{"id":1730,"date":"2020-09-11T07:43:17","date_gmt":"2020-09-11T07:43:17","guid":{"rendered":"https:\/\/asproposito.it\/?p=1730"},"modified":"2025-02-12T09:10:32","modified_gmt":"2025-02-12T09:10:32","slug":"variante-alpha-b-1-1-7","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/2020\/09\/11\/variante-alpha-b-1-1-7\/","title":{"rendered":"Variante Alpha B.1.1.7"},"content":{"rendered":"\n<!--more-->\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1020\" height=\"680\" src=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/varianti-2.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-1741\" srcset=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/varianti-2.webp 1020w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/varianti-2-300x200.webp 300w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/varianti-2-768x512.webp 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1020px) 100vw, 1020px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"695\" height=\"524\" src=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/image-20.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1732\" srcset=\"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/image-20.png 695w, https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/image-20-300x226.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 695px) 100vw, 695px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Alfa, beta, gamma\u2026 Le varianti del virus SARS-CoV-2<\/h1>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leparoledellasalute.federsanitatoscana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/sars-cov-2-varianti-illustrazione-_1020x680.jpeg.webp\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Che cos\u2019\u00e8 una variante?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Con la locuzione&nbsp;<em>variante<\/em>&nbsp;<em>virale<\/em>, o pi\u00f9 semplicemente&nbsp;<em>variante<\/em>, nell\u2019ambito della medicina e della biologia si intende \u201cil risultato di una o pi\u00f9 mutazioni nel corredo genetico di un virus che ne modificano significativamente le caratteristiche (aspetto, trasmissibilit\u00e0, ecc.)\u201d (definizione tratta dal Nuovo Devoto-Oli). In altre parole, quando un virus infetta un organismo, il suo genoma (cio\u00e8 l\u2019insieme delle informazioni genetiche presenti) inizia a cambiare. Queste mutazioni, se comportano cambiamenti significativi, causano la nascita di una variante, una sorta di nuovo virus, che acquisisce rispetto alla forma originaria caratteristiche diverse, come un\u2019aggressivit\u00e0 pi\u00f9 forte o una maggiore velocit\u00e0 di diffusione (<a href=\"https:\/\/www.issalute.it\/index.php\/la-salute-dalla-a-alla-z-menu\/v\/varianti-virali#:~:text=Una%20variante%20si%20genera%20quando,rendono%20diverso%20dal%20virus%20originario.\">approfondisci sul sito dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Anche nel caso del SARS-CoV-2, che tutti conosciamo con il nome di coronavirus, le nuove varianti si sono generate in questo modo. Semplificando e riassumendo dal sito dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0, possiamo dire che il SARS-CoV-2 utilizza la proteina&nbsp;<em>Spike<\/em>&nbsp;per entrare nella cellula umana. Una volta dentro, rilascia il genoma (costituito nel caso del coronavirus soltanto da RNA) e costringe la cellula ospite a moltiplicarsi e a produrre copie fedeli del virus. Durante questo processo di moltiplicazione, si verificano spesso errori del tutto casuali, per cui le nuove copie di RNA non sono esattamente identiche a quelle originali. Nella maggior parte dei casi, queste mutazioni non comportano differenze sostanziali, ma contribuiscono alla naturale evoluzione del virus stesso. A volte, tuttavia, causano cambiamenti pi\u00f9 rilevanti (come detto all\u2019inizio, una maggiore aggressivit\u00e0 o velocit\u00e0 di diffusione), soprattutto se, nel caso del coronavirus, interessano anche la proteina<em>&nbsp;Spike<\/em>, che, una volta mutata, non viene pi\u00f9 riconosciuta dal sistema immunitario.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;<\/em><em>Quali sono le varianti del coronavirus?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Prima di elencare le varianti del coronavirus, bisogna distinguere tra&nbsp;<em>variant of interest<\/em>&nbsp;(abbreviato in VOI),&nbsp;<em>variant of concern<\/em>&nbsp;(VOC) e&nbsp;<em>variant under monitoring&nbsp;<\/em>(VUM). Queste etichette, che non hanno ancora un traducente italiano (letteralmente potremmo parlare di&nbsp;<em>variante che desta interesse<\/em>,&nbsp;<em>variante che desta preoccupazione&nbsp;<\/em>e<em>&nbsp;variante sotto monitoraggio<\/em>), sono date in base ad alcuni parametri scientifici e all\u2019impatto sulla societ\u00e0 e sulla salute (ad esempio la letalit\u00e0, la trasmissibilit\u00e0, la virulenza, ecc.). Secondo l\u2019OMS, che non include le VUM (ne parla, per\u00f2,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ecdc.europa.eu\/en\/covid-19\/variants-concern\">l\u2019European Centre for Disease Prevention and Control<\/a>), una variante \u00e8 considerata di interesse (VOI) se presenta mutazioni sospette in grado di causare cambiamenti significativi e se circola ampiamente (ad esempio, si hanno molti gruppi di persone infette o molti paesi colpiti). Queste varianti di interesse sono costantemente sotto monitoraggio nel caso in cui diventino varianti preoccupanti (VOC). Sono classificate in tal modo quelle che si diffondono pi\u00f9 facilmente, causano danni pi\u00f9 gravi, sfuggono alla risposta immunitaria dell\u2019organismo, cambiano la presentazione clinica o fanno diminuire l\u2019efficacia degli strumenti noti, come le misure per la salute pubblica, la diagnostica, i trattamenti e i vaccini (tradotto e riadattato dal sito dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.who.int\/emergencies\/diseases\/novel-coronavirus-2019\/question-and-answers-hub\/q-a-detail\/coronavirus-disease-(covid-19)-variants-of-sars-cov-2\">OMS<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Ad oggi, secondo il Ministero della Salute (<a href=\"https:\/\/www.salute.gov.it\/portale\/p5_1_2.jsp?id=250&amp;lingua=italiano\">aggiornamento al 17 giugno 2022<\/a>), le VOC presenti sono le seguenti (un elenco pi\u00f9 dettagliato \u00e8 presente&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ecdc.europa.eu\/en\/covid-19\/variants-concern\">qui<\/a>):<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Variante Alfa, identificata per la prima volta nel Regno Unito.