 bassa di quella che si vede nelle statistiche ufficiali sul sito&#8221;, ha spiegato a&nbsp;<em>Italian.tech<\/em>&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.unito.it\/persone\/ccattuto\">Ciro Cattuto<\/a>, professore di informatica all&#8217;Universit\u00e0 di Torino e Principal Scientist di Fondazione ISI, che ha fatto parte della task force del Ministero per l&#8217;Innovazione tecnologica e la Transizione digitale che si \u00e8 occupata di valutare le varie opzioni per introdurre in Italia il contact tracing digitale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Che cos&#8217;\u00e8 dunque che &#8220;non si vede&#8221; dalle statistiche ufficiali?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I dati che non abbiamo<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quanti usano davvero Immuni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I download di Immuni, dicevamo, sono noti. Ma questo numero &#8211; circa 10,5 milioni &#8211; ci dice poco su quante persone usano, o hanno usato, realmente la applicazione. La statistica sui download non contiene gli aggiornamenti della app o le reinstallazioni, ma include ancora tutti quelli che la applicazione l&#8217;hanno disinstallata. Oppure tutti quelli che Immuni l&#8217;hanno scaricata, ma la tengono disattivata (ad esempio disattivando il Bluetooth del cellulare).<\/p>\n\n\n\n<p>Detta altrimenti, al momento non \u00e8 possibile sapere con precisione quante sono le installazioni attive e funzionanti, un problema che anche altri hanno pi\u00f9 volte fatto notare negli scorsi mesi. Sembra per\u00f2 che questo dato sia in possesso del governo. A fine ottobre scorso, infatti, Wired&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/internet\/web\/2020\/10\/31\/immuni-dati-utenti-installazioni-app-contact-tracing\/\">aveva scoperto<\/a>&nbsp;con un Foia (o meglio, con una richiesta di accesso civico generalizzato) che all&#8217;epoca oltre il 20 per cento dei download non erano gi\u00e0 pi\u00f9 attivi. \u00c8 molto probabile che negli ultimi mesi, con il passaggio della seconda ondata e gli scarsi risultati raccolti da Immuni, questa percentuale sia aumentata.<\/p>\n\n\n\n<p>La differenza tra download e installazioni attive non \u00e8 una cosa da poco, anzi. E agli esordi della app ha alimentato un po&#8217; di confusione. Tra maggio e giugno 2020, si \u00e8 spesso sentito ripetere &#8211; anche per bocca di&nbsp;<a href=\"https:\/\/pagellapolitica.it\/dichiarazioni\/8689\/i-dati-dicono-davvero-che-lapp-immuni-e-inutile\">diversi politici italiani<\/a>&nbsp;&#8211; che, per funzionare, le app di tracciamento digitale dei contatti dovessero raggiungere una soglia di download del 60 per cento sul totale della popolazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 questa percentuale&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.technologyreview.com\/2020\/06\/05\/1002775\/covid-apps-effective-at-less-than-60-percent-download\/\">era frutto di un equivoco<\/a>&nbsp;e proveniva da alcune stime fatte dall&#8217;universit\u00e0 di Oxford per quantificare gli effetti del digital contact tracing in rapporto all&#8217;utilizzo delle app nella popolazione. Da un lato, le stime dei ricercatori parlavano di utilizzo attivo della app, e non di sole installazioni. Dall&#8217;altro lato, non era vero che&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.technologyreview.com\/2020\/06\/05\/1002775\/covid-apps-effective-at-less-than-60-percent-download\/\">bisognava raggiungere<\/a>&nbsp;per forza quella percentuale: anche soglie inferiori di utilizzo potevano dare un contributo nel rendere pi\u00f9 efficiente la gestione dell&#8217;epidemia, se inserite in sistemi organizzativi di salute pubblica efficaci. Per di pi\u00f9, facendo calare i contagi anche nella fetta di popolazione, per esempio quella pi\u00f9 anziana, che utilizza meno gli smartphone.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Quella percentuale del 60 per cento non era stata pensata per essere comunicata al pubblico, ma per i politici. Il messaggio per loro era: &#8220;Guardate che se volete fare funzionare bene una app di digital contact tracing, dovete impegnarvici&#8221;&#8221;, ha spiegato a Italian.tech Luca Ferretti dell&#8217;universit\u00e0 di Oxford. &#8220;I politici hanno invece fissato obiettivi pi\u00f9 bassi, mentre il pubblico ha interpretato questa percentuale del 60 per cento come: &#8220;Non ce la faremo mai&#8221;. In seguito abbiamo stimato una percentuale minima del 15 per cento&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro studio di Oxford&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.technologyreview.com\/2020\/09\/02\/1007947\/coronavirus-contact-tracing-apps-save-lives-low-15-percent-adoption-rates\/\">ha poi mostrato<\/a>&nbsp;che anche un utilizzo da parte di una persona su sei avrebbe dato comunque un contributo a ridurre contagi e morti (a riguardo, a marzo 2021 su Nature&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-021-21809-w\">\u00e8 uscito<\/a>&nbsp;un nuovo studio italiano, realizzato tra gli altri da ricercatori della Fondazione Bruno Kessler e della Fondazione ISI). &#8220;\u00c8 stata una prova che comunicare bene durante un&#8217;epidemia \u00e8 sempre difficile&#8221;, ha aggiunto Ferretti. E la comunicazione attorno Immuni, infatti, \u00e8 stata uno dei fattori determinanti per il destino della app.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per avere maggiori informazioni su quali siano i reali numeri di utilizzo di Immuni, abbiamo contattato&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.sogei.it\/it\/sogei-homepage\/azienda\/profilo.html\">Sogei<\/a>, un&#8217;azienda controllata dal Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, che a ottobre scorso&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.corrierecomunicazioni.it\/privacy\/immuni-passaggio-di-consegne-da-bending-spoons-a-sogei-e-pagopa\/#:~:text=La%20app%20Immuni%20diventa%20ufficialmente,%20professionisti%20di%20Sogei%20e%20pagoPA.\">ha preso in gestione<\/a>&nbsp;la app, occupandosi della manutenzione e dello sviluppo, dopo il passaggio di consegne con Bending Spoons, la societ\u00e0 che ha creato Immuni ad aprile e maggio 2020. Sogei ci ha risposto che &#8220;gli open data sono le uniche informazioni che il Ministero della Salute, titolare dei dati, ha deciso di rendere noto&#8221;, consigliandoci di contattare direttamente l&#8217;ufficio stampa del Ministero della Salute. Lo abbiamo fatto, pi\u00f9 volte, senza mai ricevere risposte puntuali. Per altre applicazioni, come la SwissCovid App della Svizzera, le statistiche ufficiali sugli utenti attivi &#8211; anche se stimate &#8211;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.experimental.bfs.admin.ch\/expstat\/en\/home\/innovative-methods\/swisscovid-app-monitoring.html\">sono pubblicamente disponibili<\/a>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Discorso analogo vale per il call center di Immuni, che \u00e8 stato istituito a fine dell&#8217;anno scorso per rendere pi\u00f9 efficiente il sistema di tracciamento digitale dei contatti. Ad oggi non si sa quante siano le chiamate totali o giornaliere che ha ricevuto il call center &#8211; il Ministero della Salute non ha saputo fornirci dati a proposito &#8211; mentre in Paesi come la Germania questa informazione&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.coronawarn.app\/assets\/documents\/2021-05-20-cwa-daten-fakten.pdf#page=2\">\u00e8 disponibile<\/a>.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quanti contagi sono stati evitati&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non si conosce poi un altro dato importante per valutare l&#8217;apporto di Immuni: quello sul numero di positivi individuati tra quelli che hanno ricevuto una notifica di contatto a rischio. Detta altrimenti, non sappiamo quanti sono stati i focolai evitati grazie alla app. Come abbiamo visto prima, risultati molto incoraggianti in questa direzione &#8211; sebbene in contesti sperimentali molto diversi tra loro &#8211; sono stati raccolti da studi condotti nel&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-021-03606-z\">Regno Unito<\/a>, in&nbsp;<a href=\"https:\/\/smw.ch\/article\/doi\/smw.2020.20457\">Svizzera<\/a>&nbsp;e in&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-020-20817-6\">Spagna<\/a>.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre un anno fa, il 17 maggio 2020, in un&#8217;intervista con il Corriere della Sera Paola Pisano &#8211; l&#8217;allora ministra per l&#8217;Innovazione e la Transizione digitale, che seguiva lo sviluppo dell&#8217;applicazione &#8211;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/20_maggio_17\/app-immuni-paola-pisano-l-ho-scelta-io-assieme-speranza-pronta-entro-maggio-2badf3dc-9881-11ea-ba09-20ae073bed63.shtml\">aveva dichiarato<\/a>: &#8220;Grazie alle elaborazioni fatte sul server di Sogei sapremo in forma anonima e aggregata quanti soggetti sono stati allertati in ogni provincia, quanti poi effettivamente si ammalano, dopo quanto tempo e a quale distanza e in che giorno sono stati a contatto con un infetto&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 questi dati non sono praticamente mai stati resi pubblici e non si sa se davvero sono raccolti regolarmente. Cinque mesi pi\u00f9 tardi, a met\u00e0 ottobre, la ministra Pisano aveva detto in un intervento alla Camera che i focolai &#8220;individuati e contenuti&#8221; grazie a Immuni&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.publicpolicy.it\/pisano-numeri-immuni-focolai-90231.html\">erano stati fino a quel momento 16<\/a>. Ossia, tra i notificati della app, 16 erano poi risultati positivi. Anche in questo caso abbiamo chiesto al Ministero della Salute aggiornamenti a proposito, senza ricevere risposta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;I dati sui focolai evitati ci sono e li ha del Ministero della Salute, cos\u00ec come i dati divisi per regioni e province&#8221;, ha ribadito a Italian.tech l&#8217;ex ministra Paola Pisano, contattata da Italian.tech. &#8220;Il problema della mancata trasparenza dei dati non riguarda solo Immuni, \u00e8 un problema generalizzato da quando \u00e8 scoppiata l&#8217;epidemia. E io l&#8217;ho fatto presente pi\u00f9 volte durante le riunioni del Consiglio dei ministri, anche al ministro della Salute Roberto Speranza&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo: in Italia &#8211; a&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-021-03606-z\">differenza del Regno Unito<\/a>&nbsp;&#8211; non abbiamo neppure una stima di quante persone, ricevuta la notifica di Immuni, abbiano deciso di autoisolarsi, in attesa di capire se avessero effettivamente contratto il virus. Come vedremo meglio pi\u00f9 avanti, questo problema si inserisce pi\u00f9 in generale nel lacunoso sistema italiano di tracciamento dei contatti, condotto manualmente dalle varie regioni, che per lunghi periodi dell&#8217;epidemia&nbsp;<a href=\"https:\/\/pagellapolitica.it\/dichiarazioni\/8744\/conte-non-dice-la-verita-il-tracciamento-dei-contagi-non-funziona-bene\">\u00e8 di fatto saltato<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>La necessit\u00e0 di avere a disposizione, con trasparenza, il maggior numero di dati \u00e8 fondamentale. Come&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41591-021-01236-6\">hanno spiegato<\/a>&nbsp;in una lettera inviata a Nature a febbraio 2021 alcuni tra i pi\u00f9 celebri epidemiologi al mondo &#8211; come&nbsp;<a href=\"https:\/\/kucharski.io\/\">Adam Kucharski<\/a>, professore alla London School of Hygiene &amp; Tropical Medicine,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bdi.ox.ac.uk\/Team\/christophe-fraser\">Christophe Fraser<\/a>, docente all&#8217;Oxford Big Data Institute, e anche l&#8217;italiana Vittoria Colizza, dell&#8217;Istituto nazionale francese per la ricerca sulla salute e la medicina (Inserm) &#8211; &#8220;il tracciamento digitale dei contatti \u00e8 una misura sostenibile che pu\u00f2 ridurre i livelli di trasmissione della Covid-19&#8221;. Ma &#8220;una valutazione rigorosa della sua efficacia permette che i benefici dal punto di vista della salute pubblica siano soppesati con gli effetti indesiderati sulla societ\u00e0 e i singoli individui. Una valutazione rigorosa \u00e8 necessaria per sviluppare app di tracciamento dei contatti in strumenti accettati ed etici per le pandemie future di malattie infettive&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad oggi una valutazione scientifica sull&#8217;impatto di Immuni non esiste. Ma, come abbiamo visto, i dati sono tutto fuorch\u00e9 positivi. Vediamo adesso come \u00e8 nata l&#8217;idea di fare una app di contact tracing e quali sono state le travagliate, ma soprattutto confuse, origini di Immuni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parte II. Come si \u00e8 arrivati a Immuni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La storia di Immuni non era cominciata male, almeno stando alla rapidit\u00e0 con cui l&#8217;app \u00e8 stata sviluppata. Il 21 febbraio 2020&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/cronaca\/2020\/02\/21\/coronavirus-un-contagiato-in-lombardia_dda62491-4ae1-40af-9cd4-e7dc8402b493.html\">veniva individuato<\/a>&nbsp;il primo paziente contagiato dal coronavirus nel lodigiano, l&#8217;inizio di un&#8217;epidemia che a oggi in Italia&nbsp;<a href=\"https:\/\/github.com\/pcm-dpc\/COVID-19\/blob\/master\/schede-riepilogative\/regioni\/dpc-covid19-ita-scheda-regioni-20210530.pdf\">ha coinvolto<\/a>&nbsp;oltre 4,2 milioni di contagi diagnosticati, con oltre 126 mila morti.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.salute.gov.it\/portale\/nuovocoronavirus\/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=dalministero&amp;id=4852\">Immuni \u00e8 comparsa negli store virtuali<\/a>&nbsp;di Apple e di Google il 1\u00b0 giugno: in poco pi\u00f9 di tre mesi dall&#8217;inizio dell&#8217;epidemia, quindi, il nostro Paese si era dotato di uno strumento di contact tracing digitale che poteva essere uno strumento in pi\u00f9 per l&#8217;evitare il ritorno a misure restrittive pi\u00f9 severe.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le cose, come abbiamo visto, non sono andate come sperato. E alcuni dei motivi per cui Immuni \u00e8 stata un&#8217;occasione fallita si capiscono guardando a che cosa \u00e8 successo in quella primavera del 2020 e a come si \u00e8 arrivati alla scelta di adottare un&#8217;applicazione di tracciamento dei contatti.