{"id":2860,"date":"2017-02-22T07:07:00","date_gmt":"2017-02-22T07:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/asproposito.it\/?p=2860"},"modified":"2025-02-12T07:08:24","modified_gmt":"2025-02-12T07:08:24","slug":"fake-news","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/2017\/02\/22\/fake-news\/","title":{"rendered":"Fake news"},"content":{"rendered":"\n<!--more-->\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/iovaccino?__tn__=-UC*F\">IoVaccino<\/a><\/h2>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/photo\/?__tn__=%2CO*F#?djk\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>22&nbsp;February&nbsp;2017<\/strong><\/a>&nbsp;&nbsp;\u00b7&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Condividiamo questo articolo interessante ed esaustivo di La Valigia Blu:<br><br>&#8220;Fake news \u00e8 uno dei termini pi\u00f9 discussi da alcuni mesi a questa parte in un dibattito che ha coinvolto giornalisti, politici, rappresentanti delle istituzioni e di organismi di garanzia. Quasi come una sindrome, la discussione \u00e8 esplosa soprattutto dopo la Brexit in Gran Bretagna e la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. I risultati del referendum britannico e delle votazioni statunitensi sarebbero stati in qualche modo l\u2019effetto della diffusione di bufale e di informazioni false, veicolate dai media (in particolare i social, secondo le opinioni pi\u00f9 diffuse), in grado di poter orientare le scelte degli elettori, incapaci di saper distinguere tra notizie vere e false. Principale fonte di inquinamento dell\u2019opinione pubblica, le fake news sarebbero diventate addirittura la minaccia delle democrazie, ma come ha detto Cass Sunstein in una recente intervista, \u201cnon ci sono dati che permettono di dire che le informazioni false abbiano avuto un effetto massiccio sul risultato delle elezioni\u201d.<br><br>Nel dibattito in corso, sotto questa categoria sono finite cose molto diverse tra di loro: errori giornalistici, bufale, teorie complottiste, contenuti satirici decontestualizzati e utilizzati come fonti giornalistiche, la diffusione di notizie non verificate, la propaganda politica, le informazioni false lanciate da siti messi on line per generare profitti dal click-baiting.<br><br>In altre parole, come scrive Philip Di Salvo su Wired, \u201cquello delle fake news \u00e8 diventato un contenitore vuoto in cui buttare diversi ambiti e altrettanti problemi che, affiancati, finiscono per ammassarsi senza portare a un risultato di senso\u201d. In questo modo \u00e8 stata appiattita la complessit\u00e0 di una questione molto pi\u00f9 sfaccettata, che va oltre la semplice natura delle notizie (vere o false) e chiama in causa la qualit\u00e0 del giornalismo (online e offline) e l\u2019intero ecosistema informativo.<br><br>In un recente articolo su First Draft, Claire Wardle propone di fare un passo in avanti, di andare oltre il semplice utilizzo, quasi fosse un mantra, della parola \u201cfake news\u201d, inutile per descrivere la complessit\u00e0 dei diversi tipi di misinformazione (la condivisione involontaria di informazioni false) e disinformazione (la deliberata creazione e condivisione di informazioni note per essere false), e di capire e spiegare come funziona quello che lei definisce &#8220;ecosistema della disinformazione&#8221;.<br><br>In questo senso, Wardle suggerisce di concentrarsi su 3 punti dell\u2019ecosistema dell\u2019informazione, in modo da poter conoscere meglio un ambiente informativo sempre pi\u00f9 complesso:<br><br>&#8211; Conoscere la grammatica delle fake news, distinguendo tra le diverse tipologie dei contenuti creati e condivisi.<br>&#8211; Conoscere le motivazioni di chi crea questi contenuti.<br>&#8211; Conoscere le modalit\u00e0 attraverso le quali tali contenuti vengono disseminati.<br><br>I sette modi di fare disinformazione<br><br>Claire Wardle individua sette diversi modi di fare disinformazione per arrivare a conoscere una sorta di grammatica delle fake news, che aiuti le persone a sapersi orientare rispetto alla variet\u00e0 e complessit\u00e0 dei contenuti che circolano.&#8221;<br><br>L&#8217;articolo contiene diverse foto e link, potete continuare a leggerlo qui:&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.valigiablu.it\/fakenews-disinformazione\/\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">http:\/\/www.valigiablu.it\/fakenews-disinformazione\/<\/a><br><br>Vi lasciamo con la conclusione:<br><br>&#8220;Cosa possiamo fare?<br><br>Tutti noi ogni volta che accettiamo in maniera passiva le informazioni, condividendo un post, un\u2019immagine, un video, senza prima aver verificato, contribuiamo ad aumentare il rumore e la confusione.<br><br>Noi tutti svolgiamo un ruolo fondamentale in questo ecosistema. (&#8230;) Dobbiamo assumerci la responsabilit\u00e0 di controllare in maniera indipendente cosa vediamo online.<br><br>Sul punto, Wardle cita quanto detto da Craig Silverman, media editor di Buzzfeed, durante un\u2019intervista a una trasmissione radiofonica, sulla necessit\u00e0 di uno \u201cscetticismo emotivo\u201d. Si tratterebbe cio\u00e8 di insegnare ad andare oltre le reazioni istintive: \u201cse siete troppo arrabbiati o compiaciuti (perch\u00e9 il vostro punto di vista \u00e8 stato confermato) per il contenuto di un articolo, ricontrollate\u201d. Un invito, insomma, a prendere del tempo e a non condividere in maniera automatica.<br><br>A queste riflessioni si aggiungono alcuni consigli di Margareth Sullivan sul Washington Post:<br><br>1) Consulta e confronta pi\u00f9 fonti di informazione<br>2) Non condividere senza verificare<br>3) Se diffondi un contenuto falso, cerca di correggere velocemente<br>4) Cerca di avere un atteggiamento scettico verso l\u2019informazione<br>5) Usa il pensiero critico&#8221;<br><br><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/hashtag\/iovaccino?__eep__=6&amp;__tn__=*NK*F\">#iovaccino<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":2862,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2860","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-uncategorized"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/asproposito.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/fake-news.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2860","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2860"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2860\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2863,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2860\/revisions\/2863"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2862"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2860"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2860"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/asproposito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2860"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}