<\/li>\n\n\n\n<li>Variante Beta, identificata in Sud Africa.<\/li>\n\n\n\n<li>Variante Gamma, con origine in Brasile.<\/li>\n\n\n\n<li>Variante Delta, rilevata per la prima volta in India.<\/li>\n\n\n\n<li>Variante Omicron, rilevata per la prima volta in Sud Africa il 24 novembre 2021. Attualmente predominante in Italia ed Europa.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.who.int\/en\/activities\/tracking-SARS-CoV-2-variants\/\">Dall\u2019OMS<\/a>&nbsp;possiamo riportare anche l\u2019elenco delle cosiddette VOI:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Variante Epsilon, identificata in America.<\/li>\n\n\n\n<li>Variante Zeta, rilevata per la prima volta in Brasile.<\/li>\n\n\n\n<li>Variante Eta, presente senza specificazioni in pi\u00f9 paesi.<\/li>\n\n\n\n<li>Variante Theta, identificata nelle Filippine.<\/li>\n\n\n\n<li>Variante Iota, comparsa in America.<\/li>\n\n\n\n<li>Variante Kappa, per la prima volta in India.<\/li>\n\n\n\n<li>Variante Lambda, rilevata in Per\u00f9.<\/li>\n\n\n\n<li>Variante Mu, presente in Colombia (<em>mu<\/em>\u00a0\u00e8 una variante di\u00a0<em>mi\u00a0<\/em>diffusa in ambito tecnico e scientifico)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><em>Perch\u00e9 si chiamano cos\u00ec?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In base alle linee guida concordate tra l\u2019OMS, l\u2019Organizzazione mondiale per la salute animale e l\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite per l\u2019alimentazione e l\u2019agricoltura, i nomi per le nuove malattie infettive non possono riferirsi a una posizione geografica, a un animale, a un individuo o a un gruppo di persone, ma devono essere pronunciabili e strettamente correlati alla malattia (leggi il testo completo&nbsp;<a href=\"https:\/\/apps.who.int\/iris\/bitstream\/handle\/10665\/163636\/WHO_HSE_FOS_15.1_eng.pdf\">qui<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo motivo, le prime varianti del coronavirus, che inizialmente erano chiamate con l\u2019etnico del Paese in cui erano state individuate la prima volta (ad esempio variante inglese, brasiliana, ecc.), hanno subito una ridenominazione pi\u00f9 neutra (d\u2019altronde la velocit\u00e0 con cui nascono e si diffondono queste nuove varianti non assicurano la biunivocit\u00e0 tra variante e un singolo Paese). A partire dal 31 maggio 2021, l\u2019OMS ha stabilito un nuovo sistema da usare nella comunicazione pubblica, ossia le lettere dell\u2019alfabeto greco (<a href=\"https:\/\/www.who.int\/activities\/tracking-SARS-CoV-2-variants\">qui la dichiarazione<\/a>). La motivazione che si legge nel comunicato \u00e8 la seguente: \u201cl\u2019uso di lettere dell\u2019alfabeto greco sar\u00e0 pi\u00f9 facile e pi\u00f9 pratico da utilizzare da parte dei non specialisti\u201d (tradotto dall\u2019inglese); in realt\u00e0 non tutti i nomi delle lettere greche sono familiari a chi il greco non lo sa (pensiamo a&nbsp;<em>theta<\/em>&nbsp;o a&nbsp;<em>lambda<\/em>), per cui si potrebbe piuttosto richiamare la tradizionale, massiccia presenza del greco nel linguaggio medico. Va per\u00f2 detto che queste etichette (in inglese&nbsp;<em>labels<\/em>, cos\u00ec definite dall\u2019OMS) non sostituiscono i nomi ufficiali dati all\u2019interno della comunit\u00e0 scientifica, in cui si utilizzano sistemi di nomenclatura pi\u00f9 complessi (<a href=\"https:\/\/www.gisaid.org\/\">GISAID<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/nextstrain.org\/\">Nextstrain<\/a>&nbsp;e&nbsp;<a href=\"https:\/\/cov-lineages.org\/\">Pango<\/a>), effettivamente inadatti al dibattito pubblico:<\/p>\n\n\n\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" width=\"431\" height=\"210\" src=\"https:\/\/leparoledellasalute.federsanitatoscana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Schermata-2022-07-14-alle-19.35.44-300x146.png.webp\">Immagine tratta dal&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.who.int\/en\/activities\/tracking-SARS-CoV-2-variants\/\">sito<\/a>&nbsp;dell\u2019OMS<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte, le lettere greche evitano di ricondurre una malattia a un posto specifico, che verrebbe di conseguenza stigmatizzato. Tuttavia, l\u2019OMS ha dichiarato che anche alcune lettere greche potrebbero offendere alcune popolazioni o creare confusioni (<a href=\"https:\/\/www.who.int\/emergencies\/diseases\/novel-coronavirus-2019\/question-and-answers-hub\/q-a-detail\/coronavirus-disease-(covid-19)-variants-of-sars-cov-2\">qui<\/a>&nbsp;il comunicato). Effettivamente, mancano all\u2019appello le due lettere greche&nbsp;<em>nu&nbsp;<\/em>(variante di&nbsp;<em>ni<\/em>) e&nbsp;<em>xi<\/em>. Le motivazioni di tale scelta sono state spiegate dalla portavoce dell\u2019OMS, Margaret Harris. Riportiamo qui la notizia, citando da&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.swissinfo.ch\/ita\/ecco-perch%C3%A9-la-nuova-variante-si-chiama--omicron-\/47146366\">swissinfo.ch<\/a>: \u00abLa lettera \u2018Nu\u2019 \u00e8 stata scartata perch\u00e9 suona, in inglese, troppo simile a \u2018new\u2019. Questo avrebbe generato confusione nel mondo anglofono: la gente avrebbe magari pensato che si trattasse solo di una nuova variante, non del nome di quella variante. Quanto alla lettera \u2018Xi\u2019, l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 ha deciso di passare oltre perch\u00e9 \u2018Xi\u2019 \u00e8 un cognome molto comune in Cina [\u2026]. Certo, \u2018Xi\u2019 \u00e8 pure il cognome del presidente cinese, Xi Jinping, che sicuramente non avrebbe gradito che la nuova e pericolosa variante del virus portasse il suo cognome\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Kevin De Vecchis<\/p>\n\n\n\n<p>Crediti foto:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.focus.it\/scienza\/salute\/emerge-nuova-variante-covid-sudafrica\">Focus<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Varianti: dall\u2019Alfa all\u2019Omicron del Coronavirus<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Giuseppe Novelli: \u201cUn virus dal punto di vista biologico sa solo infettare e replicarsi. Pi\u00f9 copie di s\u00e9 produce, pi\u00f9 rischia di commettere errori. Le varianti sono le differenze rispetto alla sequenza originale\u201d&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>Risale a due anni fa&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC7095418\/pdf\/41586_2020_Article_2012.