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi avr\u00e0 buona memoria si ricorder\u00e0 che per settimane, tra marzo e maggio 2020, si susseguirono polemiche, sui giornali e non solo, riguardo la possibilit\u00e0 di ricorrere a quello strumento digitale. Ora che sono passati diversi mesi, \u00e8 possibile farsi un&#8217;idea pi\u00f9 precisa di quanto \u00e8 accaduto all&#8217;epoca e di come molte discussioni su privacy e salute, per quanto necessarie, siano poi finite nel dimenticatoio, una volta che la app e i cittadini hanno dovuto scontrarsi con la realt\u00e0 della scarsa organizzazione nazionale e con le spinte verso l&#8217;autonomia delle varie regioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui il nostro viaggio fa un salto indietro nel tempo di quasi vent&#8217;anni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il digitale come arma in pi\u00f9, non come soluzione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sin dallo scoppio dell&#8217;epidemia di Sars, tra il 2002 e il 2004, nella comunit\u00e0 scientifica si \u00e8 sempre pi\u00f9 rafforzata l&#8217;idea che il tracciamento dei contatti possa essere uno degli strumenti pi\u00f9 importanti per contrastare l&#8217;arrivo di un agente patogeno infettivo sconosciuto. Il perch\u00e9 \u00e8 semplice: se una volta individuato un paziente contagiato ricostruiamo la catena di persone con cui \u00e8 entrato in contatto, possiamo isolarle e interrompere cos\u00ec la trasmissione dell&#8217;infezione. Decisamente meno semplice \u00e8 tradurre in concreto questo principio. Una ricerca, pubblicata nel 2004 e realizzata, tra gli altri, dai due famosi epidemiologici britannici Christophe Fraser e Neil Ferguson,&nbsp;<a href=\"https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/15071187\/\">spiega<\/a>&nbsp;quanto la possibilit\u00e0 di tracciare con efficacia i contatti dipenda dalle caratteristiche di un agente infettivo, e in particolare da quanto questo sia contagioso e da quanto questo riesca a diffondersi tra le persone prima che si manifestino i sintomi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per fortuna, la Sars \u00e8 una malattia che si manifesta e diffonde con sintomi molto evidenti, rendendo pi\u00f9 semplice il tracciamento, che in ogni caso richiede parecchie risorse. Questo vale per il tracciamento in generale: secondo alcune stime pubblicate a marzo 2020 dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc),&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ecdc.europa.eu\/sites\/default\/files\/documents\/COVID-19-resources-for-contact-tracing-2-March-2020.pdf#page=4\">servono parecchie ore<\/a>&nbsp;per intervistare un singolo contagiato e ricostruire manualmente i suoi contatti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qui entra in gioco il Sars-CoV-2 e il digitale, in particolare con un gruppo di ricerca dell&#8217;universit\u00e0 di Oxford. &#8220;Con l&#8217;arrivo del nuovo coronavirus l&#8217;idea del contact tracing digitale era gi\u00e0 nell&#8217;aria, per via dell&#8217;esperienza passata della Sars, e molte persone nel mondo stavano pensando di provare a utilizzare i mezzi del XXI secolo per il tracciamento&#8221;, ha spiegato a Italian.tech il ricercatore Luca Ferretti. &#8220;L&#8217;approccio della Corea del Sud, che \u00e8 una delle nazioni pi\u00f9 connesse al mondo, non era possibile in altri Paesi, sia per mancanza di substrato tecnologico sia per il fatto che si pensava che i loro metodi non sarebbero stati accettati dalla popolazione occidentale. Paesi come Australia, Stati Uniti, Svizzera e altri in Europa, hanno contemporaneamente pensato di sveltire il tracing via app&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema principale \u00e8 stato innanzitutto quello di valutare, numeri alla mano, se il tracciamento digitale avesse la possibilit\u00e0 di aiutare a stare dietro a un virus come il Sars-CoV-2, di cui ancora si sapeva poco. &#8220;Abbiamo quantificato quanto fosse fattibile il tracciamento dei contatti, che tempi ci volessero per fermare i contatti a rischio e avere un impatto serio sull&#8217;epidemia&#8221;, ci ha raccontato Ferretti. &#8220;La risposta era molto meno di tre giorni dalla comparsa dei sintomi, al massimo uno o due giorni, altrimenti si perdeva ogni possibile vantaggio. Un altro punto era il numero dei contatti da rintracciare: non dovevano necessariamente essere tutti rintracciati, ma comunque una percentuale elevata, molto pi\u00f9 del 50 per cento&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio di Ferretti e colleghi, uscito in preprint a inizio marzo e&nbsp;<a href=\"https:\/\/science.sciencemag.org\/content\/368\/6491\/eabb6936\">pubblicato<\/a>ufficialmente su Science il 31 marzo 2020, ha messo nero su bianco le potenzialit\u00e0 del tracciamento digitale dei contatti (che, come abbiamo visto nella prima parte, oggi iniziano a essere confermate da diversi studi sul campo). Come mostra l&#8217;Immagine 1, per riuscire a ridurre con forza la diffusione del contagio bisognava rintracciare e isolare almeno la met\u00e0 dei contatti di un positivo, al massimo a uno o due giorni dal contatto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2021\/06\/04\/164346938-782e5d48-134c-4354-8ae1-e3c8b16e8b8d.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>&#8220;Per aumentare l&#8217;efficienza e i tempi del tracciamento, avevamo pensato che lo strumento pi\u00f9 adeguato fosse un supporto digitale, l&#8217;idea poi alla base delle varie applicazioni di digital contact tracing come Immuni&#8221;, ha spiegato Ferretti. &#8220;Un punto per\u00f2 che non \u00e8 stato recepito all&#8217;epoca \u00e8 che noi dicevamo che era fattibile, non che fosse facile. L&#8217;idea del tracciamento digitale dei contatti \u00e8 stata letta in versione soluzionista: si \u00e8 perso di vista che questo per noi doveva essere solo un pezzo dentro l&#8217;intero sistema di salute pubblica. Se si perdevano altri pezzi, come il tracciamento manuale o la capacit\u00e0 di fare test, anche il tracciamento digitale non avrebbe funzionato al meglio. Invece la nostra idea \u00e8 stata percepita da molti come quella di avere una &#8220;app&#8221; per risolvere i problemi. E da qui sono nate molte discussioni sulla privacy e su aspetti tecnologici, s\u00ec importanti, ma che hanno fatto perdere di vista l&#8217;elemento di salute pubblica&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Come vedremo nella terza parte, questa interpretazione dei fatti \u00e8 una tra le spiegazioni che gli esperti si danno sul fallimento di Immuni o, a essere pi\u00f9 onesti, di buona parte della risposta sanitaria italiana all&#8217;epidemia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che cosa \u00e8 successo in Italia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mentre il 21 febbraio 2020 scoppiava il caso Codogno, in Italia c&#8217;era gi\u00e0 chi aveva intuito le potenzialit\u00e0 del digitale per contenere l&#8217;epidemia, o meglio, chi aveva ripetuto la necessit\u00e0 di mettere in piedi un&#8217;efficace ed efficiente strategia delle 3T: Test, Trace e Treat. Tradotto in parole semplici: individuare in tempo i casi positivi; tracciare i loro contatti stretti per interrompere le catene di contagio; trattare gli infetti e i contatti con gli strumenti a disposizione, in primo luogo l&#8217;isolamento e il monitoraggio dei sintomi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel nostro Paese tra coloro che credevano nelle potenzialit\u00e0 del tracciamento digitale c&#8217;era&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.sdabocconi.it\/it\/faculty\/carlo-alberto-carnevale-maffeapos\">Carlo Alberto Carnevale Maff\u00e8<\/a>, associate professor of practice di Strategy and entrepreneurship presso la SDA Bocconi School of Management. Dunque non un accademico attivo nell&#8217;ambito dell&#8217;epidemiologia, ma in economia e management.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;A inizio 2020 ho iniziato subito a studiare il problema della Covid-19 perch\u00e9 sono amministratore di un&#8217;azienda che ha sede anche a Shanghai, in Cina. Mi era stato subito chiaro che i rischi fossero gi\u00e0 estremamente gravi all&#8217;epoca, quando da noi si pensava il virus fosse ancora lontano&#8221;, ha raccontato a Italian.tech Carnevale Maff\u00e8. &#8220;Al primo caso di Covid-19 in Italia, io e Alfonso Fuggetta, professore di informatica al Politecnico di Milano, ci siamo incontrati e abbiamo subito fatto una proposta alla Regione Lombardia, dove sembrava fosse concentrato il problema, di adottare le tecnologie di tracing che avevamo studiato per la Corea del Sud e Taiwan. La nostra idea era, ed \u00e8 ancora oggi, che il tracciamento sia in primo luogo un processo organizzativo e logistico, non tanto tecnologico&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;obiettivo di chi a livello internazionale stava scommettendo sul tracciamento e il digitale, da Ferretti a Maff\u00e8, era quello di evitare l&#8217;introduzione di misure drastiche come il lockdown, intervento che poi \u00e8 diventato tristemente realt\u00e0 in Italia la sera del 9 marzo 2020.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Alla Regione Lombardia avevamo proposto un progetto strutturato, che era fondamentalmente il modello delle 3T. Quando \u00e8 arrivata l&#8217;epidemia un errore era dare priorit\u00e0 nel fare i test a chi era ammalato in ospedale, con sintomi evidenti, invece di utilizzarli per interrompere le catene trasmissive tra i contatti stretti&#8221;, ha ricordato Carnevale Maff\u00e8. &#8220;Ricevuta la nostra proposta, la presidenza della Regione Lombardia ci ha risposto: &#8220;Siamo gi\u00e0 a posto cos\u00ec&#8221;, e che al massimo gli serviva giusto qualche letto di terapia intensiva in pi\u00f9. Dal punto di vista dell&#8217;interoperabilit\u00e0 dei dati, la Regione Lombardia \u00e8 una delle sanit\u00e0 pi\u00f9 sofisticate d&#8217;Europa: ci rivolgemmo a loro con la convinzione che avremmo fatto insieme un eccellente lavoro, ma ci sbagliavamo. La cultura ospedaliera lombarda \u00e8 stata una iattura in questa circostanza perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 stato un eccesso di fiducia: hanno deciso di far convergere l&#8217;epidemia sugli ospedali, con i risultati che tutti abbiamo visto&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo contattato la Presidenza della Regione Lombardia per avere la loro versione dei fatti, ma al momento della pubblicazione di questo articolo non abbiamo ricevuto risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricapitolando: tra febbraio e gli inizi di marzo, in Europa e in Italia, tra la comunit\u00e0 scientifica e gli addetti ai lavori, prendeva corpo l&#8217;idea di usare il digitale per potenziare il tracciamento, senza i livelli di intrusione nella privacy dei cittadini visti in alcuni Paesi asiatici, ma limitando la raccolta dei dati personali. Quand&#8217;\u00e8 che si sono iniziate a muovere le acque anche a Roma?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il tracciamento digitale arriva a Roma<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo 2020 l&#8217;idea di affiancare il digitale al tracciamento manuale si fa largo anche tra i palazzi del governo, nella Capitale. &#8220;A fine di febbraio abbiamo contattato chi conoscevamo a Roma, per organizzare un efficace sistema di prevenzione, con un prototipo di una app di tracciamento digitale gi\u00e0 pronto, come idea di base&#8221;, ha ricordato Carnevale Maff\u00e8. &#8220;L&#8217;obiettivo era comunque quello di lanciare un bando per raccogliere pi\u00f9 proposte e scegliere l&#8217;idea migliore&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli stessi giorni altri progetti erano stati messi in piedi per raggiungere un obiettivo simile. Per esempio, il 18 marzo 2020 il Corriere della sera&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/20_marzo_18\/coronavirus-pronta-app-italiana-tracciare-contagi-cosi-possiamo-fermare-l-epidemia-c6c31218-6919-11ea-913c-55c2df06d574.shtml\">aveva pubblicato<\/a>&nbsp;un&#8217;intervista a Luca Foresti, amministratore delegato della rete di poliambulatori specialistici Centro medico Santagostino. Foresti aveva rivelato che un consorzio di cui faceva parte aveva sviluppato &#8220;una app da scaricare sui cellulari che permette di tracciare in tempo reale i movimenti delle persone positive al coronavirus, di avvertire chi \u00e8 entrato in contatto con loro ed \u00e8 quindi a rischio contagio e di individuare sul nascere lo sviluppo di possibili nuovi focolai. Il tutto in modo assolutamente anonimo (&#8230;). Stiamo facendo gli ultimi test &#8211; aveva detto Foresti &#8211; e siamo pronti a metterla a disposizione della Protezione civile&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i promotori della app c&#8217;era anche Bending Spoons, un&#8217;azienda con oltre 140 dipendenti che&nbsp;<a href=\"https:\/\/bendingspoons.com\/\">ha sede a Milano<\/a>, leader internazionale nel mercato delle applicazioni (sul sito ufficiale di Bending Spoons si legge infatti che ogni giorno, nel mondo, vengono scaricate circa 200 mila applicazioni al cui sviluppo ha contribuito l&#8217;azienda). &#8220;Siamo in contatto con il Ministero per l&#8217;Innovazione digitale guidato da Paola Pisano, che ci ha dato il suo supporto&#8221;, aveva dichiarato Foresti. &#8220;E siamo pronti a collaborare e unire le forze con chiunque abbia sviluppato altri strumenti utili&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;L&#8217;idea \u00e8 nata a marzo 2020. In un momento molto difficile per il nostro Paese, ci \u00e8 sembrato giusto fare il massimo per dare una mano, come hanno fatto molti altri. Sviluppare app \u00e8 ci\u00f2 che sappiamo fare meglio&#8221;, ha detto a Italian.tech Luca Ferrari, co-founder e Ceo di Bending Spoons. &#8220;Inoltre, era evidente gi\u00e0 al tempo che tracciare efficientemente i contatti \u00e8 fondamentale per contenere un&#8217;epidemia. Pertanto, creare un&#8217;app di tracciamento contatti \u00e8 stata una scelta naturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio verso la met\u00e0 di marzo 2020 un gruppo di esperti ha iniziato a collaborare in via informale con il ministero guidato da Pisano. Soltanto il 31 marzo \u00e8 poi arrivato il decreto di nomina della task force, divisa in otto sottogruppi e&nbsp;<a href=\"https:\/\/innovazione.gov.it\/notizie\/articoli\/nasce-la-task-force-italiana-per-l-utilizzo-dei-dati-contro-l-emergenza-covid-19\/\">composta<\/a>&nbsp;da 74 esperti, di cui facevano parte anche Carnevale Maff\u00e8 (nel gruppo &#8220;Tecnologie per il governo dell&#8217;emergenza&#8221;) e Ferretti (nel gruppo &#8220;Big Data &amp; AI for policies&#8221;).