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la pubblicazione&nbsp;della prima mappa genetica di un nuovo coronavirus<\/a>&nbsp;che poi diventer\u00e0 noto a tutti con il nome di&nbsp;<strong>SARS-CoV-2<\/strong>. \u00c8 il principio &#8211; o l\u2019Alfa, per usare una metonimia &#8211; di un lungo e difficoltoso periodo di convivenza col&nbsp;<a href=\"safari-reader:\/\/www.osservatorioterapieavanzate.it\/coronavirus\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">coronavirus<\/a>&nbsp;pi\u00f9 celebre della storia tanto che oggi, in un susseguirsi di varianti dal diverso significato clinico, questo triste racconto \u00e8 giunto al capitolo Omicron. Ma&nbsp;<strong>nel continuo su e gi\u00f9 per l\u2019alfabeto greco vien spontaneo chiedersi cosa rappresenti la \u201cvariante\u201d di un virus<\/strong>: perch\u00e9 si parla cos\u00ec insistentemente di Alfa, Beta, Delta e Omicron? E quali sono le differenze tra ognuna di esse, con riguardo al potenziale di infezione, ai test diagnostici, ai vaccini e ai farmaci usati per combattere il COVID-19?&nbsp;Per rispondere nel modo pi\u00f9 esauriente possibile a queste domande, Osservatorio Terapie Avanzate si \u00e8 rivolto a&nbsp;<strong>Giuseppe Novelli<\/strong>, Professore di Genetica Medica all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Roma Tor Vergata.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">COSA SONO LE VARIANTI?&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p>I virus non possono essere considerati organismi viventi al pari delle tante specie animali e vegetali che popolano la Terra o degli stessi batteri i quali, nella loro semplicit\u00e0, sono essi stessi cellule. \u201c<strong>Un virus \u00e8 solamente un filamento di DNA o RNA impacchettato e pronto per essere conservato nelle cellule ospiti<\/strong>\u201d, spiega&nbsp;<strong>Giuseppe Novelli&nbsp;<\/strong>che in pi\u00f9 di un\u2019occasione ha evidenziato&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.osservatoriomalattierare.it\/news\/ricerca-scientifica\/17470-covid-19-dalla-genomica-le-chiavi-di-comprensione-del-virus\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il ruolo di spicco esercitato dalla genetica nel processo conoscitivo del virus SARS-CoV-2<\/a>. \u201cPertanto,&nbsp;<strong>esso si replica nelle cellule che infetta e, cos\u00ec facendo, pu\u00f2 andare incontro a errori di copiatura<\/strong>. Un virus \u00e8 come una fotocopiatrice che produce milioni di copie di s\u00e9 stesso ma, se il foglio \u00e8 mal posizionato o il toner si esaurisce, alcune di quelle copie possono risultare differenti dall\u2019originale.&nbsp;<strong>Le varianti, dunque, insorgono sostanzialmente per errori di replica del virus. Pi\u00f9 un virus replica, pi\u00f9 muta e pi\u00f9 si producono varianti diverse dalla sequenza originale<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In genere i virus come il SARS-CoV-2&nbsp;<strong>entrano nelle cellule, perdendo il loro rivestimento protettivo, e iniziano a replicare il loro materiale genetico<\/strong>&nbsp;per produrre le proteine virali necessarie a ricostituire i componenti di nuovi virus da disperdere nell\u2019ambiente. Per fare ci\u00f2 essi&nbsp;<strong>sfruttano le cellule dell\u2019ospite e alcuni possono rimanere latenti per molto tempo<\/strong>&nbsp;prima di tornare a moltiplicarsi. Inevitabilmente, ci\u00f2 comporta un contatto con le cellule ospiti e accresce il rischio di generare varianti. \u201cEsistono varianti neutre, varianti che possono favorire la diffusione del virus e altre che, invece lo conducono ad estinguersi\u201d, prosegue Novelli. \u201c<strong>Del virus SARS-CoV-2 si conoscono migliaia di varianti ma le pi\u00f9 note sono Alfa, Beta, Delta e adesso Omicron. Esse sono tra loro molto differenti<\/strong>. Ad esempio, Omicron si diffonde con maggior velocit\u00e0 di Beta perch\u00e9 \u00e8 dotata di un doppio meccanismo di ingresso nelle cellule, ma tende a generare malattia soprattutto nelle cellule delle vie aeree superiori, suscitando bronchiti, al contrario di Delta che colpisce i polmoni provocando polmoniti con conseguenze molto pi\u00f9 gravi\u201d. Dagli ultimi dati emersi dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.iss.it\/cov19-cosa-fa-iss-varianti\/-\/asset_publisher\/yJS4xO2fauqM\/content\/id\/5940827?_com_liferay_asset_publisher_web_portlet_AssetPublisherPortlet_INSTANCE_yJS4xO2fauqM_redirect=https%3A%2F%2Fwww.iss.it%2Fcov19-cosa-fa-iss-varianti%3Fp_p_id%3Dcom_liferay_asset_publisher_web_portlet_AssetPublisherPortlet_INSTANCE_yJS4xO2fauqM%26p_p_lifecycle%3D0%26p_p_state%3Dnormal%26p_p_mode%3Dview%26_com_liferay_asset_publisher_web_portlet_AssetPublisherPortlet_INSTANCE_yJS4xO2fauqM_cur%3D0%26p_r_p_resetCur%3Dfalse%26_com_liferay_asset_publisher_web_portlet_AssetPublisherPortlet_INSTANCE_yJS4xO2fauqM_assetEntryId%3D5940827\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">indagine<\/a>&nbsp;condotta ad inizio gennaio dall\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 e dal Ministero della Salute<strong>&nbsp;la prevalenza della variante Omicron in Italia \u00e8 superiore all\u201980%<\/strong>. L\u2019indagine svolta a dicembre indicava una prevalenza di Omicron del 21%, numeri che da soli sono sufficienti a spiegarne l\u2019elevata contagiosit\u00e0. \u201cPi\u00f9 il tasso di mutazione \u00e8 alto e pi\u00f9 i virus mutano\u201d, precisa Novelli. \u201c<strong>Tuttavia rispetto ad altri virus<\/strong>, come quello dell\u2019HIV, i coronavirus hanno tassi di variabilit\u00e0 pi\u00f9 bassi perch\u00e9 sono dotati di una sorta di correttore di bozze che cerca di correggere gli errori riducendo il numero delle varianti\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">COME SI ORIGINA UNA NUOVA VARIANTE?<\/h4>\n\n\n\n<p>E allora perch\u00e9 si sente dire che Omicron \u00e8 dotata di un numero straordinariamente grande di mutazioni (sono 37 solo sulla proteina Spike)? \u201c<strong>A favorire la diffusone di una variante sono le condizioni ambientali e, nel caso di un virus, contano le condizioni di salute dell\u2019ospite<\/strong>\u201d, chiarisce Novelli. \u201cGli individui immunodepressi, come i malati di AIDS e quanti soffrono di patologie immunitarie gravi, non hanno le armi per difendersi dal virus come coloro che sono in salute.&nbsp;<strong>E dove queste difese mancano il virus replica e muta di pi\u00f9<\/strong>\u201d. Non a caso, varianti come Delta e Omicron si sono prodotte rispettivamente in India e Sud-Africa, dove il virus \u00e8 stato libero di circolare e moltiplicarsi. \u201cOmicron si \u00e8 originata in Sud-Africa, circolando soprattutto tra i malati cronici di AIDS che sono stati contagiati con molta probabilit\u00e0 dal ceppo originario, forse addirittura Alfa\u201d, aggiunge l\u2019esperto di genetica. \u201cIn tal modo il virus ha avuto occasione di replicarsi e cambiare, accumulando l\u2019impressionante numero di mutazioni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le varianti possono contenere diverse mutazioni pertanto \u00e8 necessario classificarle in base ad esse, inserendole in database consultabili da tutti i ricercatori del mondo.<\/strong>&nbsp;Facendo comunque attenzione a non commettere errori. \u201c<strong>Deltacron<\/strong>, di cui si \u00e8 sentito molto parlare negli ultimi giorni \u00e8 una falsa variante, si tratta di un errore generatosi nel momento in cui gli scienziati hanno pensato di trovarsi di fronte a un nuovo virus\u201d, precisa Novelli.&nbsp;\u201cInvece,&nbsp;<strong>molto probabilmente si trattava di due ceppi virali che avevano contemporaneamente infettato il medesimo individuo<\/strong>. Per quanto raro, un tale evento pu\u00f2 accadere. Tant\u2019\u00e8 che Deltacron \u00e8 stata subito ritirata e cancellata dagli archivi\u201d. \u00c8 la stessa cosa che accade quando si va a ricercare il DNA nei luoghi del delitto. Si trovano tracce di sangue di vario tipo perch\u00e9 il sangue di due persone non si distingue alla vista. Poi per\u00f2, l\u2019analisi del DNA aiuta a distringere e classificare.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">I TEST DIAGNOSTICI SONO UTILI CONTRO LE VARIANTI?<\/h4>\n\n\n\n<p>Il riconoscimento delle varianti passa attraverso il&nbsp;<strong>sequenziamento del materiale virale<\/strong>&nbsp;ma a fronte di tutto ci\u00f2 viene da interrogarsi sulle capacit\u00e0 degli attuali test diagnostici (potete consultare&nbsp;<strong><a href=\"safari-reader:\/\/www.osservatorioterapieavanzate.it\/news\/covid-19-comprendere-i-test-necessari-per-una-corretta-diagnosi\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">l\u2019infografica realizzata l\u2019anno scorso da Osservatorio Terapia Avanzate<\/a><\/strong>&nbsp;per fare chiarezza sui diversi test) di identificare le nuove varianti virali e favorire una diagnosi certa di malattia. \u201cAbbiamo dei<strong>&nbsp;test basati su Real Time PCR<\/strong>&nbsp;differenziata basati sul riconoscimento della proteina Spike (S)\u201d, afferma Novelli. \u201cPer capire se ci si trova davanti a Omicron basta cercare contemporaneamente le proteine strutturali S, N (Nucleocapside) ed E (Envelope). Qualora si vedano solo N ed E e non si veda S, probabilmente la positivit\u00e0 \u00e8 dovuta alla variante Omicron. Questi kit sono gi\u00e0 in commercio \u00e8 vengono usati per capire che tipo di anticorpo monoclonale sia possibile somministrare al paziente. Infatti,&nbsp;<strong>non tutti gli anticorpi monoclonali hanno effetti nel trattamento della malattia suscitata dalla variante Omicron<\/strong>&nbsp;(l\u2019unico anticorpo monoclonale efficace in questa circostanza \u00e8 Sotrovimab, approvato sia da EMA che da AIFA, n.d.r.)&nbsp;<strong>e prima di iniziare il trattamento bisogna esser certi della variante per dare al paziente il monoclonale giusto<\/strong>. Questa \u00e8 medicina personalizzata\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">COME ARGINARE LA DIFFUSIONE DELLE VARIANTI?&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p>Per limitare la corsa dei virus servono i vaccini che addestrano il sistema immunitario a difendersi dall\u2019attacco del patogeno, non solo attraverso la produzione degli anticorpi ma anche tramite la stimolazione delle cellule T, che uccidono le cellule infettate dal virus, e delle cellule della memoria.&nbsp;<strong>I dati oggi disponibili indicano che i&nbsp;<a href=\"safari-reader:\/\/www.osservatorioterapieavanzate.it\/innovazioni-tecnologiche\/altre-innovazioni\/vaccini-a-rna-una-storia-iniziata-30-anni-fa\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">vaccini a mRNA<\/a>&nbsp;sono in grado di proteggerci dalle forme gravi di COVID-19 educando il sistema immunitario a rispondere.<\/strong>Anche di fronte alle varianti. \u201cLa terza dose \u00e8 fondamentale per aumentare la quota di anticorpi ma nello stesso tempo stimola diverse componenti del sistema immunitario, attivando anche altri meccanismi di difesa\u201d, spiega Novelli. \u201cPer questo occorre vaccinare il pi\u00f9 possibile. Soprattutto in Paesi come Africa e Sud-America dove il virus \u00e8 libero di diffondersi e generare varianti\u201d. Prima di pensare alla quarta dose per la popolazione generale &#8211; sulle cui tempistiche \u00e8 opportuno attendere i dati di Paesi come Israele che per primi hanno iniziato le somministrazioni &#8211; \u00e8 bene pensare a&nbsp;<strong>rinforzare l\u2019immunit\u00e0 nelle persone immunodepresse<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl virus SARS-CoV-2 non sparir\u00e0 mai pertanto dovremo imparare a conviverci\u201d, conclude Novelli. \u201c<strong>Come \u00e8 accaduto per il virus Epstein-Barr, per l\u2019HIV o per il virus dell\u2019influenza l\u2019umanit\u00e0 dovr\u00e0 adattarsi anche al SARS-CoV-2<\/strong>, combattendolo con i vaccini,&nbsp;i farmaci come gli anticorpi monoclonali o gli antivirali su cui si sta facendo tanta ricerca e che saranno disponibili gi\u00e0 nei prossimi mesi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Le nuove varianti di SARS-CoV-2 e il loro impatto in salute&#8230;<\/h1>\n\n\n\n<p>Le nuove varianti di SARS-CoV-2 e il loro impatto in salute pubblica<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fabrizio Maggi<\/strong><br>Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Universit\u00e0 dell\u2019Insubria&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019evoluzione di SARS-CoV-2 \u00e8 sotto stretto monitoraggio della comunit\u00e0 scientifica che ha classificato le diverse varianti fin qui emerse in base al loro impatto su patogenesi, clinica e terapia del virus, attuando una sorta di screening per selezionare quelle realmente significative.