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il 20 marzo il Ministero per l&#8217;Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, insieme ad altri dicasteri e alla struttura commissariale per l&#8217;emergenza,&nbsp;<a href=\"https:\/\/innovazione.gov.it\/notizie\/articoli\/innova-per-l-italia-la-tecnologia-la-ricerca-e-l-innovazione-in-campo-contro-l-emergenza-covid\/#gli-obiettivi\">ha lanciato<\/a>&nbsp;il programma &#8220;Innova per l&#8217;Italia&#8221;, &#8220;un programma che invita aziende, universit\u00e0, enti e centri di ricerca pubblici e privati, associazioni, cooperative, consorzi, fondazioni e istituti a fornire un contributo nell&#8217;ambito dei dispositivi per la prevenzione, la diagnostica e il monitoraggio per il contenimento e il contrasto del diffondersi del Sars-CoV-2 sull&#8217;intero territorio nazionale&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/BGT\/01151447.pdf#page=14\">si \u00e8 invece tenuta<\/a>&nbsp;una videoconferenza, indetta dal Ministero della Salute, per definire i tratti essenziali di una linea d&#8217;azione per l&#8217;introduzione di un sistema digitale di contact tracing, da sottoporre poi ai dovuti passaggi di valutazione da parte delle istituzioni. Cos\u00ec il 23 marzo, all&#8217;interno del programma &#8220;Innova per l&#8217;Italia&#8221;&nbsp;<a href=\"https:\/\/innovazione.gov.it\/notizie\/articoli\/telemedicina-e-sistemi-di-monitoraggio-una-call-per-tecnologie-per-il-contrasto-a\/\">\u00e8 stata lanciata<\/a>&nbsp;una fast call per raccogliere in tre giorni (dal 24 al 26 marzo) &#8220;tecnologie e soluzioni&#8221; per il tracciamento dei contatti, che sono poi passate sul tavolo di alcuni membri della task force. Le proposte ricevute dal ministero&nbsp;<a href=\"https:\/\/innovazione.gov.it\/notizie\/articoli\/un-aggiornamento-sull-applicazione-di-contact-tracing-digitale-per-l-emergenza-coronavirus\/\">sono state 319<\/a>, segno che gi\u00e0 da tempo molti avevano preso seriamente l&#8217;ipotesi del tracciamento digitale dei contatti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 10 aprile la ministra Pisano&nbsp;<a href=\"https:\/\/github.com\/faffa42\/FreedomOfInformationAntani\/blob\/master\/20200615_MID%200002702%20P-G-Accesso%20civico%20Angius.%20Ministri%20%20Pisano-Speranza%20a%20Presidente%20Conte%2010-4-2020.pdf\">ha comunicato<\/a>&nbsp;al presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, al termine della sua valutazione, &#8220;il gruppo di lavoro ha indicato nella soluzione denominata &#8220;Immuni&#8221;, proposta da un pool di aziende con capofila la Bending Spoons Spa, quella pi\u00f9 rispondente alle attuali necessit\u00e0&#8221;. Il 16 aprile il commissario straordinario per l&#8217;emergenza coronavirus Domenico Arcuri&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.governo.it\/sites\/governo.it\/files\/CSCovid19_Ord_10-2020_txt.pdf\">ha cos\u00ec firmato<\/a>&nbsp;un&#8217;ordinanza per siglare il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.governo.it\/sites\/new.governo.it\/files\/documenti\/documenti\/Presidenza\/CS-Covid19\/AmmTrasp\/BandiContratti\/Contratti\/BendingSpoons\/Contratto_BSP.pdf\">contratto<\/a>&nbsp;con Bending Spoons, con cui l&#8217;azienda si \u00e8 impegnata a cedere &#8220;in licenza d&#8217;uso aperta, gratuita e perpetua&#8221; il codice della app e le sue componenti applicative. &#8220;La societ\u00e0 si \u00e8 poi impegnata, sempre gratuitamente e pro bono, a completare gli sviluppi software necessari per la messa in esercizio del sistema nazionale di contact tracing digitale&#8221;,&nbsp;<a href=\"https:\/\/innovazione.gov.it\/notizie\/articoli\/un-aggiornamento-sull-applicazione-di-contact-tracing-digitale-per-l-emergenza-coronavirus\/\">si legge<\/a>&nbsp;in un aggiornamento uscito il 21 aprile 2020 sul sito del Ministero per l&#8217;Innovazione tecnologica e la Transizione digitale. Da quel giorno sono seguiti alcune settimane di sviluppo dell&#8217;applicazione, che hanno portato il 1\u00b0 giugno 2020 alla comparsa di Immuni sugli store di Google e Apple.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da questa ricostruzione, le date pi\u00f9 importanti della nascita dell&#8217;applicazione sembrano tutte molto chiare. Il problema \u00e8 che all&#8217;epoca la gestione della nascita di Immuni, e in pi\u00f9 in generale di un&#8217;app di contact tracing digitale, \u00e8 stata tutto fuorch\u00e9 trasparente. Anzi, per molte settimane ha regnato l&#8217;incertezza, tanto che il direttore di Italian.tech Riccardo Luna, il 20 aprile 2020,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/commenti\/2020\/04\/20\/news\/coronavirus_immuni_governo_tracciamento_la_app_della_confusione-300813950\/\">definiva<\/a>&nbsp;su Repubblica Immuni &#8220;la app della confusione&#8221;. Molti documenti che oggi abbiamo a disposizione sono stati resi pubblici dopo aprile e i vari membri della task force, nella formazione dei gruppi di lavoro, hanno dovuto sottoscrivere un accordo di riservatezza sulle questioni relative alla app.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il 29 aprile 2020 la giornalista Carola Frediani, esperta di digitale e di questioni di cybersecurity,&nbsp;<a href=\"https:\/\/guerredirete.substack.com\/p\/guerre-di-rete-newsletter-contact\">aveva scritto<\/a>&nbsp;nella sua newsletter Guerre di rete una frase che letta oggi fa capire il clima di confusione che c&#8217;era all&#8217;epoca, non solo in Italia ma anche in Europa: &#8220;Deve essere chiaro che questa faccenda delle app evolve, muta, svolta di giorno in giorno. Per questo \u00e8 importante cercare sempre di avere notizie confermate, mettendo nel giusto contesto le altre; e seguire costantemente il tema non dando nulla per scontato&#8221;. Per quanto riguarda il nostro Paese, quali erano le questioni pi\u00f9 ambigue su cui si sapeva di meno?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chi ha scelto Immuni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;inizio uno dei tempi pi\u00f9 discussi ha riguardato chi avesse davvero scelto Immuni. Innanzitutto, c&#8217;era chi sosteneva che Bending Spoons non fosse all&#8217;altezza del progetto, accusata di non aver mai sviluppato app in ambito sanitario, ma solo in quello ludico (come la famosa&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/internet\/web\/2020\/11\/24\/live-quiz-chiude\/\">Live Quiz<\/a>). In realt\u00e0 gli esperti contattati da Italian.tech hanno sottolineato che questi dubbi erano infondati. &#8220;Il team di Bending Spoons aveva una reputazione alta&#8221;, ha sottolineato Cattuto a Italian.tech. &#8220;Il team di Immuni gi\u00e0 si conosceva, ma anche molti altri che si sono presentati, da Tim a Vodafone. I nomi di punta che girano nel mondo dell&#8217;innovazione tecnologica in Italia sono quelli&#8221;, ha invece evidenziato Carnevale Maff\u00e8. Come&nbsp;<a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/_dati\/leg18\/lavori\/documentiparlamentari\/IndiceETesti\/034\/002\/INTERO.pdf#page=11\">spiega<\/a>&nbsp;poi una relazione del 13 maggio del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), all&#8217;epoca oltre il 90 per cento delle quota azionarie di Bending Spoons erano in mano ai quattro fondatori italiani o a ex dipendenti della societ\u00e0, smorzando le polemiche di chi sosteneva l&#8217;azienda fosse in mano, ad esempio, cinese.<\/p>\n\n\n\n<p>Ritorniamo sulla questione di chi ha scelto Immuni come app di contact tracing digitale per il Paese. Come abbiamo visto, il 10 aprile la ministra Pisano aveva detto a Conte che l&#8217;indicazione era venuta dalla task force, ma nella relazione del gruppo di lavoro degli esperti si legge una cosa diversa. In estrema sintesi e senza entrare nei dettagli tecnici: nella relazione della task force&nbsp;<a href=\"https:\/\/assets.innovazione.gov.it\/1609771115-sgdl6relazionecontacttracing.pdf#page=33\">si leggeva<\/a>&nbsp;che la app Immuni, selezionata tra cinque &#8220;finaliste&#8221;, fosse pi\u00f9 avanti della seconda app selezionata, CovidApp (proposta da un team di sviluppatori indipendenti) perch\u00e9 si trovava in uno &#8220;stadio di sviluppo pi\u00f9 avanzato&#8221; e perch\u00e9 prometteva &#8220;maggiori garanzie di interoperabilit\u00e0 e anonimizzazione dei dati personali&#8221; (ci torneremo tra poco). La task force non concludeva per\u00f2 di scegliere Immuni, ma di sperimentare in parallelo le due app selezionate, per capire quale funzionasse meglio per poi estenderla a livello nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Era un&#8217;idea brillante quella di provare due app che andassero in parallelo per vedere concretamente in atto il loro funzionamento&#8221;, ha dichiarato a Italian.tech Luca Ferretti. Questa non \u00e8 stata per\u00f2 la scelta fatta dal ministero.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Il 1\u00b0 aprile avevamo la short list e le relazioni della task force erano pronte una settimana dopo. Nell&#8217;allegato tecnico non si parlava solo di app, ma di Covid hospital, tracciamento manuale e altro. Il governo non ha capito che il problema non era una app, ma il modello organizzativo delle 3T: bisognava coordinare i test, collegare il tracing manuale e quello digitale al backend regionale, e collegare i processi di profilassi ai Covid-hospital e alle prassi di cura o d&#8217;isolamento, che era spiegato nel nostro documento&#8221;, ha sottolineato Carnevale Maff\u00e8 a Italian.tech. &#8220;La ministra, con una scelta arbitraria e senza consultarci, ha scelto Immuni e ha fatto fare Immuni, che comunque a noi andava benissimo. Ma noi avevamo proposto di testare due app, provarle sul campo, per i primi al mondo, con il rispetto della privacy. E come prima cosa avevamo suggerito di fare la notifica automatica, perch\u00e9 se si aspettava il funzionario della Asl si finiva nella burocrazia&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 dunque si \u00e8 sin da subito presa una direzione diversa rispetto a quella indicata dagli esperti? &#8220;A noi non \u00e8 stato chiesto di scegliere la app, ma di fare valutazioni tecniche sulle soluzioni pi\u00f9 promettenti e indicare quali fossero delle caratteristiche importanti della app. Per esempio Immuni integrava i componenti di PEPP-PT, ossia una collaborazione europea per creare una tecnologia condivisa e privacy-preserving di contact tracing&#8221;, ha detto a Italian.tech Ciro Cattuto.<\/p>\n\n\n\n<p>A quasi un anno da quella scelta, la stessa ministra Pisano rivendica quanto fatto: &#8220;Immuni si avvicinava maggiormente alla visione europea che stava nascendo, il consorzio europeo PEPP-PT. D&#8217;accordo con il ministro Roberto Speranza, con la presidenza del Consiglio, e con il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza abbiamo scelto la soluzione pi\u00f9 avanti dal punto di vista tecnologico e soprattutto con a bordo un gruppo di esperti, il team di Bending Spoons, che aveva gi\u00e0 sviluppato applicazioni di successo&#8221;, ci ha detto l&#8217;ex ministra. &#8220;Avessi avuto anche dieci anni per lo sviluppo, avrei fatto la stessa scelta&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Come abbiamo visto, una sigla che torna di frequente nel ricostruire quanto accaduto nella primavera del 2020 \u00e8&nbsp;<a href=\"https:\/\/github.com\/pepp-pt\">PEPP-PT<\/a>, che sta per Pan-European Privacy-Preserving Proximity Tracing. In breve: PEPP-PT era un consorzio europeo, di cui faceva parte anche Bending Spoons, che all&#8217;epoca era stato individuato come standard comune di tracciamento per l&#8217;Ue. Al suo interno PEPP-PT&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/internet\/web\/2020\/05\/01\/app-immuni-contact-tracing-task-force\/\">aveva un altro gruppo<\/a>, il DP-3T, che puntava a una versione del contact tracing digitale decentralizzata, minimizzando la raccolta dei dati e facendo s\u00ec che tutte le attivit\u00e0 principali di elaborazione dei dati avvenissero dentro agli smartphone, e non in un server centralizzato. Diverse ricostruzioni giornalistiche&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/internet\/web\/2020\/05\/01\/app-immuni-contact-tracing-task-force\/\">avevano per\u00f2 sollevato<\/a>&nbsp;dei dubbi sulla composizione del consorzio Pepp-pt, che aveva poi deciso di estromettere il gruppo tecnico di Dp-3t, senza neppure una comunicazione di servizio, attirandosi le critiche dell&#8217;intera comunit\u00e0 tecnologica europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre proseguiva il dibattito tra app centralizzate e app decentralizzate, il 10 aprile 2020 Apple e Google&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.apple.com\/it\/newsroom\/2020\/04\/apple-and-google-partner-on-covid-19-contact-tracing-technology\/\">hanno annunciato<\/a>&nbsp;a sorpresa che stavano collaborando per realizzare una tecnologia in grado di permettere le notifiche per i contatti a rischio sui loro smartphone, ispirandosi di fatto al modello Dp-3t e spianando la strada all&#8217;approccio decentralizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Paesi come Germania e Regno Unito, con tempi diversi, sono passati dall&#8217;idea dell&#8217;app centralizzata a quella decentralizzata basata sul protocollo Google-Apple. La scelta politica \u00e8 stata dettata dal fatto che c&#8217;erano Google e Apple, che sono una sorta di garanzia, e hanno pensato che fosse la scelta pi\u00f9 semplice da fare&#8221;, ha sottolineato a&nbsp;<em>Italian.tech<\/em>&nbsp;Luca Ferretti.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Le due Big Tech hanno definito lo standard pi\u00f9 alto per la protezione dei dati e questo, pur apprezzabile,&nbsp; non va letto pensando che siano necessariamente virtuose, ma che in questo caso il loro interesse &#8211; monetizzare l&#8217;ecosistema che governano, che \u00e8 privato &#8211; fosse allineato con il migliore interesse dei cittadini che sono loro utenti&#8221;, ha aggiunto Ciro Cattuto. &#8220;In termini di governance dei dati \u00e8 interessante come due compagnie private, non europee, di fatto abbiano fatto policy di come un intervento di salute pubblica sia stato disegnato e consegnato. Dobbiamo molto riflettere su cosa questo significhi per il nostro ecosistema digitale e per la trasformazione digitale&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 di queste osservazioni, a un certo punto anche l&#8217;Italia ha deciso di mollare l&#8217;idea di un&#8217;app pi\u00f9 centralizzata &#8211; quella su cui all&#8217;inizio sembrava basarsi Immuni &#8211; per sposare il protocollo messo in piedi da Apple e Google, che aveva il vantaggio di consentire l&#8217;implementazione della app su un maggior numero di modelli (l&#8217;implementazione della app, infatti, non poteva per esempio prescindere da specifici permessi da parte di Apple).