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia dell\u2019uomo \u00e8 stata da sempre caratterizzata dalla comparsa di epidemie e\/o pandemie anche prima di quella attuale, causata dal nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Mai come adesso, per\u00f2, forte \u00e8 stato l\u2019impatto che la pandemia ha avuto nel rendere universali conoscenze e concetti di Virologia, fin qui materia per pochi studiosi del settore. Ecco allora che termini come R0, spike, genoma, antigene e variante sono diventati di uso comune, spesso con conseguenti imprecisioni sulla loro esatta definizione ed interpretazione. Fra tutti, il termine \u201cvariante\u201d \u00e8 quello che forse ha assunto la pi\u00f9 ampia universalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Come accade naturalmente a tutti i virus, in particolare quelli dotati di un genoma a RNA, il SARS-CoV-2 fin dalla sua comparsa ha iniziato a cambiare, introducendo nel genoma nuove mutazioni che il virus ha selezionato in base alla loro capacit\u00e0 di dare un vantaggio evolutivo. Sebbene la capacit\u00e0 di mutare sia minore per il SARS-CoV-2 rispetto a molti altri virus a RNA (1), il ceppo originario di Wuhan si \u00e8 rapidamente diversificato in ceppi che, favoriti dall\u2019introduzione di una o pi\u00f9 mutazioni, hanno acquisito una migliore fitness e sono presto diventati prevalenti. Un isolato di SARS-CoV-2 mutato rispetto al virus originale \u00e8 indicato col termine di \u201cvariante\u201d. Finora sono state identificate in tutto il mondo centinaia di varianti di SARS-CoV-2, molte delle quali caratterizzate da mutazioni che influenzano significativamente la biologia del virus. La comparsa di mutazioni ha infatti prevalentemente interessato il gene S del genoma di SARS-CoV-2, il cui prodotto proteico \u00e8 deputato all\u2019interazione con la cellula ospite ed \u00e8 bersaglio principale della risposta immunitaria all\u2019infezione. Altre regioni geniche hanno acquisito mutazioni, a dimostrazione di come l\u2019intero genoma di SARS-CoV-2 stia subendo una forte pressione selettiva al cambiamento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Classificazione delle varianti<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019evoluzione del virus \u00e8 costantemente sotto attento monitoraggio da parte della comunit\u00e0 scientifica che, molto opportunamente, ha ritenuto di classificare le diverse varianti fin qui emerse in base al loro impatto sulla patogenesi, sulla clinica e sulla terapia del virus, attuando una sorta di screening volto a selezionare le sole varianti realmente significative. Attualmente, l\u2019<em>Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0<\/em>&nbsp;raccomanda di identificare le varianti con lettere dell\u2019alfabeto greco e di suddividerle in due gruppi principali: le varianti di preoccupazione (<em>Variants of Concern<\/em>, VOC) e le varianti di interesse (<em>Variants of Interest<\/em>, VOI) (<strong>Tabella 1<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 evidente come tale classificazione sia provvisoria perch\u00e9 dinamica e in costante aggiornamento, dovendo tener conto della continua comparsa di nuove varianti e dell\u2019acquisizione di sempre pi\u00f9 approfondite conoscenze su quelle gi\u00e0 circolanti (2).<\/p>\n\n\n\n<p>Un mutante di SARS-CoV-2 acquisisce la patente di VOI quando diventa capace di produrre cluster epidemici ad elevata trasmissibilit\u00e0 e\/o risulta circolare in pi\u00f9 aree del mondo. Ma \u00e8 verso le VOC che \u00e8 rivolta la pi\u00f9 grande attenzione, visto che questi mutanti hanno acquisito le caratteristiche fenotipiche di maggior impatto sulle misure di prevenzione e controllo dell\u2019infezione da SARS-CoV-2. Queste caratteristiche, infatti, possono essere associate ad una pi\u00f9 elevata trasmissibilit\u00e0, una maggior gravit\u00e0 della malattia, un pi\u00f9 probabile rischio di reinfezione e un effetto di&nbsp;<em>immune escape<\/em>&nbsp;nei confronti di anticorpi monoclonali e\/o risposta protettiva indotta dai vaccini (3). Non secondario \u00e8 poi l\u2019impatto che le VOC hanno sui test molecolari (e\/o antigenici) usati per la diagnosi d\u2019infezione. C\u2019\u00e8 evidenza, infatti, che le performance di alcuni saggi molecolari siano influenzate dalla presenza di mutazioni e forte \u00e8 la raccomandazione all\u2019uso di test multiplex che non abbiano esclusivamente il gene S come target d\u2019amplificazione. Anche il possibile impatto di nuove mutazioni sui test diagnostici basati sulla rilevazione degli antigeni virali \u00e8 in costante e attento monitoraggio.<\/p>\n\n\n\n<p>La peculiarit\u00e0 pi\u00f9 evidente e facilmente dimostrabile delle VOC \u00e8&nbsp;<em>la trasmissibilit\u00e0<\/em>, sicuramente pi\u00f9 elevata rispetto all\u2019isolato non mutato di SARS-CoV-2 (4-5). La variante Alpha, identificata per la prima volta nel Regno Unito, e la Beta, originaria del Sudafrica, hanno dimostrato di essere circa 1,5 volte pi\u00f9 trasmissibili del ceppo originario di Wuhan. Ancor pi\u00f9 trasmissibile \u00e8 la variante Gamma (2 volte in pi\u00f9 rispetto al non mutato) e soprattutto la variante indiana Delta che, con una trasmissibilit\u00e0 di oltre 2,5 volte superiore alla variante Alpha, \u00e8 oggi il mutante che desta la maggior preoccupazione in quanto a potenzialit\u00e0 di trasmissione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora non del tutto chiari i motivi alla base dell\u2019aumento di trasmissibilit\u00e0. Ci sono evidenze che le VOC possano produrre infezioni caratterizzate da livelli pi\u00f9 elevati di virus. La variante Alpha, la pi\u00f9 studiata sotto questo aspetto, appare produrre infezioni con titoli 1-2 volte superiori al