&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Dopo la scesa in campo di Google e Apple, mi ricordo bene quando ho preso la decisione di seguire il modello decentralizzato. Aveva due componenti per me importantissime: preservava di pi\u00f9 la privacy dei cittadini e la potevano usare pi\u00f9 utenti. Con questa scelta abbiamo coperto un maggior numero di smartphone&#8221;, ha ricordato l&#8217;ex ministra Paola Pisano a Italian.tech. &#8220;Nel frattempo il Pepp-Pt si \u00e8 disgregato. La scelta decentralizzata non \u00e8 stata una scelta italiana, ma l&#8217;ho condivisa sin da subito con l&#8217;Europa, per favorire poi l&#8217;interoperabilit\u00e0 e l&#8217;uso delle app di contact tracing in tutto il continente&#8221;. Immuni&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2020\/10\/19\/immuni-interoperabilita-unione-europea\/\">sarebbe diventata<\/a>&nbsp;poi interoperabile a ottobre 2020 &#8211; permettendo di inviare e ricevere notifiche anche dalle app di tracing di altri Paesi Ue &#8211; ma, come abbiamo visto, anche i dati delle segnalazioni all&#8217;estero sono stati molto bassi (Immagine 2).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2021\/06\/04\/164519995-e1f59937-37c0-464d-9951-79409ea748de.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ritardi nello sviluppo ci sono stati &#8211; arrivando a una versione di Immuni molto diversa rispetto a quella concepita in partenza &#8211; ma secondo Pisano sono stati dovuti per lo pi\u00f9 ai problemi della &#8220;burocrazia italiana&#8221; e alla necessit\u00e0 di attendere e stare al passo con gli sviluppi provenienti da Apple e Google.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ricapitolando: durante le settimane successive al bando del 24-26 marzo 2020, su Immuni si sono susseguite indiscrezioni, spesso non ufficiali, che hanno creato un clima di confusione e incertezza, su chi avesse scelto davvero la app e su quali caratteristiche avrebbe dovuto avere. E qui la responsabilit\u00e0 delle autorit\u00e0 &#8211; in generale, sul tema della&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/attualita\/politica\/2020\/08\/10\/verbali-cts-trasparenza-foia-governo\/\">trasparenza<\/a>&nbsp;&#8211; non \u00e8 da poco.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Il problema \u00e8 stato quello di scegliere prima di tutto una comunicazione opaca, un modo di fare alla &#8220;ci pensiamo noi&#8221; che poi \u00e8 imploso a ogni cambio di direzione e di strategia&#8221;, ha ricordato a&nbsp;<em>Italian.tech<\/em>&nbsp;Raffaele Angius, giornalista freelance che per mesi ha seguito per Wired le vicende legate a Immuni. &#8220;Non sono state soddisfatte le richieste di indire una conferenza stampa n\u00e9 si \u00e8 data risposta alla gran parte delle richieste di accesso agli atti che abbiamo formulato, sospese dal governo per i casi giudicati derogabili: ovviamente per loro qualsiasi richiesta era strumentalmente e arbitrariamente giudicata &#8220;derogabile&#8221;. \u00c8 stato come la tela di Penelope, salvo che eravamo noi a dover smontare ogni notte quello che loro costruivano di giorno&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo l&#8217;ex ministra Pisano, il suo dicastero ha sempre risposto alle richieste Foia, nel rispetto dei tempi previsti dalla legge.<\/p>\n\n\n\n<p>A giugno Immuni era comunque pronta (Immagine 3), ben diversa dai progetti iniziali dei suoi sviluppatori, e &#8211; secondo alcuni critici &#8211; in un quadro differente da quello tratteggiato dalla task force nominata dal governo. Che cosa poteva andare storto?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2021\/06\/04\/164414437-ac4bfaf0-324f-46c6-9a10-4f2ad7e19ad8.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Parte III. Perch\u00e9 Immuni ha fallito<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sgombriamo subito il campo dagli equivoci. Tutti gli esperti con cui ha parlato Italian.tech hanno confermato che Immuni \u00e8 una app tecnicamente fatta molto bene, forse la migliore mai uscita dalla pubblica amministrazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Da un punto di vista tecnico la app Immuni rappresentava e rappresenta una best practice, un esempio eccellente di come un dipartimento di trasformazione digitale pu\u00f2 creare tecnologia pubblica per supportare un meccanismo di protezione della salute, nel rispetto della privacy&#8221;, ci ha detto Ciro Cattuto. &#8220;Immuni \u00e8 stata tra le prime app al mondo basate sul protocollo Google-Apple ed \u00e8 stata sviluppata bene&#8221;, \u00e8 anche il parere di Luca Ferretti. &#8220;Al di l\u00e0 delle polemiche, Immuni \u00e8 una app eccellente&#8221;, ci ha detto Carlo Alberto Carnevale Maff\u00e8, che per\u00f2, nelle settimane subito successive alla scelta dell&#8217;app,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.tpi.it\/politica\/app-immuni-inefficace-intervista-carlo-alberto-carnevale-maffe-20200506597558\/\">ha sempre sostenuto<\/a>&nbsp;che la app sia in un certo senso incompleta, perch\u00e9 si sarebbe dovuto fare di pi\u00f9 nell&#8217;avere la possibilit\u00e0 di raccogliere dati per ricostruire meglio i vari contatti sociali dei contagiati, rispettando comunque l&#8217;anonimato delle persone. &#8220;Il suo problema di fondo \u00e8 che, appunto, \u00e8 soltanto una app, non un sistema a layer tecnologici organizzativi adeguati, e ha troppi vincoli&#8221;, ha aggiunto Carnevale Maff\u00e8. &#8220;La app da sola era una strada sbagliata, ma dentro questa strada sbagliata Immuni era eccellente&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Come \u00e8 stato allora possibile che uno strumento con queste credenziali abbia registrato numeri cos\u00ec deludenti? La risposta \u00e8 meno segreta di quanto possa sembrare. Vanno solo rimessi insieme i pezzi di un mosaico piuttosto chiaro e, a tratti, desolante. In breve: Immuni era ed \u00e8 un mattoncino in un sistema pi\u00f9 articolato &#8211; quello della sanit\u00e0 italiana &#8211; che per diversi motivi e per la responsabilit\u00e0 di diverse autorit\u00e0, nazionali e locali, ha mostrato nei mesi scorsi tutti i suoi limiti e le sue debolezze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Focalizzarsi solo sui dati di Immuni \u00e8 come guardare la mela caduta per terra invece dell&#8217;albero, \u00e8 guardare il dito del saggio che indica la Luna&#8221;, ha evidenziato Carnevale Maff\u00e8. &#8220;Immuni non ha funzionato non per l&#8217;app in s\u00e9, ma perch\u00e9 tutto il resto del sistema non funzionava. In Italia sono fondamentalmente mancate l&#8217;organizzazione e un buon utilizzo delle risorse&#8221;, ha aggiunto Ferretti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cerchiamo di mettere in fila, una per una, le cause di questo fallimento generale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La politicizzazione di Immuni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei fattori che ha in primo luogo compromesso la riuscita dell&#8217;esperimento Immuni \u00e8 stato l&#8217;ecosistema informativo formatosi intorno all&#8217;applicazione. Come abbiamo visto, sulla nascita di Immuni c&#8217;\u00e8 stata parecchia confusione e scarsa trasparenza iniziale. A un anno di distanza, visti i risultati ottenuti, possiamo dire che il dibattito pubblico intorno a Immuni ha creato un&#8217;aura di sfiducia verso il contact tracing digitale, invece che rafforzarne le potenzialit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Immuni \u00e8 stata parzialmente vittima di una serie di problemi di comunicazione e di un discorso pubblico attorno alla app che \u00e8 stato eccessivamente conflittuale e molto confuso. E i cittadini, direi anche giustamente, a fronte di questa incertezza e conflittualit\u00e0 hanno reagito con diffidenza&#8221;, ha detto a Italian.tech Ciro Cattuto. &#8220;Io ho trovato particolarmente dannoso il modo in cui ai cittadini \u00e8 stata presentata all&#8217;inizio una falsa dicotomia, tra protezione della salute e privacy personale, come se le due cose fossero in antitesi&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordiamo che per sviluppare la app sono serviti circa due mesi, eravamo a cavallo tra la fine del lockdown nazionale e le riaperture di maggio e giugno, un contesto che paradossalmente potrebbe non aver contribuito in positivo ad accettare l&#8217;arrivo di Immuni.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;La app \u00e8 stata resa pubblica in un momento in cui il dibattito era cos\u00ec intossicato dalle discussioni sterili &#8220;privacy s\u00ec-privacy no, privacy contro salute&#8221;, e il cittadino era cos\u00ec misinformato rispetto a quelli che erano i benefici e i rischi, che l&#8217;adozione \u00e8 stata quella che \u00e8 stata&#8221;, ha aggiunto Cattuto. &#8220;L&#8217;app italiana \u00e8 stata anche una delle prime a uscire e questo potrebbe essere stato un fattore sfortunato: all&#8217;epoca c&#8217;era la sensazione che quasi non ce ne fosse pi\u00f9 bisogno, visto il calo continuo dei contagi e l&#8217;arrivo dell&#8217;estate&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ex ministra Paola Pisano non usa mezzi termini nel commentare quanto accaduto ormai quasi un anno fa. &#8220;Ci\u00f2 che non ho trovato corretto \u00e8 stata la strumentalizzazione dell&#8217;applicazione come bandiera politica, cos\u00ec come la strumentalizzazione in generale di tutta l&#8217;epidemia di coronavirus e di chi parlava e parla ancora oggi senza il supporto delle evidenze dei dati&#8221;, ha detto l&#8217;ex ministra a Italian.tech.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;epoca diversi esponenti di primo piano dell&#8217;opposizione al governo Conte II &#8211; e come vedremo tra poco, anche alcuni governatori di regione &#8211; si erano schierati molto apertamente contro il contact tracing digitale. La leader di Fratelli d&#8217;Italia Giorgia Meloni&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.adnkronos.com\/meloni-non-scaricate-immuni-e-business-di-dati-sensibili_2mwQgA0PtrBoFhFSzrjHzx\">aveva per esempio suggerito<\/a>&nbsp;pi\u00f9 volte ai cittadini di non scaricare Immuni, dicendo che &#8220;i dati sulle condizioni sanitarie e gli spostamenti delle persone sono il business pi\u00f9 appetibile del mondo per le case farmaceutiche&#8221;. Anche il segretario della Lega Matteo Salvini&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/topnews\/2020\/06\/08\/salvini-app-immuni-non-scarico-nulla_2f56d605-161b-4b8c-94ff-7c5f31211197.html\">aveva ribadito<\/a>, dopo il lancio dell&#8217;applicazione, che non l&#8217;avrebbe scaricata, sollevando dubbi infondati sulla gestione dei dati. In generale, quasi quotidianamente nel dibattito politico e&nbsp;<a href=\"https:\/\/facta.news\/notizia-falsa\/2020\/06\/08\/no-lapp-immuni-non-acquisisce-tutti-i-numeri-telefonici-in-rubrica\/\">non solo<\/a>, sono circolate vere e proprie bufale sul funzionamento di Immuni, ma una volta che il discorso pubblico ha preso una certa piega, i risultati si sono iniziati a vedere, con numeri di download sotto le aspettative e con le regioni che andavano ognuna per la propria strada.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;All&#8217;inizio la app potrebbe essere stata venduta con speranze eccessive, con un approccio troppo tecno-soluzionista, non da parte degli sviluppatori, ma dei politici. Il problema \u00e8 che in Italia Immuni \u00e8 stata politicizzata, come tutta la gestione dell&#8217;epidemia&#8221;, ha sottolineato a Italian.tech Luca Ferretti. &#8220;Una volta che un intervento, come pu\u00f2 essere il digital contact tracing, diventa qualcosa di politico, ha perso l&#8217;appoggio di met\u00e0 della popolazione. Nel Regno Unito alcuni politici hanno criticato il governo non per avere sviluppato una app, come successo in Italia, ma al contrario per non averla fatta abbastanza bene. Stesso discorso vale per la Germania&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;interpretazione simile \u00e8 stata data anche da Bending Spoons. &#8220;Immuni avrebbe certamente potuto avere un impatto molto maggiore di quello che ha avuto. I problemi principali, a mio avviso, sono stati una comunicazione tardiva che ha concesso a polemiche e complottismi infondati di imperversare, e un&#8217;integrazione insufficiente col SSN&#8221;, ha detto a Italian.tech Luca Ferrari. &#8220;Tuttavia, l&#8217;app ha protetto tantissime persone, probabilmente salvando delle vite. Pertanto, sono felice che abbiamo donato 30.000 ore di lavoro dei nostri scienziati, ingegneri e designer per realizzare Immuni, e orgoglioso delle competenze e abnegazione dimostrate dal nostro team&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La scarsa volont\u00e0 politica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando si scava per ricostruire la storia di Immuni e si cerca di capire quali siano state le cause del suo fallimento, una delle sensazioni pi\u00f9 ricorrenti \u00e8 che non ci sia stata abbastanza volont\u00e0 politica da parte del governo per far s\u00ec che il progetto funzionasse al meglio. E il disinteresse pi\u00f9 marcato sembra provenire dal Ministero della Salute, quello che avrebbe pi\u00f9 di tutti potuto trarre giovamento dal supporto di un contact tracing digitale efficace ed efficiente.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;C&#8217;\u00e8 stato un sacco di focus sull&#8217;aspetto tecnico e tecnologico, di security e di privacy, perdendo di vista l&#8217;aspetto di salute pubblica. E questo \u00e8 dovuto anche al fatto che in alcuni Paesi l&#8217;interesse da parte della salute pubblica \u00e8 stato minore rispetto a quello di altre parti della societ\u00e0&#8221;, ha spiegato a Italian.tech Luca Ferretti. &#8220;Gli esperti di salute pubblica in Italia sono sempre rimasti ai margini della app e questo \u00e8 avvenuto anche in altri Paesi. Non so quanto questo sia stato dovuto a una riluttanza verso gli strumenti tecnologici, perch\u00e9 c&#8217;era la prospettiva che una app non potesse funzionare bene quanto un umano. Per i medici a volte non \u00e8 facile accettare che la tecnologia possa funzionare meglio di loro&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo passato in rassegna la comunicazione sui canali social ufficiali dell&#8217;ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del ministro della Salute Roberto Speranza, che non hanno mai praticamente parlato di Immuni, nonostante l&#8217;applicazione&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.inail.it\/cs\/internet\/docs\/alg-pubblicazione-covid19-prevenzione-risposta.pdf#page=103\">rientrasse<\/a>&nbsp;in uno dei pilastri messi in piedi per prepararsi all&#8217;eventuale arrivo di una seconda ondata (poi puntualmente arrivata, con il tracciamento manuale dei contatti&nbsp;<a href=\"https:\/\/pagellapolitica.it\/dichiarazioni\/8744\/conte-non-dice-la-verita-il-tracciamento-dei-contagi-non-funziona-bene\">saltato<\/a>&nbsp;appena sono aumentati i contagi).