ceppo originario (6), ed anche la capacit\u00e0 replicativa delle varianti Beta e Gamma risulta spesso particolarmente elevata. Tuttavia, questi dati meritano particolare attenzione: i saggi molecolari generalmente usati per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 sono qualitativi e le differenze quantitative osservate sono misurate in Ct (<em>cycle threshold<\/em>), un parametro che di per s\u00e9 non \u00e8 un indicatore assoluto di quantit\u00e0, tanto pi\u00f9 quando l\u2019analisi \u00e8 condotta su campioni biologici (es. i tamponi respiratori) che mal si prestano ad indagini di tipo quantitativo. Anche la dimostrata capacit\u00e0 delle VOC (in particolare della Alpha) di indurre infezioni con pi\u00f9 prolungata persistenza ed eliminazione del virus dall\u2019apparato respiratorio \u00e8 stata utilizzata per giustificarne la trasmissibilit\u00e0. Ci\u00f2 che maggiormente influenza la diffusibilit\u00e0 delle VOC \u00e8 per\u00f2 il cambio conformazionale che alcune mutazioni determinano a carico della proteina Spike, in particolare della porzione RBD (<em>Receptor-binding domain<\/em>). La mutazione N501Y presente nelle varianti Alpha, Beta e Gamma e, in minor misura, la L452R, tipica della variante Delta, aumentano l\u2019affinit\u00e0 di RBD per il recettore cellulare ACE2 (fino a pi\u00f9 di 4 volte nel caso della variante Beta) determinando un legame molto pi\u00f9 efficiente tra virus e cellula ospite che si traduce in un pi\u00f9 efficace processo di infezione (7).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altro significativo aspetto associato alle VOC \u00e8 la capacit\u00e0 di indurre&nbsp;<em>pi\u00f9 severe manifestazioni cliniche<\/em>. Sebbene questa capacit\u00e0 osservata in tanti cluster epidemici sia stata spesso ritenuta solo conseguenza della rapidit\u00e0 di diffusione delle varianti, dati sempre pi\u00f9 solidi stanno emergendo sul ruolo patogenetico diretto che le VOC potrebbero avere. In questa direzione, la dimostrazione di un\u2019associazione fra infezione da variante Alpha e aumento del rischio di ospedalizzazione (10% in pi\u00f9 rispetto al ceppo originale di Wuhan), di ricovero in terapia intensiva (1,5% in pi\u00f9) e di mortalit\u00e0 (fino all\u20198% in pi\u00f9 in maschi oltre gli 84 anni di et\u00e0). Ancor pi\u00f9 elevato il rischio attribuito alle varianti Beta e Gamma: pi\u00f9 20% di ricovero in ospedale, pi\u00f9 2% in terapia intensiva.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Immune-escape<\/em>&nbsp;e reinfezione<\/h2>\n\n\n\n<p>La maggior preoccupazione legata alle varianti \u00e8 forse la loro&nbsp;<em>capacit\u00e0 di immune-escape<\/em>, ossia di innescare quel processo che pu\u00f2 portare ad aggirare l\u2019effetto protettivo dovuto agli anticorpi neutralizzanti prodotti a seguito di un\u2019infezione naturale e\/o di una vaccinazione o somministrati nel corso di una immunoterapia passiva (8). Il frammento RBD posto all\u2019interno della proteina Spike di SARS-CoV-2 \u00e8 l\u2019hotspot della neutralizzazione del virus. Gli anticorpi anti-RBD, infatti, pur rappresentando una modesta proporzione delle IgG anti-Spike prodotte da soggetti naturalmente infettati, contribuiscono quasi alla totalit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 neutralizzante. Ecco perch\u00e9 mutazioni introdotte nell\u2019RBD, e pi\u00f9 in particolare a livello dei residui amminoacidici 438-506 (es. la mutazione E484K), possono risultare le pi\u00f9 dannose favorendo l\u2019immune-escape della VOC che le ha acquisite.<\/p>\n\n\n\n<p>Una prima conseguenza di questo&nbsp;<em>immune-escape<\/em>&nbsp;\u00e8 associata alla possibilit\u00e0 delle VOC di contribuire a casi di&nbsp;<em>reinfezione<\/em>. La reinfezione da SARS-CoV-2 \u00e8 un evento raro, con casi riportati al di sotto dell\u20191%, pi\u00f9 frequenti in soggetti anziani e\/o immunocompromessi. Ci\u00f2 dimostra come gli anticorpi prodotti nel corso dell\u2019infezione naturale siano efficaci nel neutralizzare le nuove infezioni con lo stesso ceppo di SARS-CoV-2, c\u2019\u00e8 tuttavia qualche evidenza che possano essere non completamente protettivi contro le infezioni dovute a VOC. Infatti, casi di reinfezione sono stati descritti con la variante Alpha, ma sono pi\u00f9 numerosi quelli con le varianti Gamma e soprattutto Delta.<\/p>\n\n\n\n<p>La recente introduzione dell\u2019immunoterapia attiva e passiva nel contrasto alla diffusione dell\u2019infezione da SARS-CoV-2 ha reso le VOC focus di moltissimi studi volti a definire la loro capacit\u00e0 di \u201csfuggire\u201d al trattamento (9). La selezione delle mutazioni fin qui acquisite dal SARS-CoV-2 sembra soprattutto indirizzata verso l\u2019incremento di trasmissibilit\u00e0, per\u00f2, \u00e8 indubbio che le VOC abbiano qualche impatto negativo anche sulla risposta alla vaccinazione. L\u2019entit\u00e0 dell\u2019impatto \u00e8 diversa per le differenti varianti e dipende molto anche dal tipo di vaccino utilizzato. I vaccini a mRNA, per esempio, sembrano pienamente efficaci contro la variante Alpha ma un po\u2019 meno protettivi contro la Beta, Gamma e Delta. La variante Beta appare anche pi\u00f9 capace di sfuggire, sebbene parzialmente, agli anticorpi prodotti da altre tipologie di vaccino.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Impatto sulla terapia<\/h2>\n\n\n\n<p>Infine, per quanto riguarda la terapia in uso contro SARS-CoV-2, preliminari evidenze indicano che alcuni anticorpi monoclonali risultano meno efficaci contro le VOC ma soprattutto che il loro utilizzo \u00e8 in grado, in alcuni casi, di contribuire alla selezione di mutazioni che pesantemente riducono la loro efficacia terapeutica (10).<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, l\u2019impatto che le varianti di SARS-CoV-2 esercitano sulla salute pubblica rende prioritario il loro monitoraggio per caratterizzarne diffusione e potenzialit\u00e0 patogenetica e dimostra quanto importante sia la messa in atto di misure volte alla soppressione della replicazione del virus e della generazione di nuove e pi\u00f9 pericolose varianti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Rausch JW, Capoferri AA, Katusiime MG, et al. Low genetic diversity may be an Achilles heel of SARS-VoV-2. Proc Natl Acad Sci USA 2020; 117(40): 24614-24616.<\/li>\n\n\n\n<li>Konings F, Perkins MD, Kuhn JH, et al. SARS-CoV-2 Variants of Interest and Concern naming scheme conducive for global discourse. Nat Microbiol 2021.&nbsp;<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41564-021-00932-w\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41564-021-00932-w<\/a>.<\/li>\n\n\n\n<li>ECDC. Public health impact of SARS-CoV-2 variants of concern: scoping review protocol. 18 May 2021.<\/li>\n\n\n\n<li>Nicholas G. Davies NG, Sam Abbott S, et al. Estimated transmissibility, and impact of SARS-CoV-2 lineage B.1.1.7 in England. Science 2021; 372: 149.<\/li>\n\n\n\n<li>Faria NR, Mellan TA, Whittaker C, et al. Genomics and epidemiology of the P.1 SARS-CoV-2 lineage in Manaus, Brazil. Science 2021; 372:815\u2013821.<\/li>\n\n\n\n<li>Kidd M, Richter A, Best A, et al. S-variant SARS-CoV-2 lineage B1.1.7 is associated with significantly higher viral load in samples tested by TaqPath polymerase chain reaction. J Infect Dis 2021; 223(10):1666-1670.<\/li>\n\n\n\n<li>Binquan Luan B, Wang H, Huynh T, et al. Enhanced binding of the N501Y-mutated SARS-CoV-2 spike protein to the human ACE2 receptor: insights from molecular dynamics simulations. FEBS Lett 2021; 595:1454\u20131461.<\/li>\n\n\n\n<li>Altmann DM, Boyton RJ, Beale R. Immunity to SARS-CoV-2 variants of concern. Science 2021; 371(6534):1103-1104.<\/li>\n\n\n\n<li>Shapiro J, Dean NE, Madewell ZJ, et al. Efficacy estimates for various COVID-19 vaccines: what we know from the literature and reports. medRxiv May 21, 2021.<\/li>\n\n\n\n<li>Starr TN, Greaney AJ, Dingens AS, et al. Complete map of SARS-CoV-2 RBD mutations that escape the monoclonal antibody LY-CoV555 and its cocktail with LY-CoV016. Cell Rep Med 2021; 2:100255.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Nuove varianti SARS-CoV-2: quale impatto nel mondo?<\/h1>\n\n\n\n<p>In tutto il mondo sono state identificate finora centinaia di varianti di SARS CoV-2. Per questo motivo l\u2019OMS (Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0) e la rete internazionale di esperti monitorano costantemente le mutazioni del virus, al fine di attuare misure di contenimento mirate e tempestive per prevenirne la diffusione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma cos\u2019\u00e8 una mutazione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un virus, durante la replicazione, ossia quando crea copie di se stesso, attraverso un meccanismo naturale di accumulo di errori genera la comparsa di cambiamenti chiamati&nbsp;<strong>\u201cmutazioni\u201d.&nbsp;<\/strong>Un virus con una o pi\u00f9 mutazioni viene indicato come<strong>&nbsp;\u201cvariante\u201d&nbsp;<\/strong>del virus originale. Le varianti di SARS CoV-2 individuate sono circa&nbsp;<strong>700<\/strong>, di cui alcune presentano differenze solo minime. Solo alcune varianti destano preoccupazione per la salute pubblica a causa di mutazioni che possono conferire al virus un\u2019aumentata capacit\u00e0 diffusiva, una potenziale resistenza a trattamenti terapeutici come gli anticorpi monoclonali e la capacit\u00e0 di eludere la protezione vaccinale.Le varianti che destano pi\u00f9 preoccupazione sono la variante&nbsp;<strong>Alfa<\/strong>, identificata per la prima volta nel Regno Unito, la variante&nbsp;<strong>Beta<\/strong>&nbsp;in Africa, la variante&nbsp;<strong>Gamma<\/strong>&nbsp;in Brasile e le varianti&nbsp;<strong>Delta&nbsp;<\/strong>e&nbsp;<strong>Delta plus<\/strong>&nbsp;rilevate in India.Da pochi giorni fra le \u201cVarianti di interesse\u201d (VOI) spunta anche la variante&nbsp;<strong>Epsilon.<\/strong>La variante Delta include una serie di mutazioni tra cui E484Q, L452R e P681R, la cui contemporanea presenza desta ragionevole preoccupazione per la potenziale maggiore trasmissibilit\u00e0 e il possibile rischio di reinfezione. Secondo gli studi epidemiologici effettuati, la variante Delta sembrerebbe pi\u00f9 contagiosa della Alfa almeno del 50-60%, con una carica virale 1.000 volte superiore e un tempo di incubazione ridotto: un virus che si sta evolvendo verso una contagiosit\u00e0 massima!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prevalenza delle varianti in Italia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019indagine di prevalenza<\/strong>&nbsp;delle varianti di SARS-CoV-2 condotta dall\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 (ISS) mostra che in Italia, al 22 giugno 2021, tra le cosiddette Variants of Concern (VOC) la prevalenza della variante Alfa \u00e8 pari al 57,8%, in calo rispetto all\u201988,1% del 18 maggio scorso; la variante Beta non \u00e8 stata riportata in nessuna Regione; la variante Gamma ha una prevalenza pari all\u201911,8%, in aumento rispetto al 7,3% della precedente indagine; la variante Delta ha una prevalenza pari al 22,7% ed \u00e8 stata identificata in 16 Regioni, con un range tra lo 0 e il 70,6%.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Varianti ed efficacia dei vaccini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I primi dati confermano che tutti i vaccini attualmente disponibili in Italia sono efficaci contro la variante Alfa del nuovo coronavirus, la variante pi\u00f9 diffusa ad oggi.&nbsp; Secondo alcune evidenze scientifiche emerge che, a differenza di quanto avviene per le altre varianti, la protezione dall\u2019infezione con la variante Delta risulta notevolmente minore in chi ha ricevuto solo la prima dose di vaccino, indipendentemente dal tipo di vaccino somministrato. Il completamento del ciclo vaccinale fornisce invece una protezione contro la variante Delta quasi equivalente a quella osservata contro la variante Alfa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Misure di contrasto alla diffusione delle varianti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Al fine di limitare la diffusione di nuove varianti, l\u2019Italia ha disposto specifiche azioni di sanit\u00e0 pubblicacontenute nella&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.trovanorme.salute.gov.it\/norme\/renderNormsanPdf?anno=2021&amp;codLeg=81280&amp;parte=1%20&amp;serie=null\"><strong>Circolare del ministero della Salute<\/strong><\/a>&nbsp;del 25 giugno scorso, alla luce dell\u2019<strong>Allerta internazionale variante Delta<\/strong>. Tra