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo anche letto Perch\u00e9 guariremo (Feltrinelli), il libro scritto dal ministro Speranza che&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.libreriauniversitaria.it\/perche-guariremo-giorni-piu-duri\/libro\/9788807173912\">sarebbe dovuto uscire<\/a>&nbsp;a novembre scorso, ma la cui pubblicazione \u00e8 stata bloccata con l&#8217;arrivo della seconda ondata nel nostro Paese. Nelle 240 pagine del libro Speranza cita Immuni una sola volta. Ecco il brano: &#8220;Nella strategia in cinque punti che presento per la fase 2, oltre a misure di precauzione, tracciamenti, ruolo dei territori e ospedali dedicati, c&#8217;\u00e8 anche la app Immuni. Ci lavorano con entusiasmo Paola Pisano e il ministero dell&#8217;Innovazione, con l&#8217;aiuto dei nostri scienziati che spiegano a quali scopi serve e come dovrebbe funzionare. Nel corso del lavoro, per\u00f2, il progetto perde un pezzo. In origine avrebbe dovuto camminare su due gambe: il contact tracing, per allertare chi avesse incrociato un positivo; e una seconda finalit\u00e0 ancora pi\u00f9 rilevante per me, l&#8217;idea di dare a questa app tutte le potenzialit\u00e0 per far fare un passo in avanti al Paese sulla sanit\u00e0 digitale. La immaginavo come la chiave d&#8217;accesso a un concetto pi\u00f9 moderno di assistenza domiciliare, a un legame pi\u00f9 strutturato tra medico di medicina generale e paziente: una app capace di avvicinare il paziente al SSN. \u00c8 l&#8217;aspetto della questione che mi affascina di pi\u00f9, rivolto al tempo lungo, alla crescita e non solo all&#8217;emergenza&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Da queste parole, Speranza sembra tradire una certa delusione per come \u00e8 stata concepita l&#8217;applicazione, cosa che poi potrebbe aver influito anche sull&#8217;approccio del suo ministero nel risolvere i problemi nati con il lancio di Immuni. Abbiamo pi\u00f9 volte provato a contattare il Ministero della Salute per avere un commento a riguardo, ma ci \u00e8 stato detto che per policy interna non vengono rilasciate interviste o dichiarazioni su Immuni, e che il ministero \u00e8 ora molto impegnato sulla questione del certificato vaccinale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le diffidenze del Ministero della Salute potrebbero essere nate proprio durante le settimane travagliate con cui ha preso corpo l&#8217;idea di introdurre il contact tracing digitale in Italia. &#8220;Nella parte di sviluppo della app tutti i soggetti coinvolti, tra cui il Ministero della Salute, hanno lavorato molto bene insieme&#8221;, ha detto a Italian.tech l&#8217;ex ministra Paola Pisano, che per\u00f2 ci ha sottolineato pi\u00f9 volte come i problemi organizzativi fossero di competenza del dicastero guidato da Speranza, e non dal suo. &#8220;Il titolare dell&#8217;applicazione che noi abbiamo fatto e dei dati \u00e8 il Ministero della Salute, che \u00e8 anche il responsabile che deve adottare le istruzioni organizzative e operative, prime tra tutte quella di formare le strutture sanitarie che si occupano del tracciamento, e che avrebbero dovuto rispondere alle richieste dei cittadini. Noi come dipartimento della Trasformazione digitale non potevamo formare le Asl, non potevamo contattare le Asl, era ed \u00e8 compito di un altro ministero, che si chiama Ministero della Salute&#8221;, ha ribadito Pisano. &#8220;Noi abbiamo fatto presente molte volte che bisognasse investire di pi\u00f9 sull&#8217;organizzazione e sulla comunicazione una volta uscita la app, sia con le regioni che con il Ministero della Salute. Ovviamente ci sono le attenuanti del caso, perch\u00e9 \u00e8 stato un ministero fortemente messo sotto pressione, e aveva molte cose a cui pensare&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei mesi successivi al lancio di Immuni sono s\u00ec state introdotte alcune novit\u00e0 per far funzionare meglio la app (come il caricamento autonomo dei codici o la creazione di un call center), ma fino ad oggi hanno avuto un impatto trascurabile sui numeri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il caricamento dei codici e il &#8220;boicottaggio&#8221; delle regioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 della politicizzazione di Immuni e della scarsa volont\u00e0 politica di far funzionare al meglio il sistema attorno all&#8217;applicazione, il problema principale del contact tracing digitale in Italia \u00e8 stato il cosiddetto &#8220;caricamento dei codici&#8221;: ci\u00f2 che &#8220;ha ucciso Immuni&#8221;, secondo Luca Ferretti dell&#8217;universit\u00e0 di Oxford. Insieme a questo, c&#8217;\u00e8 anche quello che in molti hanno definito un vero e proprio boicottaggio dell&#8217;app da parte di alcune regioni. &#8220;Le regioni hanno sabotato Immuni&#8221;, ha detto a Italian.tech Carnevale Maff\u00e8, senza giri di parole.<\/p>\n\n\n\n<p>In breve: quando una persona che ha Immuni sullo smartphone scopre di essere positivo al coronavirus, pu\u00f2 avvisare, in modo anonimo, i propri contatti del fatto che sono stati potenzialmente esposti a un positivo (da qui il nome&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.google.com\/covid19\/exposurenotifications\/\">Exposure notification<\/a>&nbsp;del sistema Google-Apple, pi\u00f9 preciso di contact tracing). Per farlo, deve comunicare un codice alfanumerico che trova nella app a un operatore sanitario, che &#8211; confermata la positivit\u00e0 &#8211; gli sblocca il codice, permettendo alla persona positiva di inviare le notifiche ai suoi contatti stretti. Come \u00e8 evidente, non si tratta di un procedimento esente da rischi, anzi: basta un intoppo (per esempio, non sapere dove cercare nella app o avere a che fare con un operatore impreparato) perch\u00e9 il corretto meccanismo di segnalazione si inceppi, rendendo di fatto inutile Immuni (Immagine 4).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2021\/06\/04\/164028292-78b5854a-4151-4455-b60b-9ada14a1a7b5.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Come abbiamo visto nella prima parte, in molte regioni l&#8217;applicazione \u00e8 rimasta silente per lunghi periodi di tempo, con pochissime positivit\u00e0 segnalate e, in rapporto, poche notifiche inviate. E qui l&#8217;indiziato numero uno \u00e8 proprio il processo di sblocco e invio dei codici.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scorso autunno diverse inchieste giornalistiche hanno infatti rilevato che parecchie regioni non si erano preparate a questo procedimento, con gli operatori sanitari che non erano pronti a gestire le richieste di chi voleva segnalare la propria positivit\u00e0 tramite Immuni. Questi problemi sono emersi soltanto a ottobre scorso, con l&#8217;arrivo della seconda ondata, quando Immuni era per\u00f2 operativa ormai da pi\u00f9 di quattro mesi. Il Veneto, per esempio,&nbsp;<a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/veneto\/politica\/20_ottobre_14\/immuni-mai-caricati-usl-dati-positivi-veneto-1972382a-0dea-11eb-a0fa-5985683fd478.shtml\">ha dichiarato<\/a>soltanto a met\u00e0 ottobre di avere reso pienamente operativo il sistema per lo sblocco dei codici, ma ritardi simili&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/attualita\/tech\/2020\/10\/21\/immuni-contact-tracing-asl-italia\/\">sono stati registrati<\/a>&nbsp;in altre regioni. Abbiamo provato a parlare con i responsabili delle autorit\u00e0 locali sanitarie di regioni come il Veneto, ma il silenzio sul tema \u00e8 stata la risposta pi\u00f9 diffusa.<\/p>\n\n\n\n<p>Non tutte le regioni per\u00f2 hanno avuto problemi con lo sblocco dei codici, come ha testimoniato a Italian.tech Alberto Fedele, direttore responsabile del Dipartimento di prevenzione della Asl di Lecce, in Puglia, e componente della giunta esecutiva della Societ\u00e0 italiana di igiene, medicina preventiva e sanit\u00e0 pubblica (Siti).<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Nella nostra esperienza &#8211; ci ha detto Fedele &#8211; la app Immuni non \u00e8 stata particolarmente utile come supporto alle nostre attivit\u00e0 di contact tracing, nel senso che non sono stati moltissimi i soggetti che ci hanno detto di voler comunicare la loro positivit\u00e0 tramite Immuni. Credo che nel complesso la app sia stata scarsamente utilizzata e qualora scaricata, non sia stata poi attivata, forse perch\u00e9 il singolo paziente positivo non avrebbe ottenuto grande beneficio, a differenza di chi riceveva la notifica&#8221;, ha dichiarato Fedele. &#8220;Non \u00e8 che ci fossero procedure particolarmente laboriose da parte degli operatori sanitari. Pu\u00f2 esserci stato, nei momenti culmine del contagio, una sorta di disattenzione nel non chiedere puntualmente a tutti i soggetti se avevano o meno la app Immuni, visto che l&#8217;attivit\u00e0 di tracciamento era abbastanza frenetica. Da parte nostra l&#8217;attivit\u00e0 era abbastanza residuale, bisognava soltanto farci dare un codice dai positivi con l&#8217;app Immuni e sbloccarglielo. Non credo fosse particolarmente complicato e laborioso. Le procedure non erano particolarmente complicate, bastava leggere le informative che erano state trasmesse per capire bene cosa ci fosse da fare&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Le avvisaglie sulla scarsa collaborazione di alcune regioni c&#8217;erano gi\u00e0 tutte a giugno, con il lancio di Immuni. Per esempio il 2 giugno il governatore del Veneto Luca Zaia (Lega)&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/video\/politica\/app_immuni_problemi_luca_zaia-5266268.html\">aveva elencato<\/a>&nbsp;in una conferenza stampa quelli che secondo lui erano i limiti principali dell&#8217;applicazione, sottolineando che le regioni non avevano &#8220;contezza di quello che succede nei telefonini dei nostri cittadini&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Non avendo noi il governo del processo&#8221; di tracciamento, aveva aggiunto Zaia, &#8220;risulta a noi impossibile gestirlo&#8221;. Una dichiarazione che ben riassume la volont\u00e0 da parte delle regioni, costante durante tutta l&#8217;emergenza sanitaria, di avere pi\u00f9 voce in capitolo nelle questioni sanitarie legate all&#8217;epidemia. &#8220;Non riteniamo opportuno incentivare in Piemonte l&#8217;uso della app Immuni&#8221;,&nbsp;<a href=\"https:\/\/torino.corriere.it\/salute\/20_giugno_05\/fazio-il-nostro-tracciamento-vale-piemontesi-non-serve-immuni-4df4b95c-a692-11ea-b760-0b897e2dd362.shtml\">aveva dichiarato<\/a>&nbsp;il 5 giugno il responsabile della task force per la fase 2 in Piemonte Ferruccio Fazio, ex ministro della Salute dal 2009 al 2011. &#8220;Io ritengo che, da noi in Piemonte, Immuni non sia troppo utile visto che abbiamo messo in piedi un sistema di tracciamento dei contatti avanzato&#8221;. Dichiarazione poi smentita dai fatti, con il Piemonte tra le&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2020\/11\/06\/piemonte-coronavirus\/\">regioni pi\u00f9 colpite<\/a>&nbsp;dalla seconda ondata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo dire che la storia di Immuni \u00e8 uno dei tanti esempi che ha palesato come la frammentazione della sanit\u00e0 regionale non abbia per nulla aiutato nella gestione dell&#8217;epidemia. Per di pi\u00f9, durante la scorsa estate diverse regioni hanno iniziato a promuovere app locali di tracciamento dei contatti, generando una gran confusione e attirando la censura del Garante della privacy, che il 10 agosto 2020&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.garanteprivacy.it\/web\/guest\/home\/docweb\/-\/docweb-display\/docweb\/9447462\">ha dovuto ribadire<\/a>&nbsp;che tutte le applicazioni, tranne Immuni, violavano la normativa europea e nazionale in materia di protezione dei dati personali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro elemento di salute pubblica su cui c&#8217;\u00e8 stata parecchia confusione riguarda i comportamenti che un cittadino doveva adottare una volta ricevuta la notifica. In base a una circolare del 29 maggio del Ministero della Salute, chi riceveva la notifica di Immuni doveva &#8220;mettersi in contatto con il medico di medicina generale o pediatra di libera scelta spiegandogli di aver ricevuto una notifica di contatto stretto di Covid-19 da Immuni&#8221;, un&#8217;indicazione molto vaga (che&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.immuni.italia.it\/faq.html\">vale<\/a>&nbsp;ancora oggi). Il problema \u00e8 che il medico sa solo che il soggetto ha avuto un potenziale contatto a rischio con un positivo e quindi l&#8217;indicazione pi\u00f9 sensata da dare \u00e8 sempre quella della quarantena, come ha ribadito pi\u00f9 volte il Ministero della Salute. Ma l&#8217;assenza di incentivi a rispettare l&#8217;autoisolamento e le diverse direzioni intraprese dalle regioni (vedi il&nbsp;<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20201117043005\/https:\/\/www.regione.veneto.it\/article-detail?articleId=6959028\">Veneto<\/a>&nbsp;a ottobre) hanno sicuramente scoraggiato buona parte della popolazione a prendere l&#8217;iniziativa volontaria di isolarsi, una volta ricevuta la notifica sul telefono. A questo si aggiunga che i tamponi venivano fatti con molti giorni di ritardo dall&#8217;eventuale comparsa dei sintomi, rendendo poi inutili le segnalazioni per interrompere le catene di contagio.<\/p>\n\n\n\n<p>Le autorit\u00e0 centrali hanno provato a metterci una pezza pi\u00f9 volte, quando ormai la situazione era chiaramente sfuggita di mano. Anzi, le poche volte che il Ministero della Salute&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.iene.mediaset.it\/2020\/news\/app-immuni-sileri-giulio-golia_908004.shtml\">ha risposto<\/a>&nbsp;alle domande dei giornalisti, ha ribadito di aver sin da subito fornito alle regioni i documenti necessari per la formazione degli operatori sanitari, rivelando per\u00f2 di essersi accorta in ritardo, soltanto con la seconda ondata alle porte, che molte Asl non sbloccavano i codici. Segno ancora una volta dello scarso interesse posto su questo ingranaggio della gestione dell&#8217;epidemia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 18 ottobre, in un decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm)&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.trovanorme.salute.gov.it\/norme\/dettaglioAtto?id=76753\">\u00e8 stato introdotto<\/a>&nbsp;l&#8217;obbligo per gli operatori sanitari di sbloccare i codici dei positivi tramite Immuni, imposizione da un lato arrivata parecchio in ritardo &#8211; sebbene una parte dedicata Immuni&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.iss.it\/documents\/20126\/0\/Rapporto+ISS+COVID-19+53_2020.pdf\/297291bd-ff0e-54e8-dbbb-c7f62a4e7c37?t=1593158956057#page=33\">fosse presente<\/a>&nbsp;nelle linee guida di chi doveva fare la ricerca dei contatti manuale &#8211; dall&#8217;altro lato quando ormai tutto il sistema di tracciamento nazionale non stava quasi pi\u00f9 in piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>Con molto ritardo si \u00e8 provato a correre ai ripari. Il 28 ottobre il decreto &#8220;Ristori&#8221;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/gu\/2020\/10\/28\/269\/sg\/pdf#page=18\">ha stanziato<\/a>&nbsp;un milione di euro per il 2020 e tre milioni di euro per il 2021 per creare un call center nazionale e bypassare di fatto gli operatori sanitari delle singole regioni, per agevolare lo sblocco dei codici e a supportare gli utenti di Immuni. Dopo il via libera del Garante della privacy, a inizio 2021 il call center \u00e8 stato reso attivo, ma solo per&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.camera.it\/temiap\/documentazione\/temi\/pdf\/1214749.pdf?_1605385480691#page=49\">poche regioni<\/a>, e come abbiamo scritto nella prima parte, non si sa quante chiamate riceva ogni giorno (il Ministero della Salute non ha saputo fornirci questi dati). Il 18 marzo invece &#8211; a quasi dieci mesi dalla nascita di Immuni &#8211;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/gu\/2021\/03\/25\/73\/sg\/pdf#page=8\">\u00e8 stata introdotta<\/a>&nbsp;la possibilit\u00e0 da parte dei cittadini di inserire in maniera autonoma i codici di sblocco per le notifiche, utilizzando un codice presente direttamente sui risultati dei test, ed evitare di contattare il call center o un operatore sanitario. Questa funzione&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.fanpage.it\/attualita\/come-cambia-lapp-immuni-con-laggiornamento-arriva-novita-per-tracciamento\/\">\u00e8 diventata operativa<\/a>&nbsp;ad aprile scorso, non spostando per nulla le sorti dei numeri dell&#8217;applicazione, sempre meno scaricata e utilizzata dagli italiani.&#8221;Anche le due novit\u00e0 del call center e del caricamento in autonomia dei codici non sono state adeguatamente comunicate&#8221;, ha commentato a&nbsp;<em>Italian.tech<\/em>&nbsp;Ciro Cattuto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quanto hanno pesato i bug della app<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come abbiamo visto prima, gli esperti sono concordi nel sottolineare che Immuni sia stata sviluppata bene (la documentazione relativa alla app \u00e8 consultabile in formato aperto su&nbsp;<a href=\"https:\/\/github.com\/immuni-app\">Github<\/a>). Non sono per\u00f2 mancati alcuni disguidi tecnici, che nel complesso potrebbero aver in parte contribuito &#8211; molto poco, secondo gli esperti contattati da Italian.tech &#8211; a rendere meno efficace ed efficiente la applicazione. Quest&#8217;ultima, ricordiamo, poggia su un protocollo sviluppato da Apple e Google: spesso i problemi tecnici riscontrati non vanno dunque per forza attribuiti al singolo codice di Immuni, quanto all&#8217;integrazione tra il codice e gli altri protocolli.<\/p>\n\n\n\n<p>A inizio novembre&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/internet\/web\/2020\/11\/02\/immuni-notifiche-contatti-rischio\/\">\u00e8 per esempio stato risolto<\/a>&nbsp;un bug che si verificava soprattutto sugli iPhone e che impediva agli utenti di Immuni di ricevere la notifica su un eventuale contatto a rischio. In pratica il contatto veniva notificato solo quando si entrava dentro alla app, e magari risaliva a parecchi giorni indietro nel tempo, rendendo inutile un eventuale isolamento. Un bug simile, sul sistema di controllo dei contatti a rischio,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2020\/09\/13\/news\/bug_di_immuni_mette_a_rischio_il_controllo_dei_contagi-267163423\/\">\u00e8 avvenuto<\/a>&nbsp;anche a settembre e ha colpito diversi smartphone che montavano il sistema operativo Android (anche quello \u00e8 stato risolto nel giro di poco tempo).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chi lavora nel mondo delle applicazioni sa che problemi tecnici di questo tipo possono essere all&#8217;ordine del giorno e che dunque \u00e8 necessario un costante lavoro di monitoraggio e di sviluppo migliorativo, cosa che su Immuni sembra essere stata fatta solo in parte.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Dietro la app del Regno Unito ci sono molti ricercatori che si sono occupati e si occupano dello studio e dell&#8217;analisi dei dati della app per migliorarla costantemente. Su Immuni hanno al massimo corretto dei bug&#8221;, ha spiegato a Italian.tech Luca Ferretti. &#8220;Dopo il lancio, Immuni non \u00e8 stata seguita pi\u00f9 di tanto e ad oggi \u00e8 sostanzialmente congelata nello stato in cui \u00e8 stata lanciata. Si pu\u00f2 dire che ora sia una app subottimale rispetto a quello che \u00e8 successo in un anno nel mondo del contact tracing digitale&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>E qui si apre la domanda finale del nostro percorso: se Immuni abbia ancora senso di esistere, e con quale funzioni, oppure no.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parte IV. Quale futuro per Immuni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ma resuscitate anche Immuni?&#8221;,&nbsp;<a href=\"https:\/\/youtu.be\/le-vt0qJSf4?t=843\">ha chiesto<\/a>&nbsp;(min. 1:55) il direttore di Italian.tech Riccardo Luna al ministro per l&#8217;Innovazione tecnologica e la Transizione digitale Vittorio Colao il 24 maggio, nel primo incontro per il lancio del nuovo sito. &#8220;Immuni non lo considero un fallimento: direi che ci abbiamo provato&#8221;, ha risposto Colao. Il digital contact tracing &#8220;in quasi tutti i Paesi non ha funzionato, perch\u00e9 la macchinosit\u00e0 di usarlo non ne ha fatto un successo, ma \u00e8 comunque un buon risultato che tutti i Paesi si siano mossi, che tutti abbiano iniziato a sperimentare, anche per i cittadini e l&#8217;attitudine al digitale&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Al momento dunque il destino di Immuni sembra segnato: il governo vuole lasciarla attiva, ma di fatto snaturandone la sua funzione principale (quella di notificare le persone di un possibile contatto a rischio) per&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=l-gZ4YBHPPw\">inserirci<\/a>&nbsp;la possibilit\u00e0 di scaricare tramite essa il certificato vaccinale. Non si hanno ancora certezze sulle tempistiche di questa aggiunta e non mancano i dubbi relativi alla privacy. &#8220;Mettere un certificato nominativo dentro un&#8217;app che \u00e8 stata specificamente progettata per essere anonima \u00e8 veramente un controsenso&#8221;,&nbsp;<a href=\"https:\/\/twitter.com\/raistolo\/status\/1396822368874549248\">ha per esempio commentato<\/a>&nbsp;su Twitter il 24 maggio&nbsp;<a href=\"https:\/\/zanero.faculty.polimi.it\/\">Stefano Zanero<\/a>, professore al Politecnico di Milano ed esperto di cybersicurezza. Il Ministero per l&#8217;Innovazione tecnologica e la transizione digitale&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.italian.tech\/2021\/05\/25\/news\/green_pass_su_io_e_immuni_funzionera_cosi_anche_per_i_minorenni-302758707\/\">ha per\u00f2 chiarito<\/a>&nbsp;in una nota che &#8220;su Immuni il certificato non arriver\u00e0 con una notifica&#8221;, perch\u00e9 &#8220;\u00e8 uno strumento attraverso il quale il cittadino avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di scaricare il certificato con una password usa e getta, senza essere identificato. Questa azione non avr\u00e0 alcun tipo di ripercussione a livello di privacy. Lo strumento \u00e8 e rimarr\u00e0 assolutamente privacy preserving, ovvero le informazioni del cittadino non lasceranno il dispositivo mobile n\u00e9 verranno messe in relazione con le informazioni di contact tracing poich\u00e9 il flusso \u00e8 unidirezionale: dal database centrale (gestito da Sogei) che gestir\u00e0 i certificati, verso il cellulare del cittadino stesso&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione della gestione dei dati resta comunque un tema ancora aperto, Immuni e certificato vaccinale a parte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;La cosa positiva che estraggo dalla vicenda Immuni \u00e8 che l&#8217;esempio della app ha costretto tutti i settori coinvolti &#8211; quello pubblico e privato, e la societ\u00e0 civile &#8211; a prendere atto della complessit\u00e0 di che cosa significa riuscire a governare un ecosistema digitale, e quindi della necessit\u00e0 di un pensiero pi\u00f9 sofisticato, che non significa per forza pensiero tecnico&#8221;, ha spiegato a Italian.tech Ciro Cattuto. &#8220;Cos\u00ec come la app non risolve il problema della Covid-19, cos\u00ec non sono i soli informatici che risolveranno i problemi di governance del nostro ecosistema digitale. Servono competenze pi\u00f9 estese e pi\u00f9 diverse, la societ\u00e0 civile, il no-profit e il terzo settore devono avere un ruolo nell&#8217;influenzare la trasformazione digitale, che non pu\u00f2 essere una cosa che ha a che fare soltanto con lo Stato o le Big Tech. Serve anche un ruolo per i cittadini&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, nonostante il forte calo dei contagi registrato in Italia, l&#8217;attuale epidemia non \u00e8 per nulla finita. Il nostro Paese&nbsp;<a href=\"https:\/\/covidcg.org\/?tab=global_sequencing\">\u00e8 ancora lacunoso<\/a>&nbsp;nella sorveglianza delle varianti &#8211; molto indietro rispetto ad altri Stati, come Regno Unito, Danimarca, Nuova Zelanda, per citarne alcuni &#8211; e, pi\u00f9 in generale, sul tracciamento manuale dei contatti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla base dei dati settimanali dei&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.salute.gov.it\/portale\/nuovocoronavirus\/archivioMonitoraggiNuovoCoronavirus.jsp\">monitoraggi<\/a>&nbsp;del Ministero della Salute e dell&#8217;Istituto superiore di sanit\u00e0 (Iss),&nbsp;<a href=\"https:\/\/docs.google.com\/spreadsheets\/d\/1aNavdGBXNDq-bSs0NXMPbcmiGIkOp2MPorAOsddNAL4\/edit?usp=sharing\">abbiamo infatti analizzato<\/a>&nbsp;qual \u00e8 stato l&#8217;andamento del numero dei tracciatori messo a disposizione delle singole regioni dalla scorsa estate ad oggi. Il quadro \u00e8 poco incoraggiante. In alcune aree il numero dei tracciatori, dopo essere leggermente salito nel corso della seconda ondata, \u00e8 tornato a calare nelle ultime settimane, probabilmente dirottato ad altri compiti, come quello di somministrare i vaccini. Proprio quando il calo dei contagi permette di fare un tracciamento dei contatti pi\u00f9 preciso e tempestivo, le autorit\u00e0 sembrano aver deciso di impegnarci meno risorse (Grafico 6).&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Grafico 6. Personale destinato al contact tracing &#8211; Fonte: Ministero della Salute e Iss<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In questo scenario Immuni si trova, per cos\u00ec dire, in mezzo a un guado. &#8220;Da un lato, non si sa bene come fare funzionare Immuni se non per magia, anche se ora sappiamo che queste app possono avere un impatto e vale la pena usarle finch\u00e9 l&#8217;epidemia non se n&#8217;\u00e8 andata. Dall&#8217;altro lato, a livello internazionale ci si sta chiedendo qual \u00e8 il futuro di queste tecnologie&#8221;, ha detto a&nbsp;<em>Italian.tech<\/em>&nbsp;Luca Ferretti. &#8220;Spegnere Immuni causerebbe forse pi\u00f9 domande di quante se ne fanno tenendola attiva. Rimettere in piedi l&#8217;applicazione richiederebbe un certo tipo di visione che in Italia manca&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la ex ministra Paola Pisano non pensa sia l&#8217;ora di staccare la spina. &#8220;Secondo me Immuni \u00e8 stato comunque un successo. Credo che questa applicazione debba continuare a vivere e a essere sviluppata meglio&#8221;, ha detto a&nbsp;<em>Italian.tech<\/em>&nbsp;Pisano. &#8220;\u00c8 vero che 19 mila segnalazioni di positivit\u00e0 sono poche, ma se anche solo una di quelle segnalazioni avesse salvato una vita umana, io non lo considero &#8220;poco&#8221;&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;ipotesi potrebbe essere quella del rebranding di Immuni, come in un certo senso \u00e8 stato fatto nel Regno Unito, dove una prima versione centralizzata della app di contact tracing&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2020\/jun\/18\/uk-poised-to-abandon-coronavirus-app-in-favour-of-apple-and-google-models\">\u00e8 stata abbandonata<\/a>&nbsp;l&#8217;estate scorsa, per poi essere rimessa in piedi in una veste decentralizzata e rilanciata a settembre. Ma, come abbiamo visto, questo sembra essere molto lontano dalle intenzioni del governo, che in ogni caso dovrebbe poi fare i conti con le posizioni delle singole regioni, mai del tutto convinte da Immuni. Il rischio quasi sicuro \u00e8 ritrovarsi il d\u00e9j\u00e0 vu dell&#8217;anno scorso, con in pi\u00f9 un aumento della sfiducia dei cittadini verso i risultati raccolti dell&#8217;applicazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 di che cosa sar\u00e0 di Immuni, \u00e8 certo per\u00f2 che di contact tracing digitale sentiremo ancora parlare in futuro. &#8220;Ci sono due orizzonti: questa epidemia e la prossima. Perch\u00e9 noi stiamo gi\u00e0 iniziando a pensare alla prossima&#8221;, ha concluso Ferretti. &#8220;Per questa avevamo la scusa di non essere ancora pronti, per la prossima non ci sono scuse: se non arriviamo preparati, \u00e8 solo colpa nostra&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Che fine ha fatto Immuni<\/h1>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lo sviluppo dell&#8217;app per il tracciamento dei contatti \u00e8 in ritardo a causa di contrattempi e ripensamenti da parte del governo, e non \u00e8 chiaro quando arriver\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>Il commissario straordinario per l\u2019emergenza sanitaria, Domenico Arcuri, ha confermato che l\u2019<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2020\/04\/16\/contact-tracing-coronavirus-italia-applicazioni-bending-spoons-centro-medico-santagostino\/\">applicazione Immuni<\/a>&nbsp;per il tracciamento dei contatti sar\u00e0 pronta \u201ca cavallo della fine del mese\u201d, e non nei primi giorni di maggio come aveva invece annunciato lo scorso aprile. La creazione dell\u2019app, che negli intenti dovrebbe contribuire a ridurre la diffusione dell\u2019epidemia da coronavirus in Italia, \u00e8 in sensibile ritardo a causa di alcuni tentennamenti del governo e richieste di approfondimenti tecnici e burocratici da parte di istituzioni e organismi di controllo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tracciamento dei contatti<\/strong><br>Durante un\u2019epidemia, il tracciamento dei contatti (\u201ccontact tracing\u201d) \u00e8 utile per identificare le persone che potrebbero essere state infettate da un contagiato. \u00c8 un lavoro delicato che viene svolto intervistando le persone risultate positive al coronavirus, con l\u2019obiettivo di ricostruire con quali individui siano entrate in contatto e siano quindi state esposte al rischio del contagio. L\u2019operazione richiede tempo e personale adeguatamente formato, risorse che scarseggiano durante una pandemia.