le misure preposte: rafforzare la sorveglianza di laboratorio nei confronti delle nuove varianti SARS-CoV-2; fornire indicazioni per implementare le attivit\u00e0 di ricerca e la gestione dei contatti dei casi COVID-19 sospetti\/confermati per infezione da variante; limitare gli ingressi in Italia dei viaggiatori provenienti dai paesi pi\u00f9 colpiti dalle varianti; realizzare indagini rapide di prevalenza per stimare correttamente la diffusione delle varianti nel nostro Paese; disporre misure di contenimento (aree rosse) nelle aree pi\u00f9 colpite del Paese anche a livello comunale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Impatto delle varianti nel Mondo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019avanzata della variante Delta, che ha raggiunto gi\u00e0 104 Paesi, con nuovi record di contagi, sta mettendo in allarme molti Paesi con la reintroduzione di limitazioni, obbligo di certificato vaccinale, controlli e restrizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>In&nbsp;<strong>Australia<\/strong>&nbsp;riduzione degli ingressi nel Paese; in&nbsp;<strong>Giappone&nbsp;<\/strong>decretato nuovo stato d\u2019emergenza sanitario e Giochi Olimpici senza spettatori; in&nbsp;<strong>Canada<\/strong>&nbsp;i viaggiatori stranieri non vaccinati non saranno autorizzati a entrare nel Paese; in&nbsp;<strong>Spagna<\/strong>&nbsp;\u00e8 consentito l\u2019ingresso dalle aree considerate a rischio (Italia e altri paesi UE) solo con obbligo di certificato di vaccinazione, di guarigione o test molecolare o antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti; in&nbsp;<strong>Francia<\/strong>&nbsp;dal 21 luglio per accedere a luoghi di svago e di cultura obbligo del certificato vaccinale o tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. In Italia dal 6 agosto obbligo di&nbsp;<strong>Green Pass&nbsp;<\/strong>(o tampone negativo eseguito nelle 48 ore precedenti) per accedere a ristoranti e bar al chiuso, grandi eventi, cinema, palestre, stadi, concorsi pubblici<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Italia: prepariamoci all\u2019impatto!<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa crescita della prevalenza della variante Delta \u00e8 un dato atteso, che deve essere monitorato con grande attenzione. \u00c8 fondamentale continuare il tracciamento sistematico dei casi per individuare i focolai, che in questo momento \u00e8 reso possibile dalla bassa incidenza, e completare il pi\u00f9 velocemente possibile il ciclo vaccinale, dal momento che, come confermato anche dall\u2019EMA, questo garantisce la migliore protezione\u201d afferma il presidente dell\u2019ISS&nbsp;<strong>Silvio Brusaferro<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.eubea.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Tabella-varianti-1.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cL\u2019Italia sta vivendo una luna di miele in attesa di ritrovarsi nella situazione di altre nazioni dove si \u00e8 deciso di aprire prima, come in Inghilterra dove la variante Delta \u00e8 diventata prevalente\u201d cos\u00ec afferma il&nbsp;<strong>Prof. Fabrizio Pregliasco<\/strong>, ricercatore dell\u2019Universit\u00e0 Statale di Milano, commentando l\u2019attuale situazione pandemica nel nostro Paese. \u201c\u00c8 inevitabile che allentando le maglie dei contatti aumentino i contagi. Nel nostro Paese siamo un po\u2019 come sulla Pay Tv dove si vede lo stesso film in momenti diversi, siamo solo in ritardo di un tempo. Ritengo quindi che anche in Italia vedremo una prevalenza della variante Delta e un aumento dei contagi\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Secondo il&nbsp;<strong>Prof.<\/strong>&nbsp;<strong>Walter Ricciardi<\/strong>, ordinario di Igiene generale e applicata all\u2019Universit\u00e0 Cattolica e consigliere scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza,<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cdobbiamo accelerare la vaccinazione, dobbiamo vaccinare tutti i soggetti al di sopra dei 12 anni, in attesa che le prove sperimentali ci confermino anche la possibilit\u00e0 di vaccinare i bambini. L\u2019unica possibilit\u00e0 che noi abbiamo per fronteggiare questa variante contagiosissima \u00e8 vaccinare anche i bambini e raggiungere una protezione del 90%-95%: \u00e8 solo con queste proporzioni che potremo avere un\u2019immunit\u00e0 di popolazione. La variante Delta buca persino il doppio ciclo, nel senso che conferisce una certa protezione contro la malattia grave e l\u2019ospedalizzazione, ma purtroppo nel 30%-35% dei casi determina infezione persino nei soggetti che hanno doppia vaccinazione, quindi figuriamoci una sola\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p><strong>Autore: Redazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fonti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/www.salute.gov.it\/portale\/p5_1_2.jsp?lingua=italiano&#038;id=250\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/www.iss.it\/cov19-faq-varianti\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/www.trovanorme.salute.gov.it\/norme\/renderNormsanPdf?anno=2021&#038;codLeg=81280&#038;parte=1%20&#038;serie=null\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/www.iss.it\/web\/guest\/\/comunicati-stampa\/-\/asset_publisher\/fjTKmjJgSgdK\/content\/id\/5785883\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":1733,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[242],"tags":[4,22,269,201],"class_list":["post-1730","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varianti","tag-covid","tag-covid-19","tag-fabrizio-pregliasco","tag-variante"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/alfa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1730","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1730"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1730\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1777,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1730\/revisions\/1777"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1733"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1730"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1730"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1730"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}