<\/p>\n\n\n\n<p>Per attenuare il problema, negli ultimi mesi sono state proposte e sperimentate in giro per il mondo applicazioni che sfruttano varie soluzioni tecnologiche e che dovrebbero consentire di effettuare un tracciamento dei contatti pi\u00f9 capillare e soprattutto quasi automatico. Molte di queste soluzioni prevedono l\u2019utilizzo di applicazioni per smartphone pensate per verificare periodicamente se si sia stati in contatto con qualcuno, poi risultato positivo al coronavirus.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019effettiva utilit\u00e0 di questi sistemi non \u00e8 ancora completamente chiara, ma le prime esperienze in alcuni paesi asiatici&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2020\/04\/05\/coreano-del-sud-test-pandemia\/\">come la Corea del Sud<\/a>&nbsp;hanno dato qualche risultato positivo, sollevando per\u00f2 numerose preoccupazioni per la privacy. L\u2019interesse per le app per il tracciamento dei contatti \u00e8 aumentato a met\u00e0 aprile, quando Apple e Google&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2020\/04\/14\/apple-google-coronavirus-tracciamento-contatti\/\">hanno annunciato<\/a>&nbsp;di essere al lavoro per inserire una sorta di standard nei sistemi operativi iOS e Android per semplificare la realizzazione delle app per il contact tracing.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Immuni<\/strong><br>Il tracciamento dei contatti tramite applicazione in Italia dovr\u00e0 essere svolto da Immuni, l\u2019applicazione&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2020\/04\/16\/app-tracciamento-contagi-immuni-coronavirus\/\">scelta<\/a>&nbsp;dal governo lo scorso 16 aprile e che \u00e8 stata proposta da Bending Spoons, azienda con sede a Milano e con una forte presenza nel mercato delle app con alcuni successi nazionali come \u201c<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2019\/03\/17\/live-quiz\/\">Live Quiz<\/a>\u201d e numerose altre applicazioni di successo sul mercato internazionale. L\u2019app \u00e8 sviluppata in collaborazione con il Centro Medico Santagostino (CMS), che negli ultimi anni ha aperto numerosi ambulatori in Lombardia e a Bologna, offrendo servizi sanitari a prezzi contenuti e con un approccio orientato sul digitale per la gestione dei pazienti (prenotazioni, pagamenti, assistenza online e cartelle cliniche).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea dietro Immuni ricalca quella prevalente per il tracciamento digitale dei contatti. Tramite l\u2019app, ogni smartphone emette periodicamente un codice identificativo univoco (ID) e anonimo, che pu\u00f2 essere captato dagli altri smartphone che impiegano la stessa app nelle vicinanze, entro qualche metro. La trasmissione dei dati avviene tramite una variante della tecnologia Bluetooth (BLE), simile a quella che impieghiamo quando colleghiamo le cuffie senza fili allo smartphone. Se uno dei proprietari dell\u2019app segnala di essere risultato positivo al coronavirus, il sistema consente di avvisare le persone di cui era stato in prossimit\u00e0 nei giorni precedenti, cos\u00ec che queste sappiano di poter essere state contagiate (scegliendo cos\u00ec magari di restare a casa anche se non hanno sintomi, e di consultare il proprio medico).<\/p>\n\n\n\n<p>Stando alle informazioni circolate finora, Immuni utilizzer\u00e0 solamente il Bluetooth e non terr\u00e0 traccia dei propri spostamenti tramite il GPS. Ogni smartphone manterr\u00e0 in un registro interno, non condiviso con altri, gli ID captati dai cellulari nelle sue vicinanze. Non \u00e8 ancora chiaro come gli utenti che scopriranno di essere positivi segnaleranno la loro condizione, n\u00e9 se ci\u00f2 che dichiarano sar\u00e0 verificato dalle autorit\u00e0 sanitarie prima di essere indicati come positivi al coronavirus.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema \u00e8 efficace solamente se un\u2019ampia porzione della popolazione installa e utilizza l\u2019applicazione, e per questo sar\u00e0 necessaria una campagna di promozione e sensibilizzazione sul tema, sulle cui modalit\u00e0 non ci sono ancora informazioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La scelta di Immuni<\/strong><br>Negli ultimi giorni sono emersi dettagli sulle modalit\u00e0 che hanno portato il governo a scegliere Immuni, accantonando le altre proposte ricevute, e poi ad accumulare i ritardi.<\/p>\n\n\n\n<p>A fine marzo la ministra dell\u2019Innovazione, Paola Pisano,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2020\/03\/25\/coronavirus-app-contact-tracing-italia\/\">aveva avviato un \u201cbando rapido\u201d<\/a>&nbsp;per l\u2019identificazione della app da usare per il contact tracing: l\u2019idea era agire rapidamente in una fase in cui l\u2019Italia era in piena emergenza sanitaria con ospedali affollati di malati di COVID-19 e terapie intensive oltre la loro capacit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricevute le candidature, Pisano aveva provveduto a istituire una \u201ctask force\u201d di 74 esperti, suddivisi in diversi gruppi, con il compito di valutare le proposte e di fornire indicazioni per la scelta dell\u2019app da fare sviluppare. Anche in questa fase era stata evidenziata l\u2019importanza di agire celermente, ma molti osservatori avevano sollevato dubbi circa i tempi, considerato il grande numero di esperti convocati per lavorare alla selezione. Dopo alcuni ritardi, a met\u00e0 aprile c\u2019\u00e8 stata l\u2019accelerazione con l\u2019annuncio di Arcuri sulla scelta di Immuni, che ha per\u00f2 spiazzato alcuni degli esperti che aveva scelto Pisano.<\/p>\n\n\n\n<p>Le relazioni preparate dai gruppi di lavoro avevano fornito infatti indicazioni pi\u00f9 caute, e consigliato di non seguire un solo approccio per lo sviluppo dell\u2019applicazione. Per farsene un\u2019idea \u00e8 sufficiente consultare le loro relazioni, rese pubbliche in un&nbsp;<a href=\"https:\/\/github.com\/taskforce-covid-19\">archivio online (GitHub)<\/a>, nelle quali si suggeriva di scegliere due applicazioni, in modo da avere una soluzione di riserva nel caso ci fossero stati problemi con la prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella relazione \u201cImpiego di tecnologie di digital contact tracing\u201d il gruppo di lavoro numero 6 aveva indicato esplicitamente la necessit\u00e0 della ridondanza:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Al fine di poter adottare la soluzione tecnologica pi\u00f9 efficace per il contact tracing quale componente importante dell\u2019insieme di misure che devono essere messe in campo per la gestione della situazione emergenziale e post-emergenziale, riveste particolare importanza un processo attento ancorch\u00e9 veloce di validazione e messa in esercizio della soluzione tecnologica prescelta, che garantisca il raggiungimento degli obiettivi previsti. Per questa ragione, \u00e8 opportuno che il processo di implementazione preveda il test in parallelo delle due soluzioni tecnologiche individuate: Immuni, come soluzione che appare all\u2019esito di questa prima valutazione pi\u00f9 adeguata e CovidApp, come una buona soluzione alternativa e\/o di riserva.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>La proposta era sviluppare e sperimentare entrambe le applicazioni, in modo da valutarne pregi e difetti e poter poi puntare su quella pi\u00f9 promettente. La relazione segnalava comunque uno stato di sviluppo in fase pi\u00f9 avanzata di Immuni rispetto a CovidApp, ma non escludeva che entrambe potessero essere sottoposte a una fase di test di una decina di giorni prima di procedere con la scelta. Tutto questo avveniva nei primi giorni di aprile, quando ancora il governo sosteneva che si potesse realizzare un\u2019applicazione in tempo per l\u2019avvio della cosiddetta \u201cfase due\u201d, iniziata lo scorso 4 maggio. Le cose sono andate evidentemente in modo diverso, non essendo a oggi ancora disponibile un\u2019app per il tracciamento dei contatti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bando rapido indetto da Pisano aveva portato alla presentazione di oltre 300 proposte in un paio di giorni, rapidamente valutate e scremate fino ad arrivare a 15 potenziali candidate. I gruppi di lavoro avevano poi lavorato alla valutazione di ogni proposta seguendo diversi criteri, dalla realizzazione in tempi certi alle tecnologie utilizzate, arrivando infine a cinque candidate:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022&nbsp;<strong>Immuni<\/strong>, di Bending Spoons con la collaborazione della societ\u00e0 Geouniq specializzata in sistemi di geolocalizzazione e del Centro Medico Santagostino;<br>\u2022&nbsp;<strong>CovidApp<\/strong>, frutto di una collaborazione tra informatici e basata su codice aperto e disponibile a tutti;<br>\u2022&nbsp;<strong>SafeTogether<\/strong>, sostenuta da Microsoft;<br>\u2022&nbsp;<strong>TrackmyWay<\/strong>, realizzata dall\u2019azienda lombarda Antares Vision specializzata in tecnologie GPS;<br>\u2022&nbsp;<strong>ProteggInsieme<\/strong>, proposta da Whatif e con una impostazione che ricalca l\u2019app utilizzata con esiti alterni a Singapore&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2020\/04\/27\/app-contact-tracing-covidsafe-coronavirus\/\">e che si chiama TraceTogether<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tempi<\/strong><br>Valutato lo stato di avanzamento dei lavori e la qualit\u00e0 delle soluzioni proposte, gli esperti avevano infine scelto Immuni e CovidApp, consigliandone lo sviluppo in parallelo per avere appunto una soluzione di scorta. L\u2019ipotesi era realizzare versioni preliminari delle app entro una ventina di giorni per i primi test, seguite da prove aperte a specifici gruppi di persone (come il personale della Protezione Civile) in zone geografiche limitate.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 16 aprile era per\u00f2 diventato evidente che Pisano avesse intenzione di selezionare una sola applicazione, forse allo scopo di accorciare i tempi. Tra le due opzioni fu quindi scelta Immuni, con la conferma da parte di Arcuri nella serata dello stesso giorno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ritardi<\/strong><br>Lo sviluppo di Immuni sta procedendo a rilento, rispetto a quanto prospettato dalle relazioni degli esperti, a causa di diversi approfondimenti tecnici che ha voluto svolgere il governo e che sembra fossero stati sottovalutati in una prima fase. Fino a quando non saranno decise funzioni e specifiche dell\u2019app, Bending Spoons non potr\u00e0 completare lo sviluppo del sistema.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Ma quindi chi ha scelto (e che fine ha fatto) la app Immuni? &#8211; Linkiesta.it<\/h1>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/pisano-linkiesta.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Filippo MONTEFORTE \/ AFP<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma quindi chi ha scelto la app Immuni? E soprattutto dov\u2019\u00e8 finita? Perch\u00e9 non \u00e8 ancora operativa a pi\u00f9 di due mesi dall\u2019inizio della pandemia?<\/p>\n\n\n\n<p>Sull\u2019applicazione anti-Covid della societ\u00e0&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2020\/05\/come-funziona-app-immuni-bending-spoons\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Bending Spoons<\/a>&nbsp;regna il mistero. Tant\u2019\u00e8 che, dopo l\u2019audizione della ministra dell\u2019Innovazione Paola Pisano, il Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti (Copasir) ha riconvocato per oggi, gioved\u00ec 7 maggio, il direttore del Dis Gennaro Vecchione e del suo vice, Roberto Baldoni, che saranno sentiti di nuovo in via straordinaria, prima del commissario Domenico Arcuri.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019audizione della ministra del 5 maggio avrebbe dovuto essere risolutiva. E invece Pisano, dopo aver ripetuto pi\u00f9 volte per diversi giorni che la app era stata scelta dalla sua task force di 74 esperti, a sorpresa davanti al Copasir \u2013 come confermano dal comitato \u2013 avrebbe tirato di mezzo il Dis. Dicendo che la task force ha svolto s\u00ec la scrematura tra le societ\u00e0, individuando le due app Immuni e CovidApp, ma poi la scelta sulla prima sarebbe stata fatta direttamente dall\u2019intelligence perch\u00e9 in linea con le direttive europee sul tracciamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, la ministra Cinque Stelle alla fine non avrebbe fatto che seguire le indicazioni degli 007 e comunicare la decisione al presidente del Consiglio. Una versione che per\u00f2 non collima con quanto dichiarato dal direttore del Dis Vecchione, che nella precedente audizione al Copasir aveva raccontato invece cio\u00e8 di aver valutato la app solo a scelta gi\u00e0 avvenuta, con l\u2019obiettivo di renderla sicura da possibili attacchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcosa non torna. E non solo per le dichiarazioni contraddittorie, che accrescono il mistero attorno alla scelta della app di Bending Spoons, ma anche per la cronologia degli eventi che hanno portato a Immuni.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante dopo oltre 20 giorni dalla scelta della Pisano dell\u2019app ancora non ci sia traccia, tra gli organi di governo il ministero dell\u2019Innovazione in realt\u00e0 \u00e8 stato il primo a essere allertato sull\u2019uso di strumenti tecnologici per combattere il virus. Prima ancora del lockdown di marzo, alla ministra viene infatti consegnato un piano per l\u2019uso dei big data per la gestione dell\u2019emergenza, che in quel momento ancora pochi intravedono.<\/p>\n\n\n\n<p>Il piano \u00e8 firmato da due professori: Carlo Alberto Carnevale Maff\u00e9 e Alfonso Fuggetta. Il primo insegna strategia d\u2019impresa alla Bocconi. Il secondo \u00e8 docente di informatica al Politecnico di Milano, dove dirige il Cefriel, polo tecnologico all\u2019avanguardia che in occasione dell\u2019Expo di Milano del 2015 aveva gi\u00e0 sviluppato il sistema E015 per monitorare attraverso i dati cosa accadeva in Lombardia durante l\u2019esposizione universale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il documento di 20 pagine propone l\u2019utilizzo dei biga data secondo il protocollo indicato dalla Commissione europea Dp-3T (<em>Decentralized Privacy-Preserving Proximity Tracing<\/em>) per andare a caccia del Covid e non subirlo passivamente solo con il lockdown. Il report viene inviato il 25 febbraio in Regione Lombardia. E tra fine febbraio e i primi giorni di marzo arriva sui tavoli del governo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea \u00e8 di applicarlo subito in Lombardia e poi nel resto d\u2019Italia. Dal Pirellone decidono di ignorare il documento. A Roma, invece, quei fogli approdano prima al ministero della Salute, che a sua volta passa la palla al ministero dell\u2019Innovazione. Ma qui si fermano.<\/p>\n\n\n\n<p>Pisano prende tempo. E per decidere il da farsi, al ministero dell\u2019Innovazione viene lanciata una call per selezionare esperti in grado di individuare soluzioni tecnologiche per la gestione del virus, sul modello sudcoreano di cui gi\u00e0 si parla tanto. Da qui nasce alla fine la task force di 74 esperti, a cui partecipano anche Carnevale Maff\u00e8 e Fuggetta, che firmano subito \u2013 come tutti i gruppi di esperti al lavoro in questo momento \u2013 un rigido accordo di riservatezza. I sei sottogruppi di super esperti cominciano cos\u00ec a lavorare e produrre report.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto siamo a marzo inoltrato. L\u2019Italia \u00e8 gi\u00e0 entrata nel tunnel del lockdown. Il governo per un intero mese non parla n\u00e9 di tracciamento dei contagi, n\u00e9 di big data. Dominano il \u201crestate a casa\u201d, i medici eroi, i bollettini delle 18 con la conta dei morti, e l\u2019appello per le donazioni. E tra le donazioni pi\u00f9 generose, ce n\u2019\u00e8 una che attira l\u2019attenzione e viene raccontata dai giornali. Quella di Bending Spoons, azienda milanese nota per lo sviluppo delle app e i ritiri aziendali in luoghi esotici, che il 12 marzo dona 1 milione di euro alla Protezione Civile.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019azienda per un po\u2019 scompare dai radar. Il 23 marzo, poi, il ministero dell\u2019Innovazione lancia il primo bando (fast call) alle aziende per lo sviluppo della app di&nbsp;<em>contact tracing<\/em>. Il termine per la presentazione dei progetti scade tre giorni dopo, il 26 marzo. Il 7 aprile vengono consegnate le relazioni dei gruppi della task force. E il 16 aprile arriva l\u2019ordinanza del commissario Arcuri che comunica la scelta: la societ\u00e0 individuata \u00e8 Bending Spoons, che svilupper\u00e0 la app Immuni.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questo momento, cala il mistero. I lavori istruttori della valutazione delle app all\u2019inizio sembrano esser stati secretati. Bocche cucite dallo staff della ministra, da cui negano per\u00f2 ogni segretezza sull\u2019iter decisionale. E anche da parte dei componenti della task force, obbligati all\u2019accordo di riservatezza. Ma mentre la ministra continua a ripetere che la app \u00e8 stata scelta dalla task force, dagli esperti che hanno lavorato per il ministero cominciano a sollevarsi i primi malumori. \u00abNon siamo stati noi a scegliere Immuni. \u00c8 una distorsione della verit\u00e0 attribuire a noi la scelta di una app\u00bb, sono le voci di alcuni di loro. Che inviano alla ministra una comunicazione in cui precisano che la responsabilit\u00e0 della scelta della app non pu\u00f2 essere attribuita alla task force.<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 il 30 aprile, solo dopo l\u2019approvazione del decreto legge sul&nbsp;<em>contact tracing<\/em>, sul sito del ministero dell\u2019Innovazione appaiono i report realizzati dai sottogruppi della task force. E cos\u00ec si scopre che il sottogruppo 6 (Tecnologie per l\u2019emergenza) non aveva indicato una sola app, ma aveva invece raccomandato al ministero di testarne due in parallelo, Immuni e CovidApp, prima di arrivare alla scelta definitiva. L\u20198 aprile anche il consigliere del ministro Speranza Walter Ricciardi aveva dichiarato all\u2019Ansa che per la selezione \u00abci sar\u00e0 una shortlist di app, ovvero una rosa di soluzioni tra cui scegliere\u00bb. Lo stesso metodo suggerito dal gruppo di lavoro della task force. Poi, per\u00f2, dal ministero dell\u2019Innovazione della Pisano \u00e8 arrivata la decisione di scegliere Immuni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon ero a conoscenza che i lavori della task force fossero giunti alla conclusione della doppia app\u00bb, ha detto lo stesso Arcuri in audizione davanti alla commissione Trasporti della Camera, precisando di non aver partecipato alla scelta della applicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi ha scelto quindi la app Immuni? L\u2019assenza di trasparenza su Immuni, che probabilmente non si chiamer\u00e0 pi\u00f9 cos\u00ec, non \u00e8 solo una questione di principio per il partito che ha fatto della trasparenza il suo cavallo di battaglia. Perch\u00e9 la app abbia qualche efficacia nel contenimento del contagio, i cittadini devono infatti scaricarla volontariamente. E per scaricarla, decidendo di condividere dati e spostamenti, devono potersi fidare.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre due settimane fa, anche l\u2019Associazione Luca Coscioni ha inviato al ministro per l\u2019Innovazione una richiesta formale di accesso agli atti, senza tuttavia ricevere risposta. Le richieste erano: conoscere i criteri di valutazione e i relativi punteggi e sapere chi e quanti hanno partecipato alla fast call. \u00abVisto che la app non sar\u00e0 obbligatoria, occorre coinvolgere le persone direttamente\u00bb, spiega il segretario Filomena Gallo. \u00abE per aver successo nella persuasione, occorre esser trasparenti e inclusivi\u00bb. Esattamente il contrario di quanto fatto finora.<\/p>\n\n\n\n<p>I ritardi si sono accumulati quando \u00e8 diventato evidente che il governo non avesse ancora le idee chiare su come procedere per assicurare la sicurezza del sistema, sia dal punto di vista informatico sia della privacy, considerato che si dovranno gestire informazioni sulla salute delle persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo alcuni confronti interni si \u00e8 deciso di coinvolgere le due societ\u00e0 pubbliche Sogei e PagoPa, per cercare di mantenere il pi\u00f9 possibile il controllo dei dati interno allo Stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sogei (Societ\u00e0 generale d\u2019informatica) \u00e8 controllata dal ministero dell\u2019Economia e si occupa dello sviluppo dei sistemi informatici per la pubblica amministrazione, come per esempio il recente sistema per il cosiddetto \u201c730 precompilato\u201d. La societ\u00e0 dovrebbe occuparsi della gestione dell\u2019infrastruttura su cui funzioner\u00e0 Immuni, assicurandosi che gli smartphone ricevano periodicamente gli aggiornamenti sugli utilizzatori dell\u2019applicazione risultati positivi, in modo che gli altri utenti entrati in contatto con loro possano ricevere avvisi sull\u2019essere stati esposti.<\/p>\n\n\n\n<p>PagoPa avrebbe un ruolo di coordinamento dell\u2019iniziativa, soprattutto per quanto riguarda le risorse da destinare alla creazione dell\u2019infrastruttura per gestire l\u2019applicazione da parte dei soggetti coinvolti.<\/p>\n\n\n\n<p>Sogei e PagoPa dovrebbero consentire di mantenere interna allo Stato la gestione dei dati, offrendo quindi qualche garanzia in pi\u00f9 per la privacy agli utenti, come richiesto anche dal Garante per la tutela dei dati personali. Arcuri ha inoltre spiegato che il responsabile unico nella gestione dei dati personali sar\u00e0 il ministero della Salute, e che ogni informazione sar\u00e0 rimossa alla fine dell\u2019emergenza sanitaria.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa dice Paola Pisano<\/strong><br>Negli ultimi giorni la ministra Pisano&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2020\/05\/05\/news\/coronavirus_immuni_copasir-255786812\/\">ha partecipato<\/a>&nbsp;a un\u2019audizione del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR), l\u2019organo del Parlamento che si occupa di controllare le attivit\u00e0 dei servizi segreti nel nostro paese. Pisano ha spiegato che il governo ha scelto Immuni \u2013 tralasciando CovidApp nonostante i consigli degli esperti \u2013 perch\u00e9 aveva ritenuto che questo potesse ridurre i tempi e anche i costi dell\u2019iniziativa. Pisano ha aggiunto che questa scelta era stata condivisa dal ministero della Salute e da quello dell\u2019Interno, con il coinvolgimento di Gennaro Vecchione, a capo del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS).<\/p>\n\n\n\n<p>Vecchione, per\u00f2, ha fornito al COPASIR una versione diversa: ha sostenuto di essere stato interpellato quando la scelta per Immuni era gi\u00e0 stata fatta. Il suo coinvolgimento era inoltre avvenuto per progettare la fase di valutazione della sicurezza dell\u2019applicazione, in modo da verificare l\u2019eventuale necessit\u00e0 di nuovi interventi per renderla pi\u00f9 sicura dagli attacchi informatici.<\/p>\n\n\n\n<p>La prossima settimana il COPASIR riascolter\u00e0 nuovamente Pisano e Vecchione per confrontare le loro versioni, e ricevere qualche spiegazione in pi\u00f9 sulle informazioni contrastanti che hanno fornito.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Modifiche in corsa<\/strong><br>Molti osservatori hanno fatto notare come nelle ultime settimane si siano accumulati numerosi ritardi su Immuni, dovuti per lo pi\u00f9 al cambiamento di diverse posizioni da parte del governo. Per giorni si \u00e8 discusso se il sistema dovesse essere centralizzato, con un registro degli utenti collegato alla app, oppure decentralizzato e quindi con la quasi totalit\u00e0 dei dati conservati sui singoli smartphone. La scelta \u00e8 infine ricaduta su questa seconda opzione, ritenuta pi\u00f9 pratica e sicura per la privacy, ma questo ha comportato nuove valutazioni su chi dovesse essere il gestore dei dati.<\/p>\n\n\n\n<p>I ritardi sono anche stati dovuti ad alcune novit\u00e0 tecniche emerse nelle ultime settimane, soprattutto in seguito al lancio del progetto di Apple e Google. Le modifiche ai loro sistemi operativi render\u00e0 pi\u00f9 semplice l\u2019impiego del Bluetooth e quindi la possibilit\u00e0 delle varie versioni della app di dialogare tra loro, anche se installate su sistemi operativi diversi. Pisano ha confermato che Immuni impiegher\u00e0 le soluzioni che Apple e Google stanno perfezionando.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizialmente Bending Spoons aveva aderito all\u2019iniziativa&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.pepp-pt.org\/\">Pan-European Privacy-Preserving Proximity Tracing (PEPP-PT)<\/a>, una collaborazione avviata a livello europeo per stabilire soluzioni comuni per il contact tracing, con una particolare attenzione alla privacy degli utenti. Il progetto era stato promosso da Chris Boos, imprenditore nei gruppi di consulenza del governo tedesco per la digitalizzazione della Germania, ma nelle ultime settimane ha perso credibilit\u00e0 e rilevanza in seguito a diverse accuse di scarsa trasparenza. Bending Spoons non compare pi\u00f9 nella pagina dei partner dell\u2019iniziativa, ma ha mantenuto contatti con Boos. Immuni \u00e8 infatti basata in parte sulle tecnologie Bluetooth per il tracciamento dei contatti realizzate da Arago, una societ\u00e0 con sede in Germania fondata dallo stesso Boos.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019adesione a PEPP-PT era stata valutata molto positivamente dai gruppi di esperti che dovevano valutare le applicazioni, perch\u00e9 almeno sulla carta sembrava offrire un sistema condiviso tra diversi paesi per il tracciamento dei contatti. Al momento della stesura delle loro relazioni non erano ancora emerse le critiche nei confronti di Boos per scarsa trasparenza, ma il fatto che Immuni avesse legami con una azienda del promotore dello stesso PEPP-PT&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/internet\/web\/2020\/05\/01\/app-immuni-contact-tracing-task-force\/\">ha fatto sollevare qualche perplessit\u00e0<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa succede adesso<\/strong><br>Dopo avere dichiarato che Immuni sarebbe stata pronta per i primi giorni di maggio, ultimamente Arcuri ha sostenuto che l\u2019applicazione sar\u00e0 messa a disposizione alla fine del mese, ma non ha fornito altri dettagli. In questo momento Bending Spoons e i suoi partner sono in attesa di avere indicazioni pi\u00f9 chiare dal governo sulle funzionalit\u00e0 che dovranno essere sviluppate all\u2019interno dell\u2019applicazione: in assenza di queste informazioni, non c\u2019\u00e8 modo di proseguire nello sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p>I punti ancora in sospeso continuano a essere molti e il governo non sta fornendo informazioni o aggiornamenti puntuali: non si sa di preciso come funzioner\u00e0 il sistema decentralizzato, non \u00e8 chiaro se spetter\u00e0 ai singoli utenti segnalare di avere scoperto di essere positivi e come, non ci sono dettagli su eventuali coinvolgimenti del Sistema sanitario nazionale per gestire le segnalazioni e non si sa quali altre funzioni potr\u00e0 offrire l\u2019applicazione sfruttando per esempio le altre infrastrutture informatiche della pubblica amministrazione (per esempio tramite SPID).<\/p>\n\n\n\n<p>Qualsiasi scelta tecnologica sar\u00e0 fatta, il tracciamento dei contatti potr\u00e0 comunque funzionare solo se il governo elaborer\u00e0 un piano coerente ed efficace. L\u2019esperienza della Corea del Sud ha mostrato come il contact tracing sia una risorsa utile solo se integrata in una strategia molto pi\u00f9 ampia per rilevare i contagi. Come ha segnalato in pi\u00f9 occasioni anche l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0, che fornisce consulenze scientifiche al governo, un\u2019applicazione deve fare da complemento a una struttura in grado di effettuare molti test tra la popolazione per rilevare i casi positivi e andare poi alla ricerca delle persone con cui sono venute in contatto, allo scopo di ridurre il pi\u00f9 possibile le nuove catene dei contagi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":1116,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[189,68],"class_list":["post-1114","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-uncategorized","tag-app","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/immuni.png","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1114","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1114"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1114\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1143,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1114\/revisions\/1143"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1116"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1114"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1114"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1114"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}